Javier Maras.
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Berta Isla.
Parte 1.
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Titolo originale: Berta Isla. 2017.
Traduzione di: Maria Nicola.
2018. Giulio Einaudi Editore, Torino.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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 Berta isla ha sposato Tom pensando di conoscerlo da sempre, che anzi fosse lui a non conoscere qualcosa di lei, a non sapere cio della verginit perduta con un altro uomo. Eppure  proprio il buon Toms, il prevedibile Toms a nascondere il segreto pi grande e sconvolgente. Nessuno come Maras sa mostrare il lato oscuro e insieme quello luminoso dellamore, nessuno meglio di lui sa che ogni cuore che batte  un mistero, persino per il cuore che gli sta pi vicino.
 Berta Isla ha sposato Toms nel maggio del 1974, nella chiesa di San Fermn de los Navarros, vicino alla scuola che entrambi hanno frequentato e dove si sono incontrati la prima volta. Lo ha sposato dopo essere stata la sua ragazza per anni senza mai fare lamore con lui (perch tra buoni borghesi innamorati si usava cos) e dopo aver perso la verginit con un altro in un giorno che non smetter mai di ricordare.
 Lo ha sposato conoscendolo da sempre, convinta di aver trovato il suo destino, ma senza sapere nulla di lui, nulla che fosse davvero importante. Ma Toms qualcosa di davvero importante lo stava nascondendo e non avrebbe mai potuto dirlo, a lei come a nessun altro. Durante i suoi anni universitari a Oxford infatti, in uno stupido giorno, il caso aveva deciso di condizionare la sua esistenza, e quella della moglie, per sempre.
 Il nuovo romanzo di Javier Maras  la storia di un amore imperfetto, come lo sono tutti. Di una donna, Berta Isla, che ha scelto di stare accanto a un uomo che pu soltanto sperare di conoscere, ma che in fondo non si riveler mai per ci che  realmente.  la storia di una relazione che, finita la passione, si regge in fragile equilibrio sul segreto, sulla lealt e sul risentimento, su quanto non si vuole o non si pu dire.  la storia di due cuori da sempre sconfitti che insieme cercano di resistere nella battaglia.
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L'AUTORE.
Javier Maras  nato a Madrid nel 1951.
 Della sua opera Einaudi ha pubblicato Domani nella battaglia pensa a me, Tutte le anime, Un cuore cos bianco, Luomo sentimentale, Nera schiena del tempo, Malanimo, Quandero mortale, Selvaggi e sentimentali, Vite scritte, Traversare lorizzonte, Interpreti di vite, la trilogia de Il tuo volto domani (Febbre e lancia, Ballo e sogno e Veleno e ombra e addio), Gli innamoramenti, I territori del lupo (suo primo romanzo, pubblicato originariamente nel 1971), Il secolo (pubblicato originariamente in Spagna nel 1983 e uscito per la prima volta in traduzione italiana nel 2013) e Mentre le donne dormono. 
Berta Isla  stato nominato Libro dellanno da Babelia di El Pas e selezionato da ABC Cultural, L'avanguardia, El Peridico e La Razn.
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ALCUNI GIUDIZI:
Berta Isla ci ricorda perch il romanzo, nelle mani dei grandi scrittori,  ancora lunico modo che gli esseri umani possiedono per conoscere davvero se stessi. El Pas.
Berta Isla  il personaggio femminile pi bello mai creato da Javier Maras. Huffington Post.
Maras ha raggiunto una precisione, unemozione e un mistero che, oggi come oggi, non hanno pari tra i suoi contemporanei. Superbo. ABC Cultural.
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A Carme Lpez Mercader,
locchio attento che vede,
lorecchio attento che ascolta
e la voce che meglio consiglia

E a Eric Southworth, 
che ancora mi procura 
involontarie e fertili citazioni,
dopo una vita intera di amicizia
 
Tutti i versi di T. S. Eliot citati nel romanzo sono tratti dalle Opere (1904-1939) a cura di Roberto Sanesi uscite per Bompiani nel 1992.
La versione di Le due citt di Charles Dickens  quella di Silvio Spaventa (Sonzogno, 1936).
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PARTE PRIMA.
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Per molto tempo non avrebbe saputo dire se suo marito era suo marito, in modo simile a come non saprebbe dire, nel dormiveglia, se sta pensando o sognando, se ha ancora il controllo della propria mente o se lo ha gi perduto per lo sfinimento. A volte pensava di si, altre volte di no, e a volte decideva di non pensare e di continuare a vivere la sua vita con lui, o con quelluomo che assomigliava a lui, pi vecchio di lui.
 Anche lei del resto era invecchiata, per conto suo, in sua assenza, era molto giovane quando lo aveva sposato.
 Questi erano i periodi migliori, i pi tranquilli e soddisfacenti, quelli che scorrevano pi lisci ma che non duravano, non  facile dimenticare una cosa cos grande, un dubbio di quella portata. Riusciva a lasciarlo da parte per qualche settimana, a immergersi nellimpremeditata quotidianit di cui godono senza problemi quasi tutti gli abitanti della terra, che si limitano a veder cominciare le giornate, a vederle tracciare un arco e poi concludersi. Allora immaginano un termine, una pausa, uno stacco o una frontiera, segnato dal momento in cui ci si addormenta, che in realt non c: il tempo continua ad avanzare e ad agire, non solo sul nostro corpo, anche sulla nostra coscienza, a lui non importa se dormiamo profondamente oppure siamo svegli e allerta, se soffriamo dinsonnia o ci si chiudono gli occhi nostro malgrado come sentinelle alle prime armi in quelle guardie notturne che in Spagna, chiss perch, vengono dette imaginarias, forse perch il giorno dopo sembra non siano mai esistite, a chi  rimasto in piedi mentre il mondo dormiva, ammesso che sia riuscito a rimanere sveglio e a non farsi arrestare, o passare per le armi in tempo di guerra.
 Un solo colpo di sonno invincibile e ci si pu ritrovare morti, o addormentati per sempre. Che grande rischio nella pi piccola cosa.
 Quando si convinceva che suo marito era suo marito, non era altrettanto calma e non si alzava dal letto piena di voglia di cominciare la giornata, si sentiva prigioniera di ci che tanto a lungo aveva atteso e ora era avvenuto, chi si abitua a vivere nellattesa non ne accetta mai del tutto la fine,  come se gli togliessero met dellaria. E quando si convinceva che non era suo marito passava la notte in preda allagitazione e al senso di colpa, avrebbe voluto non svegliarsi mai, per non dover affrontare la diffidenza verso colui che amava n i rimproveri con cui si puniva. Non le piaceva vedersi indurita come una miserabile. Nei periodi in cui decideva o riusciva a non convincersi di nulla, sentiva invece il solletico del dubbio latente, dellincertezza cacciata via che prima o poi era destinata a tornare. Aveva scoperto che vivere nella certezza assoluta  noioso e condanna a unesistenza sola, a unesistenza reale che coincide con quella immaginaria, e nessuno sfugge interamente a questultima. Ma anche il sospetto perenne  intollerabile, diventa estenuante osservare di continuo se stessi e laltro, soprattutto laltro, il pi vicino, e metterlo a confronto con i ricordi, che non sono mai attendibili. Nessuno vede con nitidezza ci che non ha pi davanti, anche se  appena accaduto o aleggiano ancora nella stanza laroma o lo scontento di chi si  allontanato. Basta che uno esca da una porta e sparisca perch la sua immagine cominci a sfumare, basta smettere di vedere per non vedere pi chiaramente, o non vedere nulla; e con ludito  la stessa cosa, per non parlare del tatto. Come si fa, allora, a ricordare con precisione e nel giusto ordine quello che  successo tanto tempo fa? Come pu lei raffigurarsi con fedelt il marito di quindici o ventanni prima, quello che veniva a letto quando lei dormiva da un pezzo, quello che col membro la penetrava? Anche questo svanisce e si confonde, come le imaginarias dei soldati. Forse  ci che svanisce pi in fretta. Non era sempre stato posseduto dallo scontento, quel suo marito insieme spagnolo e inglese, di nome Tom o Toms Nevinson.
 Non sempre aveva emanato una sorta di senso di fastidio pervasivo, un disgusto di fondo che portava con s in tutta la casa e che finiva per diventare anche di superficie. Arrivava con lui come unemanazione, nel salone, in camera da letto, in cucina, o come un temporale in sospeso sulla sua testa che lo seguiva dappertutto e raramente si allontanava. Questo lo portava a essere laconico e a rispondere a poche domande, certo non a quelle compromettenti ma nemmeno a quelle inoffensive.
 Per le prime aveva pronto largomento che non era autorizzato a rivelare nulla, e ne approfittava per ricordare a sua moglie, Berta Isla, che non lo sarebbe mai stato: quando anche fossero passati decenni e fosse stato in punto di morte, mai avrebbe potuto raccontarle quali erano le sue occupazioni presenti, o i suoi compiti, o le sue missioni, la vita che faceva quando non era con lei. Berta doveva accettarlo e lo accettava: cera una zona o una dimensione di suo marito che sarebbe rimasta sempre nellombra, sempre fuori dal suo campo visivo e dalla portata del suo orecchio, il racconto negato, locchio socchiuso o miope o meglio ancora cieco, lei poteva solo congetturarla o immaginarla. 
  E poi  meglio che tu non sappia,  le aveva detto una volta, lermetismo obbligato non gli impediva di disquisire ogni tanto per un po, in astratto e senza alcun riferimento a luoghi o a persone. 
  Spesso  spiacevole, contiene storie tristi, condannate a un finale infelice, per gli uni o per gli altri; di rado  divertente ma  quasi sempre brutta o, peggio, deprimente. E sovente ne esco con la coscienza sporca. Per fortuna passa in fretta,  transitorio. Per fortuna dimentico quello che ho fatto,  il bello delle cose che si fanno per finta, che non siamo noi a farne esperienza, o le sperimentiamo come fossimo attori. Gli attori tornano se stessi quando finisce il film o lo spettacolo a teatro, e questi si dissipano per sempre. A lungo andare lasciano un vago ricordo come di un episodio sognato o inverosimile, in ogni caso molto vago. O addirittura come qualcosa che non ci corrisponde, tanto che finiamo per dirci: No, io non posso essermi comportato cos, la memoria mi si confonde, era un altro io e c un equivoco.
 Oppure capita loro come ai sonnambuli, che non sono consapevoli delle loro azioni e dei loro passi.
 Berta Isla sapeva di vivere parzialmente con uno sconosciuto. E un uomo che non pu dare spiegazioni su mesi interi della propria esistenza finisce per arrogarsi la licenza di non darne mai su nessun aspetto della sua vita.
 Eppure Tom era anche, parzialmente, una persona che faceva parte da sempre della sua vita, di quelle che si danno per scontate come laria. Non ci si sofferma mai a scrutare laria.
 Si conoscevano da quando erano poco pi che bambini, e a quei tempi Toms era allegro e leggero, senza nebbia n ombre.
 LInstituto Britnico di paseo Martnez Campos, accanto al Museo Sorolla, dove Toms aveva studiato fin dalle elementari, abbandonava o lasciava andare i suoi allievi a tredici o quattordici anni, dopo la classe che a quei tempi si chiamava quarta di bachillerato. La quinta, la sesta e la preparatoria, le tre classi rimanenti prima delluniversit, dovevano essere frequentate altrove, e non pochi ex allievi del Britnico passavano al liceo che frequentava Berta, il collegio Estudio, non fosse altro perch era misto e laico, contrariamente alla norma che vigeva in Spagna durante il franchismo, e perch cos non dovevano allontanarsi dal quartiere, trovandosi lEstudio nella vicina calle de Miguel Angel.
 A meno che non fossero orrendi o privi di ogni attrattiva, i nuovi facevano furore fra i membri del sesso opposto, appunto perch costituivano una novit, e Berta si innamor assai rapidamente del giovane Nevinson, con cieca e primitiva cocciutaggine. Vi  molto di elementare e di arbitrario, e anche di estetizzante o presuntuoso (ci si guarda attorno e si dice: Starei bene con questo), in quegli amori che necessariamente cominciano con timidezza, con sguardi fugaci, sorrisi e conversazioni lievi che dissimulano la passione, la quale tuttavia mette subito radici e sembra inamovibile fino alla fine dei tempi. Certo che  una passione tutta teorica e mai messa alla prova, imparata dai romanzi e dai film, una proiezione fantastica nella quale predomina unimmagine statica: la ragazza si vede gi sposata con leletto e lui con lei, come in un quadro senza sviluppi n variazioni n storia, la visione finisce li, i due non sono capaci di andare oltre, di vedersi a et remote che non li riguardano e che a loro sembrano irraggiungibili, non sanno raffigurarsi altro se non il culmine, dopo il quale tutto diventa vago e si ferma; oppure  una vittoria, per i pi chiaroveggenti o ostinati.
 In tempi in cui in Spagna si usava ancora che le donne, sposandosi, aggiungessero un de al loro cognome, cui seguiva quello del marito, Berta era influenzata perfino dalleffetto visivo e sonoro del suo nome in un lontano futuro: non sarebbe stata la stessa cosa diventare Berta Isla de Nevinson, un nome che evocava avventure o luoghi esotici (un giorno avrebbe avuto un biglietto da visita con su scritto esattamente questo; e anche altro, ma si sarebbe visto poi), oppure Berta Isla de Surez, solo per citare il cognome del ragazzo che le era piaciuto prima della comparsa di Tom nella sua scuola.
 Non fu lunica della classe a notarlo in quel modo ardente e risoluto, e a nutrire delle aspirazioni. In realt larrivo di Toms produsse uno sconvolgimento generale in quel microcosmo, finch non ci fu con evidenza una prescelta. Era un ragazzo abbastanza belloccio e un po pi alto della maggioranza, con capelli sul biondo pettinati allindietro alla vecchia maniera (da pilota degli anni Quaranta, o da ferroviere quando li portava pi corti, oppure da musicista quando li lasciava crescere pi lunghi, senza mai andare troppo contro la tendenza che si andava imponendo; ricordavano quelli del caratterista Dan Duryea e si avvicinavano a quelli dellattore protagonista Grard Philipe, quando assumevano il loro massimo volume, per quelli che se li ricordano o sono curiosi), e tutta la sua persona trasmetteva la solidit di chi  immune alle mode e quindi alle insicurezze, che tante forme adottano intorno ai quindici anni, quasi nessuno vi sfugge. Dava la sensazione di non essere schiavo della propria epoca, o di sorvolarla, come se non concedesse importanza alle circostanze casuali, come lo  il giorno in cui siamo nati, il secolo, addirittura. In realt i suoi lineamenti erano poco pi che gradevoli, lui non era un innegabile esempio di giovanile belt; sfioravano linsignificanza, che nel giro di un paio di decenni avrebbe avuto il sopravvento senza rimedio. Ma a quel tempo lo salvavano le labbra carnose e ben disegnate (che invitavano a essere percorse col dito e palpate, forse pi che baciate) e lo sguardo di un grigio opaco o dal brillio tormentato, a seconda della luce o del tormento incipiente che si addensava in lui: occhi penetranti, inquieti e pi allungati del consueto, che raramente riposavano e che contraddicevano la serenit complessiva della sua figura. In quegli occhi si intravedeva un che di anomalo, o forse si annunciavano future anomalie, allora solo latenti o in agguato, come se per loro non fosse ancora venuto il momento del risveglio e dovessero ancora maturare o covare per raggiungere la loro piena potenza. Il naso mancava di distinzione, era piuttosto largo e come non rifinito, o almeno senza carattere. Il mento era vigoroso, squadrato, lievemente sporgente, gli conferiva unaria determinata. Era linsieme a renderlo attraente, o simpatico, e in lui predominava, pi che laspetto, il carattere ironico e leggero, propenso allo scherzo e senza preoccupazione, sia per ci che avveniva allesterno sia per ci che gli passava per la testa, che non doveva essere facile da indovinare neppure per lui, come non lo era per chi gli era vicino: Nevinson rifuggiva lintrospezione e parlava poco della sua personalit e delle sue convinzioni, come se entrambe le pratiche fossero per lui un infantilismo e una perdita di tempo. Era lesatto contrario delladolescente che si esplora e si analizza e si osserva e cerca di decifrarsi, impaziente di scoprire a che tipo di individuo appartiene; senza rendersi conto che una simile indagine  inutile in quanto lui non  ancora fatto del tutto, e che tale sapere non arriva  se arriva, e se non continua a modificarsi e a negarsi  finch non si sono prese decisioni importanti e finch non si agisce spinti dai fatti, e quando questo succede ormai  tardi per cambiare rotta e scegliere di essere diversi.
 A Toms Nevinson, in ogni caso, non interessava molto farsi comprendere e comprendersi, oppure aveva gi completato questo secondo processo e il primo lo giudicava unabitudine da narcisi. Forse ci si doveva alla met inglese della sua ascendenza, ma alla fine nessuno sapeva bene come lui fosse in realt. Sotto una superficie amichevole e trasparente, persino affabile, vi era un confine di imperscrutabilit e di riserbo. E la sua pi grande imperscrutabilit consisteva nel fatto che gli altri non ne erano consapevoli, non si accorgevano quasi di quello strato impenetrabile. Era perfettamente bilingue, parlava linglese come suo padre e lo spagnolo come sua madre, e il fatto che fosse vissuto principalmente a Madrid da quando non era in grado di articolare parola, o ne balbettava molto poche, non comprometteva la sua fluidit ed eloquenza nella prima delle due lingue: era stato educato in inglese durante la sua prima infanzia ed era questa la lingua predominante in casa, e tutte le estati da quando aveva memoria le aveva passate in Inghilterra. A ci si aggiungevano la sua facilit nellapprendimento di terze o quarte lingue e una straordinaria abilit nellimitare parlate e cadenze e dizioni e accenti, gli bastava sentire qualcuno per un momento e sapeva imitarlo alla perfezione, senza alcuna prova n fatica.
 Con questo si guadagnava le simpatie e le risate dei suoi compagni, che finivano per chiedergli le sue interpretazioni migliori. Alterava anche la voce con efficacia, riproducendo quella dei soggetti imitati, che in quegli anni di scuola erano soprattutto personaggi della televisione, il solito Franco e qualche ministro fra quelli che comparivano nei notiziari un pochino pi degli altri. Le parodie nella lingua paterna le teneva in serbo per i suoi soggiorni a Londra e nei dintorni di Oxford, per i suoi amici e parenti di laggi (di questa seconda citt era originario il signor Nevinson). 
 Al collegio Estudio, nel quartiere Chamber, nessuno le avrebbe capite e ne avrebbe riso, tranne un paio di suoi compagni bilingui come lui, provenienti dallInstituto Britnico. Quando si esprimeva nelluna o nellaltra lingua non era minimamente riconoscibile come straniero, in entrambe suonava come un nativo, quindi non aveva mai avuto problemi a Madrid per essere accettato esattamente come gli altri malgrado il suo cognome, conosceva tutti i modi di dire e le espressioni gergali, e se voleva poteva essere sboccato come il pi sboccato dei ragazzi della citt, periferie escluse. E di fatto lui era come gli altri, in misura assai maggiore uno spagnolo che un inglese. Non escludeva di fare gli studi universitari nel paese di suo padre, che lo incoraggiava in questo senso, ma la sua vita la concepiva a Madrid, come sempre, e molto presto accanto a Berta. Se fosse stato ammesso a Oxford forse ci sarebbe andato, ma era sicuro che una volta completata la sua istruzione sarebbe tornato per rimanere. Suo padre, Jack Nevinson, si era stabilito in Spagna da lunghi anni, inizialmente per caso e poi per inevitabile passione e matrimonio. Tom non aveva ricordi di una sua esistenza altrove, sapeva solo che cera stata. Ma la vita dei genitori prima della nascita dei figli  da questi solitamente ignorata, o meglio, essi ritengono che non li riguardi finch non sono adulti e ormai, il pi delle volte,  tardi per fare domande.
 Il signor Nevinson affiancava a incarichi allambasciata britannica le sue attivit presso il British Council, dove era arrivato grazie allirlandese Walter Starkie, che ne fu il rappresentante a Madrid per quasi tre lustri, oltre ad avere fondato, nel 1940, L'Instituto Britnico di cui fu direttore per molto tempo. Ispanista entusiasta e giramondo, Starkie era autore di diversi libri sui gitani, uno dei quali recava il titolo lievemente ridicolo di Don Gipsy.
 Jack Nevinson aveva faticato molto a dominare la lingua di sua moglie, e bench alla fine ci fosse riuscito dal punto di vista sintattico e grammaticale, e possedesse un vocabolario assai vasto, per quanto antiquato e libresco, non si era mai liberato da un fortissimo accento, tanto che addirittura i figli lo vedevano un po come un intruso e gli si rivolgevano sempre in inglese, onde evitare incontenibili risate e rossori. Si sentivano in imbarazzo quando venivano a casa ospiti spagnoli e il padre non poteva fare a meno di ricorrere al castigliano; in bocca a lui era qualcosa di ridicolo, come i doppiaggi che con le loro voci e la loro pronuncia facevano da s Laurel e Hardy, Stanlio e Ollio, per la diffusione nei paesi di lingua spagnola dei loro gi vecchi film (in fin dei conti Stan Laurel era inglese, non americano, e i loro accenti erano molto diversi quando si avventuravano fuori dalla loro lingua). Forse questa insicurezza orale nel paese dadozione faceva si che ogni tanto Tom guardasse a suo padre con incongruo paternalismo, come se le sue spiccate doti per lapprendimento delle lingue e limitazione di qualsiasi accento gli facessero credere che se la sarebbe cavata molto meglio nel mondo  lo avrebbe fatto suo, o ne avrebbe tratto partito  di quanto avrebbe mai potuto fare Jack Nevinson, uomo poco autoritario e risolutivo in famiglia, probabilmente assai di pi fuori di essa.
 Quello sguardo di prematura superiorit non se lo permetteva con sua madre, Mercedes, donna affettuosa ma molto vigile, che per di pi gli era toccato rispettare e subire come insegnante in un paio di classi del Britnico, del cui corpo docente faceva parte. 
 Miss Mercedes, cos la chiamavano gli allievi, era una buona conoscitrice, pertanto, della lingua di suo marito e se ne serviva pi disinvoltamente di quanto lui non si servisse della sua, bench non fosse priva di accento. Gli unici a non averne erano quindi i quattro figlioli: Tom, un fratello e due sorelle.
 Berta Isla era nettamente madrilena, invece (di quarta o quinta generazione, cosa non frequente allepoca), una bellezza mora, temperata o dolce e imperfetta. A voler analizzare i suoi lineamenti, nessuno era abbagliante, ma nellinsieme il suo volto e la sua figura potevano turbare, esercitavano il magnetismo irresistibile delle donne allegre e sorridenti, inclini alla risata; sembrava sempre contenta, o saper essere contenta con poco o cercare di esserlo a ogni costo, e per molti uomini questa  una qualit desiderabile: come se volessero impadronirsi di quella risata  o sopprimerla, quando gli istinti sono malvagi  , o avere limpressione che sia dedicata a loro o che sono loro a suscitarla, senza rendersi conto che quella chiostra di denti che illumina in permanenza il volto, e che attrae con forza chiunque la veda, si mostrer in ogni caso, senza essere sollecitata, come se fosse un tratto invariabile, come il naso o la fronte o le orecchie. Questa tendenza al sorriso di Berta denotava buon carattere, un carattere perfino compiacente, ma era lievemente ingannevole: la sua era unallegria naturale, facile e pronta, ma se non ne trovava motivo non si sforzava di sprecarla o di fingerla; di motivi ne trovava parecchi,  vero; ma se non ce nerano poteva diventare molto seria, o triste, o arrabbiarsi. Nulla di tutto questo durava troppo a lungo, come se quegli stati danimo tetri o scontrosi la annoiassero, come se non vi vedesse alcun vantaggio o sviluppo interessante, e ritenesse che un loro eccessivo prolungarsi era monotono e non offriva niente di nuovo da imparare, come un insistente sgocciolio che alza soltanto il livello del liquido senza trasformarlo; ma non li rifuggiva scioccamente, quando la assalivano.
 Sotto la sua capacit di andare daccordo con tutti, la sua apparente bonomia, era una ragazza dalle idee chiare, perfino cocciuta. Se voleva una cosa la otteneva; senza attaccare frontalmente, incutendo timore, imponendosi e incalzando, ma con persuasione e abilit e sollecitudine, rendendosi indispensabile e, certamente, con determinazione assoluta, come se non esistesse alcun motivo al mondo per dissimulare i desideri quando non sono sporchi n maligni. Aveva il dono di insinuare unillusione fra i suoi conoscenti, amici e fidanzati, se potevano definirsi fidanzati i suoi eletti delladolescenza: riusciva a far credere a tutti che la cosa peggiore che potesse capitare loro era perderla, o perdere la sua stima, o la sua gioviale compagnia; e al tempo stesso li convinceva che non vi era al mondo benedizione pi grande della sua vicinanza, del poter condividere con lei aula, giochi, progetti, divertimenti, chiacchierate o lesistenza intera. Non che in questo fosse astuta, una specie di Iago che dirige e manipola e inganna con il persistente sussurro allorecchio, per nulla. Lei stessa doveva crederlo vero con spontaneit e orgoglio, portando la sua convinzione con s, dipinta sulla fronte e nel sorriso e sulle gote arrossate, e contagiando gli altri senza volerlo. Non solo aveva successo con i ragazzi, ma anche con le amiche: potersi dire amica sua era come un emblema di gloria, era un onore entrare nella sua orbita; stranamente non suscitava invidia n gelosie, o ne suscitava molto poche: era come se il suo sincero slancio daffetto verso quasi tutti la blindasse contro le antipatie e le spietate malevolenze di quellet mutevole e arbitraria. Anche Berta, come Toms, sembrava sapere, fin dallinizio, a che tipo di persona apparteneva, a che tipo di ragazza e donna futura, come se mai avesse dubitato che il suo era un ruolo da protagonista, non secondario, almeno nella propria vita. Ci sono persone, invece, che si vedono gi come comparse, perfino nella propria storia, come se fossero nate con la consapevolezza che, per unica che sia ciascuna vita, la loro non meriter di essere narrata, o vi si far cenno solamente quando si narrer quella di un altro, pi avventurosa e degna di nota. Nemmeno come intrattenimento in un lungo dopopranzo o in una serata accanto al fuoco senza sonno.
 Fu nel terzo trimestre della quinta che Berta e Tom si misero insieme con tutta levidenza possibile a quellet, e le altre pretendenti accettarono il fatto con un sospiro di rassegnazione e di rinuncia: se davvero Berta era interessata, non cera da stupirsi che Toms avesse preferito lei, in fin dei conti erano un paio danni che la met maschile del collegio Estudio si voltava a guardarla intensamente quando la incrociava sulle enormi scale di marmo o nel cortile, durante lintervallo. Attirava gli sguardi di quelli della sua classe, ma anche dei pi grandi e dei pi piccoli, e ci furono diversi bambini di dieci o undici anni il cui primo amore distante e pieno di stupore  lamore ancora senza nome  fu per Berta Isla e che per questo non la dimenticarono, n in giovent n in et matura e nemmeno in vecchiaia, sebbene mai avessero scambiato con lei una sola frase e per lei non fossero esistiti. Perfino i ragazzi di altri istituti si aggiravano nelle vicinanze della scuola per vederla alluscita e seguirla, e quelli del collegio Estudio, con un senso di propriet esacerbato, se la prendevano con gli intrusi e badavano che lei non cadesse nelle reti di qualcuno che non era dei loro.
 N Tom n Berta, nati rispettivamente in agosto e in settembre, avevano compiuto quindici anni quando decisero di uscire o di fidanzarsi come si diceva allora, e palesarono le loro intenzioni. In realt lei le aveva chiarite molto prima, si era unicamente preoccupata di camuffare il suo innamoramento primitivo e ostinato  o di contenerlo  quanto bastava per non apparire oppressiva n sfacciata, quanto bastava per essere educata  secondo leducazione degli anni Sessanta del secolo scorso  e per lasciargli la sensazione, quando si fosse deciso a fare il passo, di non essere stato meramente scelto e irretito, ma di prendere qualche iniziativa. Le coppie cos precoci sono condannate a sviluppare una certa fraternit, anche solo perch nel primo periodo della loro storia  il periodo inaugurale, che cos profondamente segna a volte gli sviluppi futuri  sanno di dover aspettare prima di poter coronare i loro amori e ardori. In quella classe sociale e a quellepoca, se non altro, malgrado le urgenze della sessualit incipiente e spesso esplosiva, era giudicato imprudente e sconsiderato forzare le cose quando si faceva sul serio, e Toms e Berta seppero fin da subito che facevano sul serio, che la loro non era uninfatuazione destinata a esaurirsi con la fine dellanno scolastico, e nemmeno due anni dopo, quando avrebbero finito il liceo.
 In Tom Nevinson cera un po di timidezza e unassoluta inesperienza in questo campo, e poi gli accadde quello che accade a non pochi ragazzi: rispettano troppo quella che hanno scelto come amore della loro vita presente, futura ed eterna, si guardano dal lasciarsi andare con lei come non farebbero con le altre, e finiscono il pi delle volte per comportarsi in modo eccessivamente protettivo e cauto, per vederla come un ideale nonostante lei sia fatta di interrogativa carne e sane ossa e sesso curioso, per temere di profanarla e per farne un essere quasi intoccabile. E a Berta accadde come a non poche ragazze: pur sapendo che potrebbero farsi toccare senza riserve e ansiose di essere profanate, non vogliono passare per impazienti, e ancor meno per avide. Non  raro, quindi, che i fidanzati, dopo tanto trattenersi e guardarsi con passione e baciarsi con cautela, escludendo certe zone del corpo, dopo tanto accarezzarsi con rispetto e frenarsi non appena sentono che il rispetto soccombe, la prima volta che coronano il loro amore lo facciano separatamente e per via vicaria, e cio con terzi occasionali.
 Entrambi persero la verginit durante il loro primo anno universitario, e nessuno dei due lo disse allaltro. Quellanno lo passarono lontani, poco in termini assoluti, molto rispetto a quello a cui erano abituati: Tom era stato ammesso a Oxford, in buona misura grazie allinteressamento di suo padre e di Walter Starkie, ma anche per le sue grandi doti linguistiche, e Berta si era iscritta a Lettere e filosofia alla Complutense. I periodi di vacanza sono lunghi in quelluniversit inglese, pi di un mese tra Michaelmas e Hilary, altrettanto fra Hilary e Trinity, e tre mesi interi fra Trinity e il nuovo Michaelmas o linizio dellanno accademico, cos si chiamano laggi i tre terms o falsi trimestri, sicch Toms rientrava a Madrid dopo le sue otto o nove settimane di duro studio e permanenza in Inghilterra e aveva il tempo di riprendere la sua vita madrilena, o di non perderla completamente di vista, di non rompere del tutto con Berta n sostituirla, di non dimenticare mai nulla. Ma quelle otto o nove settimane davano il tempo, a tutti e due, di mettere laltro in sospeso, fra parentesi. E al tempo stesso entrambi sapevano che a rimanere fra parentesi sarebbe stato il periodo di separazione, una volta che si fossero rivisti e che tutto fosse rientrato nella norma. La distanza reiterata permette questo, che nessuna delle fasi alterne sia davvero reale, che entrambe siano come fantasmatiche, che ciascuna sfumi e neghi laltra finch dura il suo regno, e quasi la cancelli; e che, in definitiva, nulla di quanto accade durante quelle fasi sia del tutto terreno o vissuto da svegli, che nulla conti come realmente accaduto o abbia troppa importanza. 
 Tom e Berta non sapevano che quella sarebbe stata la cifra di gran parte della loro vita insieme, insieme ma con poca presenza e senza limiti precisi, insieme ma dandosi le spalle.
 Nel 1969 due mode percorrevano lEuropa e influenzavano principalmente i giovani: la politica e il sesso. Le rivolte parigine del maggio 68 e la Primavera di Praga travolta dai carri armati sovietici misero in effervescenza  sia pure per breve tempo  mezzo continente.
 In Spagna, per di pi, sopravviveva una dittatura instaurata pi di trentanni prima. Gli scioperi operai e studenteschi spinsero il regime a dichiarare lo stato demergenza su tutto il territorio nazionale, un penoso pretesto per limitare ancora di pi i gi labili diritti, accrescere le prerogative e limpunit della polizia, cui veniva data mano libera per fare quello che voleva con chi voleva. Il 20 gennaio di quellanno lo studente di Giurisprudenza Enrique Ruano, che tre giorni prima era stato arrestato dalla temuta Brigada Poltico  Social per un lancio di volantini, era morto sotto custodia. La versione ufficiale, mutevole e piena di contraddizioni, fu che il giovane, di ventun anni, condotto in un edificio dellattuale calle Principe de Vergara al fine di effettuarvi un sopralluogo, era sfuggito ai tre agenti che lo sorvegliavano per cadere o gettarsi da una finestra dellappartamento al settimo piano in cui si trovava. Il ministro Fraga e il quotidiano ABC fecero di tutto per presentare lincidente come un suicidio e per attribuire a Ruano una mente fragile e squilibrata, pubblicando in prima pagina e a puntate una lettera al suo psichiatra tagliata e manipolata in modo che sembrasse un estratto da un supposto diario tormentato. Ma quasi nessuno credette a questa versione e lepisodio fu visto come un assassinio politico, dal momento che lo studente apparteneva al Frente de Liberacin Popular, o Felipe, organizzazione clandestina antifranchista di scarsa entit, come allora lo erano necessariamente quasi tutte (di scarsa entit e clandestine). Lo scetticismo generale era giustificato, non solo per la radicata tendenza a mentire di tutti i governi della dittatura: ventisette anni pi tardi venne accertato, riesumando il cadavere nel corso del complicato processo contro i tre agenti  ormai in democrazia  che gli era stata segata via una clavicola, osso attraverso il quale, quasi senza dubbio, doveva essere penetrato il proiettile che lo aveva ucciso. A suo tempo i risultati dellautopsia erano stati contraffatti, non era stato permesso ai famigliari di vedere il corpo, era stato proibito loro di pubblicare un necrologio sui giornali, e il ministro dellInformazione Fraga aveva telefonato personalmente al padre per intimargli di tacere con una frase del tipo: Si ricordi che ha unaltra figlia a cui pensare, riferendosi alla sorella di Ruano, Margot, anche lei politicamente impegnata. E sebbene dopo tutto quel tempo non fosse stato possibile trovare alcuna prova di colpevolezza e i tre poliziotti fossero stati assolti dallaccusa di omicidio  Colino, Galvn e Simn erano i loro cognomi  , il giovane doveva essere stato sottoposto a tortura nei giorni del fermo, compreso lultimo, quando fu portato nellappartamento di calle Principe de Vergara, colpito da unarma da fuoco e gettato nel vuoto. Questo era ci di cui erano convinti i suoi compagni gi nel 1969.
 Lindignazione studentesca fu talmente grande che alle mobilitazioni dei giorni successivi parteciparono anche universitari che fino ad allora erano rimasti prevalentemente apolitici o avevano preferito non esporsi e non mettersi nei guai, come Berta Isla. Alcuni amici della facolt lavevano convinta ad andare con loro alla manifestazione convocata un pomeriggio in plaza de Manuel Becerra, non lontano dallarena di Las Ventas. Erano assembramenti che duravano molto poco, essendo tutti illegali: la Polica Armada, i cui uomini erano chiamati los grises per il colore grigio delle divise, veniva quasi sempre a saperlo prima, disperdeva qualunque capannello a spintoni, e se mai un corteo arrivava a formarsi, a farsi compatto e a marciare per qualche decina di metri scandendo slogan, per non parlare di quando volavano sassi contro negozi o banche, subito caricava a piedi o a cavallo agitando lunghi manganelli flessibili (pi flessibili e lunghi quelli dei poliziotti a cavallo, simili a fruste corte e grosse), e cera sempre fra le sue file qualche elemento esibizionista o agitato che metteva mano alla pistola per fare pi paura o averne meno lui. Appena ebbero inizio i disordini, Berta si trov a correre davanti alle guardie, insieme a un gran numero di compagni e sconosciuti. Ciascuno prese una direzione diversa, confidando che gli inseguitori non scegliessero come obiettivo proprio lui e propendessero per bastonare altri. Lei era nuova a questi frangenti, e non sapeva niente, se fosse meglio infilarsi nella metropolitana o rifugiarsi in un bar e mescolarsi fra gli avventori oppure rimanere in strada, dove cera sempre la possibilit di rimettersi a correre e non rimanere intrappolati. Sapeva per che larresto nel corso di agitazioni politiche significava, nel migliore dei casi, una notte e qualche ceffone in questura, e nel peggiore un processo e una condanna a mesi o perfino uno o due anni di reclusione, a seconda della cattiva volont del giudice opportunamente istruito, oltre allimmediata espulsione dalluniversit. Sapeva poi che essere una ragazza, e molto giovane (era al primo anno), non le avrebbe risparmiato il castigo che poteva toccarle in sorte.
 Presto perse di vista gli amici, fu presa dal panico nel buio pesto e male illuminato dai fiochi lampioni, corse insensatamente da una parte allaltra, tutto il freddo di gennaio le pass di colpo, si sent ardere da un pericolo sconosciuto, istintivamente volle staccarsi dai disordini e si allontan a tutta velocit dalla piazza per una via adiacente non molto larga e quasi vuota di manifestanti, il fuggi fuggi generale aveva optato per altre strade o cercava di non disgregarsi eccessivamente per tornare a raccogliersi e a ritentare invano, con la paura e la furia che crescevano, gli animi esaltati, i battiti accelerati e i piani andati allaria. Correva come una saetta, atterrita, senza vedere pi nessuno n a destra n a sinistra con la coda dellocchio mentre volava pensando di non fermarsi mai, di correre finch non si fosse sentita al sicuro, finch non si fosse lasciata dietro la citt o fosse arrivata a casa, e allora sent limpulso di voltare la testa senza diminuire la velocit 
  forse aveva udito un rumore strano, uno sbuffo o un trotto vivace, un rumore di villeggiatura, di paese, di campagna, un rumore dellinfanzia  e vide alle sue spalle, quasi sopra di lei, la figura enorme di un agente a cavallo con il manganello gi alzato, pronto a sferrarle una scudisciata sulla nuca o sulle natiche o sulle reni che di sicuro lavrebbe gettata a terra, che probabilmente lavrebbe lasciata priva di sensi o stordita, incapace di reagire e tantomeno di fuggire, condannata a riceverne una seconda o una terza se la guardia si fosse accanita, o a essere trascinata, ammanettata e infilata in un furgone nella migliore delle ipotesi, e a veder rovinato il suo presente e a perdere il suo futuro in pochi minuti di irriflessivit e sfortuna. Vide il muso del cavallo nero e credette di vedere anche la faccia delluomo in grigio, bench il casco gli coprisse la fronte e il sottogola rinforzato gli celasse il mento. Berta non inciamp n si paralizz per lo spavento, ma acceler, inutilmente, con la forza della disperazione, era quello che avrebbe fatto chiunque pur sapendosi condannato, che cosa possono le gambe di una ragazza contro le zampe di un veloce quadrupede, eppure le sue gambe allungarono il passo come quelle di una preda ignara che ancora spera di sfuggire. Allora comparve un braccio da un vicolo laterale, una mano che la tir con vigore facendole perdere lequilibrio e cadere sulle ginocchia, ma strappandola a cavallo e cavaliere e risparmiandole di certo limpatto del manganello. Quelli tirarono diritto per inerzia, almeno di qualche decina di metri,  difficile frenare di colpo un cavallo, cera da sperare che perdessero interesse e cercassero altri sovversivi a cui dare una lezione, ce nerano a centinaia li intorno.
 La mano la rimise in piedi con un secondo strattone e Berta vide un giovanotto di bellaspetto che non aveva certo laria di essere uno studente e nemmeno di partecipare a proteste dalcun genere: i contestatori non portavano cravatta n cappello, e quel giovane si, oltre a un cappotto che aspirava a essere elegante, lungo, blu scuro, col bavero rialzato. Era un tipo allantica, con quel cappello a tesa troppo stretta, come se lo avesse ereditato.
  Leviamoci dai coglioni, ragazza,  le disse.  Ma subito, muoviti . 
 E la tir di nuovo per il braccio, voleva portarla via di li, guidarla, salvarla. Ma prima che riuscissero a sparire per quella viuzza ricomparve la guardia, si era affrettata a tornare indietro. Aveva voltato il cavallo e rifatto la strada al galoppo, come se lo avesse indispettito non riuscire a catturare una preda gi individuata e che ormai aveva gi nel carniere o quasi. Adesso cera da scegliere fra due, Berta e il tizio che aveva osato sottrargliela, oppure, se fosse stato abbastanza svelto e con buona mira, poteva beccarli entrambi, soprattutto se fossero arrivati dei colleghi a dargli manforte, nelle vicinanze non se ne vedevano, il grosso doveva essere impegnato sulla piazza, di solito menavano a destra e sinistra senza riguardi, caso mai un superiore li vedesse risparmiarsi e dovessero rimetterci loro dopo.
 Il ragazzo col cappello strinse la mano di Berta, ma non sembr spaventarsi, anzi, raddrizz la schiena in segno di sfida, con sangue freddo, come se disprezzasse il pericolo o non fosse disposto a mostrare timore. Il poliziotto brandiva ancora il lungo manganello, ma il suo gesto non era minaccioso, lo portava di traverso, posato sul polso della mano che reggeva le redini, come se fosse una canna da pesca o una canna di giunco tenuta in equilibrio. Era molto giovane anche lui, con gli occhi azzurri e le sopracciglia folte e scure, erano quello che pi si notava sotto il casco, lineamenti gradevoli con reminiscenze rurali, meridionali, probabilmente andaluse. Berta e il tipo allantica rimasero fermi a guardarlo, non si azzardarono a mettersi a correre gi per il vicolo, che poteva non avere uscita o offrirne una molto scarsa. O forse avevano capito che non era il caso di fuggire da quel poliziotto.
  Non te le avrei date, ragazza, per chi mi hai preso?  disse a Berta; i due giovani lavevano chiamata allo stesso modo, un appellativo infrequente nella Madrid di allora, soprattutto fra ragazzi.
  Volevo solo toglierti dal casino. Sei troppo piccola per metterti nei casini. Su, vattene via. E tu,  e si rivolse al tipo allantica,  vedi di non comparirmi pi davanti o finisci male: una scarica di botte e una vacanza allombra non te le leva nessuno. Per stavolta la scampi. Forza, aria. Ho gi perso troppo tempo con voi.
 Il giovanotto, con la sua cravatta ben annodata e il suo cappotto a met polpaccio, non batt ciglio a quella minaccia. Rimase dritto dovera, con lo sguardo freddo e attento, fisso in quello della guardia, come se volesse leggerne le intenzioni e fosse convinto che, se solo avesse voluto, avrebbe saputo tirarlo gi da quel cavallo. E contrariamente a quello che aveva detto, il poliziotto non se ne and, come se aspettasse che lo facessero prima i due che aveva graziato, o come se volesse far durare il pi possibile la visione della ragazza, non perderla di vista finch non fosse scomparsa dal suo campo visivo e i suoi occhi non potessero pi scorgerla, per quanto ci provassero. Nessuno dei due gli rispose, e pi tardi Brta Isla si pent di non averlo ringraziato. Ma in quei giorni a nessuno veniva in mente di ringraziare uno dei grises, un poliziotto di Franco, per quanto lo avesse meritato. Erano il nemico di quasi tutti, erano spregevoli, erano quelli che inseguivano e pestavano e arrestavano, e rovinavano vite appena cominciate.
 Berta si era rotta le calze e le sanguinava un ginocchio ed era ancora molto spaventata, vedersi quel cavallo addosso e il manganello in aria, pronto ad abbattersi sulla sua nuca o sulla sua schiena, laveva ridotta a un fascio di nervi, malgrado la benevola conclusione dellincidente, che a sua volta le aveva lasciato una strana debolezza fisica. Tutto linsieme la sfiniva, aveva perso il senso dellorientamento e la volont, in quel momento non avrebbe saputo neppure da che parte andare. Il giovanotto antiquato, sempre tenendola per mano come una bambina, la port fuori dalla zona critica di buon passo, la guid verso larena di Las Ventas e le disse:  Abito qui vicino. Sali da me e medichiamo quella ferita, cos ti calmi un po. Non vorrai tornare a casa conciata cos, vero? E meglio che ti riposi e ti rimetti in sesto .
 Adesso non la chiamava pi ragazza.
  Come ti chiami? Vai alluniversit?
  Si, al primo anno. Berta. Berta Isla, e tu?
  Io Esteban. Esteban Yanes. E faccio il banderillero .
 Berta ne fu stupefatta, non aveva mai conosciuto nessuno dellambiente delle corride, e non si era mai immaginata i personaggi di quel mondo fuori dallarena e in abiti normali.
  Banderillero di tori?
  No, di rinoceronti. E di cosa se no? Dimmi unaltra bestia su cui si piantano le banderillas.
 Questo la distrasse per qualche secondo dalla sua agitazione e dalla stanchezza enorme; avrebbe riso se non fosse stata stordita. Ebbe ancora il tempo di pensare: E abituato a vedersela con un animale molto pi pericoloso di un povero cavallo obbediente; per questo non si  spaventato e non ha perso la calma: avrebbe saputo schivarlo, forse anche allontanarlo da me. E lo guard di sbieco con curiosit crescente.
  Quel cappello non ti sta bene, non so se lo sai,  le venne da dire a rischio di sembrare impertinente. 
 Lo aveva pensato da quando laveva visto spuntare dal vicolo, una di quelle osservazioni superflue ma persistenti che rimangono in testa finch non trovano un varco, in mezzo a questioni molto pi urgenti.
 Il giovane lasci la sua mano, se lo tolse e lo osserv rigirandolo con interesse; fermo in mezzo alla strada, deluso.
  Si?, Ma figurati. Che ha? Non mi sta bene? Credi? E di buona qualit, eh.
 Aveva una massa abbondante di capelli, pettinati con la riga a sinistra, in modo che sul lato destro gli si formava un ciuffo, sembrava difficile che quei capelli fossero potuti stare tutti sotto il cappello senza che ne spuntasse fuori nulla. cos era pi bello, i capelli liberati rimettevano i lineamenti al loro posto o li definivano meglio. Gli occhi castani molto distanti, quasi color prugna, conferivano pulizia e candore alla sua faccia, era un volto senza doppi fondi, per nulla introverso n sfuggente n mortificato, di quei volti che, come una volta si diceva, sono un libro aperto (anche se ci sono libri impenetrabili e illeggibili) e non sembrano celare nulla di diverso da ci che esprimono. Il naso era diritto e lungo, la dentatura forte e un po sporgente, di quelle che sembrano avere vita propria nel mostrarsi con generosit, un sorriso africano gli illuminava i lineamenti e invitava a fidarsi al suo solo apparire. Una di quelle dentature che possono far dire a molti: Magari potesse prestarmela, mi andrebbe tutto in un altro modo. Soprattutto con le ragazze.
  No, non ti sta bene per niente. La tesa  troppo stretta in confronto allinsieme. Non ti dona. Ti fa la testa piccola. Una capocchia di spillo, e tu non ce lhai cos.
  E allora non se ne parli pi. Al diavolo il cappello. Capocchia di spillo mai,  disse il banderillero Esteban Yanes, e
lo gett direttamente in un cestino. Poi sorrise e fece il gesto del torero che saluta il pubblico con una mano, come dopo aver piantato un paio di banderillas con successo.
 Berta ebbe un fremito, si sent in colpa, non si aspettava di condannare a morte loggetto delle sue critiche. (O la chioma incolta di qualche barbone, che di certo lo avrebbe ripescato di li). Forse quel cappello non era stato ereditato ed era costato parecchio. Lui era pi grande di lei di qualche anno, doveva averne ventitr o ventiquattro, a quellet non si hanno mai troppi soldi in tasca, e meno ancora se ne avevano a quei tempi.
  Ehi, non devi dar retta a tutto quello che dico. Se a te piaceva, che te ne importa della mia opinione? Non mi conosci nemmeno. Non devi essere cos drastico.
  A me basta vederti, e ti do retta in tutto e per tutto, con drasticitezza.
 Suonava come un complimento, a giudicare dalle parole (forse lultima non esisteva, ma chi non bada a queste cose spesso inventa parole con pi felicit e fortuna di chi invece ci sta attento).
 Ma n il tono n latteggiamento erano quelli della galanteria. O forse era una galanteria talmente antiquata che Berta non seppe riconoscerla come tale: nessuno dei suoi compagni, nemmeno quelli che le facevano il filo, nemmeno lo stesso Tom, avrebbero mai detto una frase simile (cominciavano i tempi ruvidi, quelli della buona educazione come un disonore e della villania come un blasone).
  Di, quel ginocchio ha bisogno di essere medicato, potrebbe farti infezione.
 Entrando in casa del giovanotto Berta cap che non era in cattive condizioni economiche. Aveva mobili nuovi, ben tenuti (non troppi, questo si), e lappartamento era decisamente pi grande di quelli presi in affitto dai pochi studenti che potevano permetterselo. In realt era assai raro che un appartamento non fosse condiviso, almeno da due, se non da quattro o cinque ragazzi. Quella era una casa in piena regola, anche se indubbiamente da scapolo, da uomo solo e non ancora completamente sistemato. Tutto era in ordine, perfino studiato, ma con unaria di provvisoriet. Alle pareti cerano delle fotografie di corride, tre o quattro locandine, su una lesse i nomi, famosi anche per lei, di Gregorio  Santiago Martn El Viti Snchez. Per fortuna non cera nessuna testa di toro impagliata e incorniciata come un gigantesco altorilievo, forse quelle venivano concesse solo ai matadores, non ai subalterni.
 Berta ignorava tutto della fiesta.
  Abiti da solo?  domand.  Tutto questo spazio  per te?
  Si, lho preso in affitto da qualche mese. Durante la stagione me lo godr poco, sar pochissimo a Madrid, e mi costa un occhio della testa. Ma, cosa vuoi, ultimamente mi  andata molto bene come sciolto, e bisogna pure avere un posto dove stare quando non c attivit. Tanto per lAmerica non mi chiamano. E alla fine ci si stanca di girare per pensioni e alberghetti, sinceramente.
  Cme sciolto?
  Poi te lo spiego, mentre ti medico la ferita. Su, siediti li,  e le indic una poltrona; sotto cera un tappeto,  e togliti le calze. Sono da buttare. Se non ne hai di ricambio, dopo scendo e te le compro. Be, mi dovrai dire tu dove si comprano, io non ne ho idea. Vado a prendere la valigetta del pronto soccorso.
 Usc dal soggiorno e Berta lo sent armeggiare di l, aprire e chiudere sportelli e cassetti, probabilmente nel bagno. Si tolse il cappotto, lo pos sul divano, si sedette sulla poltrona indicata e li si tolse gli stivali  stivali con la cerniera, al ginocchio  e poi le calze scure che in realt erano collant, le arrivavano alla vita, in quegli anni cominciavano a essere diffusi. Dovette alzarsi parecchio la gonna per sfilarseli, perch era una gonna dritta, quasi stretta, piuttosto corta 
  copriva due terzi della coscia, forse meno  , anche quella secondo la moda di allora. La sua decisione di andare al corteo era stata cos improvvisa che era uscita di casa vestita come per andare a lezione, certo non per fuggire per le strade davanti alla polizia a cavallo. Mentre si toglieva i collant guard un paio di volte verso la porta da cui era sparito il padrone di casa, nel timore che rientrasse proprio nel mezzo della sua parziale svestizione (senza pensarci, con naturalezza, si era liberata di quattro indumenti in un istante, contando la sciarpa; ossia della met: le rimanevano la gonna, un maglioncino morbido scollato a V, le mutandine e il reggiseno). Guard tanto per guardare, in realt si rese conto che non le importava troppo di essere vista con la gonna alzata per qualche secondo, un grosso spavento superato e una grande stanchezza presente inducono ad abbassare la guardia, sopravviene una specie di indifferenza quando non di soddisfazione per essere scampati a un brutto momento e potersi di nuovo rilassare. E poi il giovane Yanes le ispirava fiducia, era una persona con cui si sentiva a suo agio.
 Una volta conclusa la rapida operazione (le calze appallottolate a terra, sent che non aveva la forza di chinarsi), si abbandon sulla poltrona, con le gambe nude, i piedi scalzi sul tappeto, diede unocchiata al sangue della ferita senza preoccuparsene, le venne immediatamente un po di sonno, non ebbe il tempo di lasciarsi invadere n sopraffare perch il banderillero torn, si era liberato del cappotto, della giacca e della cravatta e si era arrotolato le maniche della camicia. In una mano aveva un bicchiere di Coca-Cola con ghiaccio, che le porse, e nellaltra, in effetti, una piccola valigetta bianca, forse ogni torero ne possedeva una in casa, per cambiarsi le bende, per sicurezza. Yanes prese uno sgabello basso e si sedette davanti a lei.
  Fa vedere,  le disse.  Prima ti lavo un pochino, non ti far male. Berta accavall istintivamente le gambe, in parte per agevolarlo, per avvicinargli il ginocchio, e in parte per ostacolarlo (per ostacolargli una visione). 
  No, non accavallarmi le gambe,  peggio. Appoggia il polpaccio sulla mia coscia, cos sar pi facile . 
 Le lav accuratamente la ferita con acqua e sapone, servendosi di una spugnetta, e poi gliela asciug con tocchi lievi di una pezza di cotone, come se lultima cosa che voleva fosse farle male strofinando. Poi vi soffi sopra, badando di far uscire dalle labbra solo aria fresca. Adesso, da dove si trovava, Yanes aveva ben visibile la visione, la gonna era sufficientemente corta e stretta (e con le gambe non accavallate rimaneva ben tesa) perch il triangolo delle mutandine entrasse nel suo campo visivo, e se avesse avuto bisogno di una prospettiva pi ampia in realt gli sarebbe bastato spostare la coscia verso sinistra, e la gamba di Berta, che vi stava sopra, lavrebbe seguita senza remissione.
 E cos fece il banderillero, spost la coscia leggermente di lato e lagognata immagine si ampli, gli si mostrarono tutte intere le gambe socchiuse dalla caviglia fino allinguine, per modo di dire (ma anche i piedi scalzi), erano robuste, forti senza essere grosse, come quelle delle ragazze americane, sode e con la muscolatura ben sviluppata e piuttosto lunghe, gambe che invitavano a bearsi e ad andare a fondo, ed  sempre percepibile laggi una sorta di monte (o piuttosto una collinetta soave, un gonfiore palpitante).
  Adesso ti passo un po dalcol, allinizio brucer, poi un po meno . Spruzz il liquido su un batuffolo di cotone, e quando fu ben imbevuto perch non le si incollassero delle fibre alla ferita, glielo pass pi volte, con delicatezza e cautela. E torn a soffiare, in realt soffi al di sopra del ginocchio, come se avesse sbagliato la mira o volesse dare sollievo dove non cera alcun bruciore.
 Subito il dolore si riflett sulla faccia di Berta (serr i denti, stir le labbra allindietro), ma in realt dur poco. Si sentiva come quando era bambina e un adulto le medicava un taglietto o un graffio. Era bello tornare a mettersi nelle mani di qualcuno, che qualcuno la toccasse e le facesse delle cose utili con le mani, non importava esattamente cosa: in primo luogo non era una sensazione molto diversa da quella che procura il barbiere quando passa il rasoio o la macchinetta sulla nuca di un uomo che in quel momento arriva ad assopirsi, o da quella che produce il dentista con il trapano quando mola o fa soltanto vibrare senza arrecare dolore; e ancora di pi simile a quella che suscita il medico quando ausculta o palpa o tamburella con un dito, il medio, e preme e domanda: Fa male qui? E qui? E qui?
 C un che di gradevole nel lasciarsi fare e maneggiare, anche quando non si tratta di cose piacevoli, anche se provocano un certo fastidio o addirittura timore (un barbiere potrebbe sempre tagliare senza volerlo, un dentista pu toccare una gengiva o un nervo, un medico pu cambiare espressione e mostrarsi preoccupato, un uomo pu fare del male a una donna, e se  inesperta ancora di pi).
 Berta Isla si sent comoda e pigra e accudita, la sua indolenza crebbe mentre il banderillero le applicava un cerotto sulla ferita e dava per conclusa la medicazione. Dopo averlo fatto aderire, Yanes non tolse immediatamente le mani come avrebbe dovuto, ma le pos, tutte e due insieme, sempre con delicatezza, contro la parte esterna delle cosce della ragazza, come chi le posa sulle spalle di qualcuno con fare protettivo, non di pi, o come in un gesto che sta a significare: Ecco fatto. Ma le cosce non sono spalle, nemmeno la loro faccia esterna, non centrano niente. Berta non reag, rimase a fissarlo con uno sguardo un po velato, forse assonnato o incuriosito, con le palpebre abbassate, cercando di allarmarsi ma senza riuscirci, invocando blandamente il rossore che di solito le saliva alle gote con tanta facilit, come chi attende o non sa se desiderare che quelle mani non si stacchino, e vorrebbe perfino sapere se cambieranno posizione o scivoleranno verso altre regioni, per esempio la faccia interna delle cosce, che assomiglia ancora meno alle spalle, li dove il fare protettivo pu diventare minaccioso per chi viene toccato o far scattare il fastidio, tutto dipende dalla giornata e da chi lo fa a chi.
 Per un intero minuto, un lungo minuto di assoluto silenzio, perch nessuno dei due parlava, le mani di Yanes non si mossero di un millimetro, rimasero li ferme, senza nemmeno accarezzare n premere, solo posate li, quasi inerti, quei palmi potevano lasciare unimpronta rossastra se si fossero attardati per molto, forse sarebbe stato difficile scollarli dalla pelle. Il banderillero sostenne lo sguardo di quegli occhi brumosi con i suoi cos distanti fra loro, che gli davano unaria di pulizia e ingenuit. Occhi che non rivelavano niente, non facevano presagire la mossa successiva, trasmettevano solo serenit. Eppure quel volto si leggeva come un libro aperto e Berta sapeva che cosa avrebbe tentato prima o poi lo sconosciuto  ah s, era uno sconosciuto  lo seppe con tanta certezza che il contrario lavrebbe delusa.
 Si impose di pensare a Toms Nevinson, che amava con convinzione, con incondizionata devozione e cocciutaggine; eppure le pareva che quel pomeriggio, o sera, non avesse nulla a che fare con lui e non lo mettesse neppure in discussione, non riusciva a vedere alcun nesso fra il suo fidanzato lontano e mezzo inglese e quella situazione in un appartamento vicino alla plaza de Toros di Las Ventas, con un ragazzo che probabilmente vi si esibiva o aspirava a esibirsi in quellarena, non le aveva spiegato che cosa volesse dire sciolto. Pens che forse non aveva ancora ritrovato il senso dellorientamento e neppure la forza di volont; che era ancora turbata e stordita dallo spavento di quellavventura equina, o clandestina, o poliziesca, o tutte e tre le cose. Non c niente di meglio che credere di aver perduto la forza di volont, di essere alla merc delle onde e della risacca, di potersi cullare e abbandonare: o forse s,  meglio poter credere che la nostra volont  nelle mani di un altro, e che tocca a lui ora decidere che cosa accadr. Allora Esteban Yanes, senza cambiare espressione, sempre sostenendo il suo sguardo come se volesse essere pronto a cogliere il minimo balenio di disaccordo o di rifiuto per fare marcia indietro, al termine di quel minuto os, uomo risoluto e audace. Ma non aveva ancora fatto la sua mossa arrischiata quando part la risata cos frequente in Berta, quella che tante simpatie le conquistava, come se per lei fosse esilarante trovarsi in quel frangente inimmaginabile unora prima, o forse per una contentezza imprevista, quella che suole procurare lesaudirsi di un desiderio non formulato n espresso, e che si scopre in quanto tale nel momento stesso in cui viene esaudito. La risata di Berta dest a sua volta il sorriso africano del banderillero, che invitava alla fiducia immediata e pareva dissipare ogni senso di pericolo, e che subito si trasform in risata. E cos i due risero nel momento in cui Yanes, con lentezza ma senza altro preavviso che quella lentezza, trasfer una mano sul gentile gonfiore o sulla gentile collinetta, vale a dire sul triangolo delle mutandine gi contemplato a piacimento, che scost dolcemente con un dito che poi pos sotto la stoffa umida. Mai Tom Nevinson si era spinto fino a quel punto, nelle occasioni pi ardite il suo indice si era fermato sopra la stoffa senza indagare oltre e senza muoversi, per rispetto o per timore, o per eccessiva consapevolezza della giovent di entrambi, per procrastinazione e terrore dellirreversibilit. Ma Berta era fatta di interrogativa carne e sent la differenza, e diede il benvenuto alla novit. Dei quattro indumenti che le erano rimasti, ben presto ne perse altri tre, ormai sul divano; ne tenne addosso uno solo, quello che non occorreva togliere, e di cui nemmeno cera la voglia di liberarsi.
 
 PARTE SECONDA 
 Ogni tanto Berta Isla si ricordava di Esteban Yanes, sia durante il periodo prevedibile e normale del suo matrimonio, sia durante quello anomalo, quando non sapeva pi cosa pensare, quando non sapeva se suo marito Tom Nevinson fosse stato accolto nel mondo dei morti, se respirasse ancora la stessa aria che respirava lei in qualche luogo lontano e recondito o se ormai da tempo avesse smesso di respirare, espulso dalla terra o accolto da essa, sepolto sotto la superficie a pochi metri da dove noi posiamo i piedi, da dove camminiamo sereni senza mai pensare che cosa pu nascondere. O forse gettato in mare o in un estuario, in un grande fiume: quando non si conosce il destino di un corpo appaiono e ricompaiono le congetture pi assurde, e non  difficile fantasticare su un ritorno. Sul ritorno del vivo, sintende, non del cadavere, n del fantasma. Non sono questi a consolare o a interessare, se non gli spiriti turbati dallincertezza acuta o dallincapacit di adeguarsi. Dopo quel pomeriggio di gennaio Berta non vide pi il banderillero sciolto. Alla fine lui le aveva spiegato che cos si chiamavano quelli che non erano fissi, che non facevano parte della cuadrilla, ovvero della squadra di un determinato matador (o solo ogni tanto, e per supplenza), ma lavoravano per loro conto, accettando le offerte che via via si presentavano, quattro corride qui, un paio li, pi in l una sola, o anche lestate intera. Per questo di solito non erano richiesti per la stagione in America, quella invernale, e rimanevano inattivi dalla fine di ottobre fino a marzo. Esteban Yanes passava quei mesi allenandosi e perfezionandosi per qualche ora al giorno e facendo vita oziosa il resto del tempo, girando per i bar e i ristoranti frequentati dai colleghi, altre figure del mondo dei tori e impresari che rimanevano da questa parte dellAtlantico, occupati a farsi vedere per essere ricordati da chi avrebbe potuto dar loro del lavoro pi avanti. Cos se la cavava bene, era richiesto e guadagnava abbastanza per ibernare, come si diceva, ovvero per potersi permettere di non guadagnare fino a San Giuseppe, quando la stagione taurina riprendeva.
 Berta Isla aveva capito subito, nella breve chiacchierata dopo la perdita poco traumatica e poco spettacolare della sua verginit  sangue scarso, dolore breve e minimo e un insospettato piacere da ricordare  , che per quanto Yanes potesse attrarla fisicamente, e perfino caratterialmente  un uomo sicuro e tranquillo, simpatico e piacevole e per nulla stupido, lettore incallito anche se disordinato ed erratico, con una curiosa parlantina  , i loro mondi erano troppo lontani e non cera modo di conciliarli, nemmeno di farli coincidere nel
lo spazio e nel tempo. La possibilit di limitare il contatto a sporadici incontri sessuali non le parve accettabile, non solo perch questi limiti sono ingovernabili e ci si pu ritrovare soggetti a obblighi taciti e orari e reclami, ma perch in nulla erano cambiati, dopo quel pomeriggio inaugurale di duplice sangue, i suoi sentimenti nei confronti di Toms n la certezza che il suo posto era al suo fianco, quando lui avesse concluso i suoi studi britannici e fosse ripreso il corso naturale delle cose, che era quello madrileno. Tom era per lei quello che nellintimo di molte persone suole ricevere il nome di amore della mia vita  per quanto non lo si dica mai n si pronunci questa definizione  che si dispensa assai spesso a un prescelto quando la vita non ha fatto che cominciare e non si ha la minima idea di quanti amori potr albergare n di quanto potr essere lunga. Tuttavia Berta non dimentic quelloccasione, nessuna la dimentica, per fuggevole che sia. Non diede il suo numero di telefono a Esteban Yanes n lui diede a lei il suo. Non gli permise di accompagnarla a casa in taxi, come lui avrebbe desiderato, bench fosse gi piuttosto tardi quando, ricuperati tutti i suoi indumenti, si incammin verso la metropolitana con un cerotto sul ginocchio e senza calze, perch alla fine il giovanotto non era sceso a comprargliene di nuove. Cos, Yanes non seppe dove abitava e, bench il cognome Isla non fosse eccessivamente diffuso, ricorreva una cinquantina di volte sulla guida telefonica, non era certo il caso di tentare tante volte la fortuna. Solo lei poteva cercare di ristabilire il contatto presentandosi allappartamento di Yanes o mandandogli un biglietto, e bench fosse piacevole poter contare su quella possibilit e quella facolt di iniziativa, si astenne dal farlo. E nel giro di qualche anno diede per scontato che in ogni caso lui non abitasse pi li, che si fosse trasferito altrove e forse sposato, che potesse perfino aver cambiato citt. Di modo che si limit a serbare quel ricordo come un rifugio, come un luogo sempre pi ermetico e distante  ma vagamente rimpianto e privilegiato  cui tornare con il potere della mente, come chi si consola dicendosi che se c stato un tempo di spensieratezza e improvvisazione, di frivolezza e capriccio, di sicuro da qualche parte c ancora, anche se  difficile tornarci se non con la memoria che si diluisce e con
il pensiero immobile che non avanza n retrocede: torna solo sulla stessa scena che si ripete immutabile dal primo allultimo particolare, fino ad acquistare le caratteristiche di un dipinto, sempre identico a se stesso, senza sviluppi n mutamenti, in una fissit disperante. cos lei vedeva quellincontro della sua prima giovent, come un quadro. La cosa curiosa era che via via che il tempo passava e ogni tratto sfumava nellassenza, i lineamenti del giovane banderillero, che aveva visto soltanto quella volta, si mescolavano e confondevano nella sua mente con quelli dellaltrettanto giovane poliziotto a cavallo che aveva intravisto per un istante mentre correva, e forse osservato immobile per un minuto  il manganello posato sul polso, altalenante  , e cerano momenti in cui non era sicura di non essere stata con lui invece che con il banderillero.
 O meglio: sapeva perfettamente che linizio della sua vita sessuale completa aveva avuto luogo con questultimo, ma ogni volta ne distingueva meno i lineamenti, e il suo volto e quello del cavaliere si sovrapponevano o giustapponevano come maschere intercambiabili: gli occhi azzurri e gli occhi distanti quasi color prugna, la dentatura dotata di vita propria e la faccia meridionale contadina, le sopracciglia spesse e il naso lungo e diritto, il casco calato sulla testa e il cappello con la tesa stretta che nascondeva una gran massa di capelli, il tutto formava un insieme contenuto in uno stesso giorno davventura.
 Quello che invece aveva ben nitido era il ricordo del dito posato sotto la stoffa fine e delle carezze che erano venute dopo, dei baci pi affannosi o impazienti che appassionati, della rapida perdita di tutti gli indumenti delluomo e dei suoi meno la gonna, che non costituiva ostacolo; della strana e benvenuta sensazione che il sesso di un individuo  di qualunque individuo, ma quello per di pi fino a unora prima lei non lo conosceva  potesse introdursi nel suo e rimanerci a suo agio per un po dopo il primo forzare, non cera quasi stata resistenza da parte del baluardo pi tenue del suo antico prestigio. Gi allora non gliene restava molto, oggi non lha neppure pi.
 Da parte sua, Toms esord nel modo pi usuale nellInghilterra del 1969. Senza pensarci due volte e con noncuranza  come chi risolve una faccenda che non conviene ingigantire rimandandola  , con una compagna di studi nei confronti della quale non si fece problemi.
 A costei non tard a seguire una ragazza del luogo, lavoratrice, lei come lui decisa a non dare importanza a quelle effusioni e a non sentirsene toccata nel bene come nel male, erano i tempi della cosddetta liberazione sessuale, quando prendeva piede lidea che non ci fosse differenza fra andare a letto con qualcuno e prendere un caff in sua compagnia, erano attivit di rango equivalente e non si vedeva perch luna dovesse lasciare tracce o inquietudini pi profonde dellaltra. (Bench delluna non rimanga memoria e dellaltra si, per sempre, vaga e pallida quanto si vuole; o almeno ve ne  certezza; o forse solo cognizione e consapevolezza). E neppure lui vide contraddizione fra quegli incontri di letto e il suo inamovibile innamoramento per Berta, non suscitando quelli in lui il minimo conflitto. Semplicemente lo indussero a pensare che in uno dei suoi prossimi soggiorni a Madrid sarebbe toccato a loro incontrarsi sotto le lenzuola, cominciava a essere il momento, la Spagna  sempre un po indietro nelle mode e nelle novit pi audaci. Non cos tanto a quei tempi: i giovani pi evoluti erano fieri di esserlo e Tom e Berta di annoverarsi fra quelli.
 Ebbe un peso sul futuro di Tom la seconda di queste conquiste, perch la ragazza del posto non fu mai molto presente, ma non spar mai del tutto nel corso dei suoi anni a Oxford, e neppure con la sua morte: lui la vedeva occasionalmente nella libreria antiquaria dove lei lavorava come commessa, e quasi ogni volta che ci entrava finivano per darsi appuntamento per la sera stessa o per quella dopo, motivo per cui preferiva diradare le sue ricerche di vecchi libri, almeno in quel negozio. Raramente Tom si domand quali fossero i sentimenti di lei, o le aspettative nei suoi confronti, ammesso che ne avesse. Tendeva a pensare di no, cos come lui non ne aveva nei riguardi di Janet, questo era il nome della ragazza. Sapeva che aveva un fidanzato o qualcosa del genere a Londra e che lo vedeva nei fine settimana. Dava per scontato di rappresentare per lei un passatempo, uno sfogo o una compensazione dellassenza tanto quanto lo era lei per lui, un intrattenimento bisogna pur trovarlo nei luoghi dove si  costretti a passare la maggior parte dei giorni, sia pure temporaneamente. Prima o poi lui sarebbe tornato a Madrid, questo era sicuro, ma negli anni di corso lui non vide Janet lasciare il lavoro e trasferirsi nella capitale per andare a vivere con quel fidanzato, o sposarsi. Sicch non sembrava temporanea la sua permanenza, in fin dei conti Janet era nata a Oxford, e li era cresciuta con sensualit e fascino. Ebbero un peso sul suo futuro i suoi studi e i suoi rapporti con alcuni professori o dons, soprattutto con il titolare della cattedra Re Alfonso XIII di studi ispanici  il capo del dipartimento di spagnolo, si sarebbe detto in ununiversit americana  , ascritto allExeter College dopo essere stato fellow del Queens, lispanista e lusitanista Peter Edward Lionel Wheeler, uomo acuto e di crescente prestigio, affettuoso e sarcastico insieme, del quale correva voce che fosse stato nei servizi segreti durante lultima guerra mondiale, come tanti altri intellettuali reclutati in quei tempi estremi, e che poi avesse mantenuto una collaborazione a distanza  con lMI5 o con lMI6 o con entrambi  nei giorni di pace apparente, a differenza di tanti che al termine del conflitto si erano limitati a tornare ai loro posti da civili e a serbare un silenzio obbligato, sotto giuramento, sui loro crimini occasionali, o piuttosto stagionali, legalizzati e giustificati dallo stato di guerra; parentesi nella vita delle nazioni, le guerre, prolungati carnevali mortalmente seri, cruenti e senza scherzi, nei quali si d carta bianca ai cittadini, che vengono addirittura incoraggiati e addestrati  i pi brillanti, i pi intelligenti, i pi abili e capaci, cos si rafforza il carattere al sabotaggio, al tradimento, allinganno, allinsidia, allabolizione del sentimento, alla mancanza di scrupoli e allassassinio.
 Si diceva che Peter Wheeler avesse ricevuto un duro addestramento nel 1941, presso la base di Lochailort, sulla costa occidentale della Scozia, e che li fosse stato vittima di un grave incidente automobilistico che gli aveva parzialmente danneggiato lossatura del volto. Questa gli sarebbe stata ricostruita allospedale di Basingstoke, nel quale rimase per quattro mesi, ma come risultato delle varie operazioni gli erano rimaste due cicatrici incancellabili (andavano sbiadendo lentamente, morendo nel loro pallore), una sul mento e laltra sulla fronte, che nulla toglievano al suo deciso aspetto da divo. Si raccontava che, ancora convalescente, gli fosse stato somministrato un solenne pestaggio, in una simulazione di interrogatorio, per mano di ex poliziotti di Shanghai al Castello di Inverailort, allepoca requisito dallesercito o dal Soe, Special Operations Executive, allo scopo di rafforzarlo nel caso fosse stato catturato dal nemico. Lanno successivo era stato nominato direttore della sicurezza in Giamaica e poi gli erano state assegnate diverse destinazioni in Africa occidentale, dove si sarebbe servito di voli segreti della Raf per certe ispezioni geografiche che gli sarebbero tornate utili per i suoi libri, Lintervento inglese in Spagna e Portogallo ai tempi di Edoardo III e Riccardo II, del 1955, ed Enrico il Navigatore: una vita, cominciato nel 1960; a Rangoon (Birmania), a Colombo (Ceylon), dove raggiunse il grado di tenente colonnello, e poi in Indonesia, gi dopo la resa del Giappone nel 1945. Erano molte le storie che si raccontavano sul suo conto, ma Wheeler non ne parlava mai, legato senza dubbio anche lui dal giuramento di riservatezza che prestano quanti si dedicano allo spionaggio e ad attivit sotto copertura, ovvero quelle che non saranno mai rivelate, o verranno negate per sempre. Lui sapeva che giravano leggende e aneddoti fra i suoi colleghi e studenti, e lasciava correre come se non lo riguardassero. E se mai qualcuno si azzardava a fare domande dirette, improvvisava una battuta o lanciava unocchiata severa, secondo i casi, e subito spostava il discorso sul Poema del mio Cid, La Celestina, i traduttori iberici del quindicesimo secolo o Edoardo il Principe Nero. Tutte queste dicerie facevano di lui una figura di particolare fascino per i pochi studenti al cui orecchio giungevano, e Tom Nevinson, che attir fin dal principio linteresse dei professori per le sue eccellenti attitudini  destando perfino la loro ammirazione, nella modesta misura in cui i maestri si concedono di ammirare un allievo  , fu fra quelli che maggiormente beneficiarono dei bisbigli e dei pettegolezzi di solito riservati esclusivamente ai membri della congregazione, cos viene clericalmente chiamato a Oxford il corpo docente. Tom era per di pi quel genere di individuo cui le persone tendono a raccontare i fatti loro senza prima indagare a fondo  riusciva simpatico senza fare nulla di speciale per esserlo, e comprensivo, ed era un magnifico ascoltatore e incoraggiava sempre il suo interlocutore, a meno che non volesse saperne, e allora lo interrompeva subito  e ad accordare la propria fiducia senza neppure domandarsi come mai stiano parlando tanto di s o perch diavolo stiano facendo confidenze non premeditate senza che nessuno le abbia sollecitate n richieste.
 Le sue spiccate doti linguistiche furono ben presto notate dai professori nonch, com ovvio, dallex tenente colonnello Peter Wheeler, che a quei tempi non aveva compiuto i sessantanni e univa un paio di eccezionali antenne  la sua mente curiosa e sveglia  alla sua gi lunghissima esperienza. Al suo ingresso a Oxford, Toms dominava alla perfezione la maggior parte dei registri, delle intonazioni, delle variet, cadenze e accenti delle sue due lingue di famiglia, parlava un francese quasi impeccabile e un italiano pi che adeguato. Ben presto, non solo miglior straordinariamente in queste due ultime lingue, ma dopo essere stato persuaso a iscriversi anche ai corsi di slavistica, al terzo anno, nel 1971 e non ancora ventenne, sapeva esprimersi in russo quasi senza dubbi n errori e riusciva a farsi capire in polacco, ceco e serbocroato. Era evidentemente un superdotato in questo campo, un prodigio, come se avesse conservato la malleabilit dei bambini molto piccoli nellapprendere qualunque lingua venga parlata loro, nel farla propria e nel lasciarsene permeare, perch per i bambini qualunque lingua  la loro lingua, o potrebbe diventarlo, a seconda di dove li porta il vento e dove finiranno pervivere; la loro stessa capacit di ritenerle e distinguerle, senza confonderle o mescolarle. Le sue capacit imitative si svilupparono e incrementarono grazie allimpegno in quegli studi, e una vacanza di Pasqua durante la quale rinunci a tornare in Spagna per girare lIrlanda gli diede la capacit di imitare senza problemi le principali parlate dellisola (erano vacanze che duravano quasi cinque settimane). Gli accenti della Scozia e del'Galles, di Liverpool, Newcastle, York, Manchester e altre zone dellInghilterra li conosceva gi bene per averli sentiti qua e l, anche alla radio e in televisione, durante le sue estati fin dalla prima infanzia. Tutto quanto arrivava al suo orecchio era facilmente compreso, memorizzato senza fatica, e da lui riprodotto con esattezza e arte.
 Toms rimase per un quarto anno, prevedendo di rientrare definitivamente in Spagna a ventun anni o quasi, una volta superati gli esami finali con il massimo dei voti e con il diploma di Bachelor of Arts in tasca. A quei tempi tutto avveniva pi in fretta e prima, diversamente da quanto oggi si crede, e i giovani si sentivano adulti molto presto, e pronti per affrontare compiti adulti, esercitandosi strada facendo e occupando il loro posto nel mondo. Non cera motivo per aspettare o perdere tempo; cercare di prolungare ladolescenza o linfanzia con le sue placide indefinitezze sembrava cosa da pusillanimi e tremebondi, oggi la terra ne  talmente piena che nessuno li riconosce pi come tali. Sono la norma, unumanit iperprotetta e fannullona, emersa in brevissimo tempo dopo secoli dellesatto opposto: attivit, curiosit, intrepidezza e impazienza.
 Wheeler parlava uno spagnolo molto corretto, comera logico data la sua specialit e la sua autorevolezza, ma scrivendolo si sentiva insicuro, cos che quando terminava un testo destinato a essere pubblicato in quella lingua chiedeva a Tom, in quanto madrelingua di sua fiducia, di rivederlo indicandogli eventuali imperfezioni o goffaggini, e di emendarlo da formulazioni che, per quanto corrette, suonassero ineleganti o innaturali in castigliano. Toms lo aiutava con piacere e orgoglio: si recava nella sua casa in riva al Cherwell, dove Wheeler, vedovo da molto tempo, viveva con una governante che si occupava di tutto, e insieme rivedevano i suoi scritti. (Morte misteriosa, quella di sua moglie: ogni tanto la ricordava, Valerie era stato il suo nome, ma delle circostanze e cause di quella morte non raccontava n diceva mai nulla, e nessuno sapeva una parola, stranamente, in quella citt cos proclive a creare e a serbare segreti quanto a svelarli e a farne oggetto di pettegolezzo). Tom leggeva ad alta voce, mentre il suo tutor lo ascoltava compiaciuto, fermandosi ogni volta che qualcosa strideva, soprattutto allorecchio di Tom. Per lui era un onore andare a far visita a quelluomo e godere della sua compagnia in forma privata, e un privilegio essere il primo a conoscere i suoi nuovi contributi, sebbene trattassero di questioni erudite che poco gli interessavano. In una di quelle occasioni, al principio del Trinity o terzo falso trimestre, si concessero una pausa e Wheeler offr da bere; malgrado la giovent di Tom non si fece alcun problema a proporgli un gin tonic perch gli facesse compagnia. Poi rimase per un po a passarsi lunghia del pollice sulla cicatrice che gli segnava il mento, gesto che gli era abituale, come accarezzandola. Era una linea che partiva dallangolo sinistro della bocca e scendeva in verticale  o leggermente in diagonale  fino in fondo al mento, dando limpressione che con quel lato del viso lui non sorridesse mai (anche se lo faceva) e facendolo apparire lievemente afflitto o cupo. Consapevole di questo, Wheeler tendeva, se possibile, a mostrare il suo profilo destro. Ma questa volta non se ne cur; fissava Toms di fronte con i suoi occhi azzurri, sempre strizzati come se non potessero fare a meno di scrutare tutto con sospetto, mandavano scintille, tanto erano penetranti, al punto che lazzurro sembrava mutarsi in giallo, come gli occhi di un leone assonnato ma allerta, di un felino. Aveva abbondanti capelli ondulati e gi molto bianchi, e quando sorrideva o rideva mostrava i denti lievemente separati che gli davano unaria maliziosa.
 Di malizia ne aveva, certo  quella di chi  troppo intelligente per non avvertire la frequente comicit delle persone, tanto pi ridicole quanto pi sono solenni o severe o intense  , ma anche una benignit di fondo. Probabilmente aveva gi fatto abbastanza male nella sua vita per essere disposto a farne ancora, a meno che una grande utilit non compensasse il danno. In fin dei conti non  mai dato sapere se si arreca danno a qualcuno finch la storia di costui non  completa, e per questo ci vuole tempo.
  Hai gi pensato a quello che farai, Toms? Quando avrai finito, dico. Mi pare tu voglia tornare in Spagna .
 Gli piaceva chiamarlo con il suo nome spagnolo, bench il pi delle volte parlassero in inglese. 
  Li non avrai molta scelta. Linsegnamento, o leditoria, oppure che cosa? Entrare in politica? Prima o poi Franco morir e suppongo che si formeranno dei partiti, ma chiss quando, e chiss come saranno quei partiti. Senza una tradizione, sar tutto improvvisato e caotico. Se non scoppia un Quarantotto, come dite voi E qui us lespressione idiomatica spagnola, Si no se arma la de San Quintn.
  Non lo so, Professore A Oxford questo  un titolo onorifico, si dice Professor solo ai titolari di cattedra, mai ad altri docenti o insegnanti, per esimi che siano.  Lidea di entrare in politica non mi sfiora nemmeno, finch c la dittatura, che senso avrebbe essere un fantoccio, sporcandosi le mani, per di pi. E quello che verr dopo... Pensarci  pi che prematuro, in realt impossibile, per noi. Quando le cose diventano eterne impediscono di immaginare un futuro, non le pare? Non so, ne parler con mio padre, e con Mr Starkie. E rientrato a Madrid dopo gli anni in America, e anche se  in pensione conserva la sua influenza. Potrebbe venir fuori qualche opportunit al British Council, poi si vedr.
 Subito spunt la malizia di Wheeler:  Ah, povero Starkie,  disse.  Mi star ancora facendo dei riti vud, con un pupazzetto che adesso avr i capelli bianchi. Lui e Atkinson, un importante ispanista di Glasgow, si candidarono per il mio posto nel 1953, alla morte di Etwistle. Non hanno mai mandato gi che la cattedra Alfonso XIII sia finita a un tizio di trentanove anni con poche pubblicazioni, in confronto a loro. Va detto che il povero Starkie aveva perso un po troppo tempo con i suoi zingari, e non so se certe cose venissero comprese nella Oxford di allora, sai bene che questo era un posto molto classista,  aggiunse con un sorriso, perch nei primi anni Settanta non lo era molto meno che nel diciottesimo secolo, o addirittura nel quattordicesimo.  Gli sar servito per imparare il vud, almeno, non sono loro che lo praticano? Comunque, non devono averlo aiutato granch nel mio caso, il malocchio, le fatture o come si chiamano le arti magiche di quella gente. Ma per tornare a noi, lo vedo come un avvenire barboso e modesto, Toms, se deve dipendere da quello che ha da offrirti Don Gypsy. Uno spreco delle tue capacit .
 Era lecito supporre che ci fosse tuttora della ruggine fra quei due antichi contendenti.
  Se tu rimanessi in Inghilterra, invece, ti si aprirebbero tutte le porte dopo un cos brillante passaggio per la nostra alma mater: finanze, diplomazia, politica, imprese private, la stessa universit, se tu volessi. Bench io non ti veda chiuso qui dentro, a tenere corsi e fare ricerca. Tu sei un uomo dazione, mi pare, aspiri a lasciare un segno nel mondo direttamente o indirettamente. Hai la doppia nazionalit, vero? O non si pu? Se non si pu, avrai quella britannica, spero. Qui potresti fare carriera in qualunque cosa tu desideri. Quello che hai studiato  secondario. Con il tuo curriculum saresti ben accolto ovunque. Ti verrebbe offerta la possibilit di formarti in qualunque campo tu scegliessi.
  La ringrazio per la fiducia, Professore. Ma la mia vita  in Spagna. Sono nato li ed  li che mi immagino.
  La vita di chiunque  dappertutto;  dove va, dove gli capita,  gli rispose Wheeler, conciso.  Ti ricordo che io sono nato in Nuova Zelanda, e tu mi dirai che cosa centra. Con il tuo talento per le lingue e per limitazione,  prosegu,  hai mai pensato di fare lattore? Certo, ci vuole qualcosa di pi di questo, e non credo che ti attiri tanto salire su un palcoscenico sera dopo sera per ripetere sempre le stesse cose in cambio di applausi che ben presto ti verrebbero a noia. Questo non plasma il mondo. E nemmeno passare la vita girando film di qua e di l, le riprese sono lentissime. E per cosa, poi? Per diventare lidolo di folle senza discernimento, che acclamano allo stesso modo un Olivier e qualunque cane californiano?
 Si, il classismo di Oxford era cosa del passato, evidentemente. 
 Wheeler, per, apparteneva alla vecchia scuola, era rimasto dellidea che Laurence Olivier fosse il pi grande interprete vivente, quando ormai nessuno lo pensava pi, neppure nella sua orgogliosa patria.
 Tom rise. In effetti era inquieto  di uninquietudine vaga, di quelle che si placano col tempo  , ma non quanto lo  un uomo dazione, o quello che normalmente si intende con questa espressione. Non era abbastanza avventuriero e neppure ambizioso, o non sapeva ancora di esserlo, o gli mancava la tentazione di diventarlo, oltre che la necessit. Almeno a quellet, non vedeva molte possibilit di lasciare un segno nel mondo, come aveva detto Wheeler, da nessuna posizione. In realt non le vedeva per quasi nessuno, nemmeno per i grandi finanzieri e gli scienziati, nemmeno per i governanti. 
 I primi potevano subire rovesci di fortuna e una brutale concorrenza, fallire e andare in rovina; i secondi potevano sbagliare, e in ogni caso il loro destino era venire presto o tardi confutati o superati; i terzi passavano, cadevano e venivano messi da parte (quelli democratici; perfino Churchill nel 1945 aveva perso, dopo quello che aveva fatto), e non appena lasciavano la poltrona venivano altri a cancellare il loro operato e non erano molti quelli che si ricordavano di loro pochi anni o pochi mesi dopo (con qualche rara eccezione, come nel caso di Churchill, appunto). Lo divert che un uomo acuto ed esperto come Wheeler si servisse di un simile argomento; denotava parecchia ingenuit da parte sua, dal suo giovanile punto di vista. E tipico dei giovani sentirsi pi blas e pi navigati di chiunque altro, compresi i loro mentori.
  No, a far lattore non mi ci vedo, francamente. Tantomeno un attore alla Olivier, troppo antiquato per quelli della mia generazione. 
  Ah, si? E diventato antiquato? Scusami, non vado molto al cinema n a teatro. Era solo un esempio, non importa.
  Che cosa pu plasmare il mondo, Professore?  gli chiese Toms, anche questa espressione lo aveva colpito; e si aspettava che Wheeler gli tirasse fuori le solite storie, i grandi finanzieri e gli scienziati e i governanti, e forse i militari, capaci di distruggerlo, il mondo, con i loro armamenti.
  Certo non gli attori e i professori universitari, daccordo,  si affrett a concedergli.  E nemmeno i filosofi o i romanzieri, nemmeno i cantanti, immagino, per quanto molti ragazzi della mia et li imitino istericamente, daltra parte contribuiscono a cambiare i costumi, guardi i Beatles, per esempio. Ma passer, completamente. E la televisione  troppo stupida in generale, malgrado la sua influenza. Chi plasma il mondo, allora? Chi mai  nelle condizioni di farlo?
 Wheeler si risistem sulla poltrona, accavall le gambe con eleganza (era molto alto, ed erano lunghe le sue estremit) e si accarezz di nuovo con lunghia la cicatrice sul mento, sembrava che gli piacesse percorrere il solco che un tempo cera Stato e ora non cera pi, doveva essere liscissimo al tatto quellantico fantasma di uno squarcio brutale o di una grave ferita. 
  Certo che nessuno lo plasma da solo, Toms, e nemmeno insieme ad altri. Se c una cosa che caratterizza e accomuna gran parte dellumanit (e con questo mi riferisco a quanti sono passati sulla terra dalla notte dei tempi),  che su tutti noi luniverso influisce senza che possiamo influire su di esso, o in misura minima. Noi crediamo di far parte del mondo, ci viviamo e ci affanniamo per modificarlo sotto qualche aspetto nel corso della nostra vita, ma in realt siamo reietti delluniverso come dice quel celebre racconto sul tizio che sparisce dal mondo trasferendosi in una via poco lontano senza dirlo a nessuno . 
 Outcasts of the Universe, questa fu lespressione inglese che us Wheeler, e la ripet come se gli desse da pensare e non lavesse pi ricordata da molto tempo.
  Outcasts of th Universe . 
 Toms non sapeva a quale racconto alludesse, ma non volle fare domande per non interromperlo. Bene o male, quella divagazione gli interessava.
  Il mondo non lo alterano certo la nostra soppressione o la nostra nascita, il nostro lento percorso, la nostra esistenza, la nostra fortuita comparsa e il nostro inevitabile annullamento. E non
lo altera alcun fatto, alcun crimine commesso o sventato, alcun avvenimento. Nellinsieme il mondo sarebbe lo stesso senza Platone o senza Shakespeare, senza Newton, senza la scoperta dell'America o senza la Rivoluzione francese. Non senza tutto questo insieme, ma senza uno di questi individui o eventi. Quanto  accaduto potrebbe non essere accaduto e tutto sarebbe essenzialmente uguale a com. O sarebbe accaduto in un altro modo, per altre vie o girandoci intorno, o pi tardi, o con altri protagonisti. Non importa, non pu mancarci quello che non  successo, ti assicuro che leuropeo del dodicesimo secolo non avvertiva la mancanza del Nuovo Continente, non sentiva la sua inesistenza come unamputazione o una perdita; lo sarebbe per noi dopo cinquecento anni che lo conosciamo. Come un cataclisma. 
  E allora? Perch mi parla di plasmare, se niente e nessuno lo fa, Professore?
  No, nessuno, tranne che il genocida, e nessuno di noi vorrebbe essere uno di loro, vero? Ma ci sono delle vie di mezzo. Luniverso influisce su tutti noi senza che ci sia possibile intervenire n restituirgli un solo graffio. Ma con il novecentonovantanove per mille di noi si comporta assai peggio. Lo strapazza, lo scuote, lo tratta o lo guarda passare come un oggetto, non come un soggetto dotato di volont o della sia pur minima facolt decisionale. Luomo del racconto sceglie di vivere fino in fondo come un oggetto; probabilmente lo era gi prima, un londinese insignificante. O forse smette di esserlo, almeno in parte, privandosi di testimoni, rendendosi invisibile e irreperibile: prende la decisione di scomparire agli occhi di sua moglie, dei suoi parenti e amici, di andarsene e sottrarsi. E gi qualcosa. Ma senza arrivare a casi paradossali come questo, esistono delle vie di mezzo: luomo che rimane chiuso in casa  pi reietto di quello che ne esce; quello che agisce lo  meno di quello che sta fermo; anche se le sue fatiche andassero sprecate. Un attore, o un professore universitario come me, lo  pi di un politico o di uno scienziato. Questi almeno cercano di turbarlo un pochino, di spettinargli qualche ciocca, di modificargli lespressione, di fargli inarcare un sopracciglio con il loro ardire .
 E Wheeler inarc il sopracciglio sinistro con degnazione, come se imitasse un universo molto freddo, ma lievemente offeso.
  Che cosa mi sta suggerendo? Di entrare in politica? Di mettermi a fare lo scienziato? Non ho la formazione adatta per la seconda opzione, lei lo sa bene, e nemmeno le doti e la pazienza per la prima. In Spagna, per di pi, non esiste la politica, solo decreti del Generalissimo .
 Wheeler rise mostrando i denti leggermente separati e strizzando quei suoi occhi tendenti al giallo, e la sua amabile malizia si impadron del suo volto.
  Oh, no, non prenderla cos alla lettera. Non ti suggerisco questo, assolutamente. Non sono quelli che pi plasmano il mondo, per usare di nuovo questo verbo eccessivo. Lo plasmano di pi certi soggetti non esposti, che non sono sotto gli occhi di tutti, soggetti sconosciuti e opachi di cui nessuno sa niente. Come luomo nascosto del racconto, solo che invece di vegetare passivamente, macchinano e tramano nellombra. Tutti sanno chi sono i governanti, e i detentori di grandi fortune, e i comandanti militari pi potenti, e gli scienziati che mettono a punto incredibili scoperte. Guarda quelloscuro dottor Barnard sudafricano,  diventato una celebrit mondiale, da quando ha eseguito il primo trapianto del cuore umano. Guarda quel generale Dayan in Israele, anche il suo paese non  di quelli cui si presta particolare attenzione, eppure tutto il globo lo conosce, con la sua benda sullocchio e la sua testa pelata. Oggi le persone in vista sono talmente esposte che la loro stessa sovraesposizione le annulla, e in futuro lo saranno ancora di pi. Non potranno muovere un passo senza essere seguiti da giornalisti e cameramen, senza essere sorvegliati, e in queste condizioni non c modo di plasmare niente. Nulla ha peso senza mistero, senza una nebbia che lo avvolga, e noi siamo avviati verso una realt priva di tenebre, senza chiaroscuri. Tutto ci che  conosciuto  destinato a essere inghiottito e banalizzato, a tutta velocit, e a non avere quindi nessuna vera influenza. Ci che  visibile, che  spettacolo di pubblico dominio, non pu mai cambiare niente. Il modello non  cambiato di una virgola, contrariamente a quanto crede la gente, perch un paio danni fa tre astronauti hanno posato il piede sulla luna. Tutto  rimasto identico. Che differenza c per la vita della gente, ma anche per il funzionamento e la configurazione delluniverso? Lhanno perfino trasmessa per televisione, limpresa, ecco la prova della sua definitiva irrilevanza. Ci che  decisivo non viene mai mostrato, non viene neppure comunicato, o non quando accade; al contrario, viene tenuto nascosto e taciuto per sempre, o per moltissimo tempo: se lo si racconta  quando non interessa pi, quando ormai  passato remoto, la gente se ne frega del passato,  convinta che non la riguardi e che comunque non lo si possa cambiare, e su questo ha ragione. Vedi, le operazioni pi importanti dellultima guerra, quelle che sono state fondamentali per la vittoria, sono quelle che si ignorano e che non sono mai trapelate, quelle che non risultano negli annali e delle quali non c traccia. Quelle di cui addirittura si nega che siano mai state effettuate, con impassibile e auspicabile sfacciataggine, se mai qualche voce dovesse giungere alla stampa o qualche vanitoso avesse la lingua lunga; venendo meno al suo giuramento, fra laltro. Quelli che agiscono nellombra, allinsaputa di tutti, e non reclamano n hanno bisogno di riconoscimenti, ecco chi sono quelli che pi turbano il mondo. In misura assai scarsa,  vero. Ma quanto meno lo pungolano un po sulla sua poltrona e lo spingono a cambiare posizione. E il massimo cui possiamo aspirare, per non rimanere dei tristi e completi reietti . 
 E Wheeler torn a muoversi sulla sua poltrona, sciolse le gambe e cambi posizione, interpretando evidentemente la parte del suo allegorico mondo.
  Immagino lei parli per esperienza personale,  azzard con cautela Tom Nevinson.  Sapr che circolano delle storie sulle sue attivit passate, non tutte accademiche...
  Si, certo. Per fortuna non tutte accademiche. In larga maggioranza false, non preoccuparti. Leggende da vecchi professori, tanto per rendere pi amene le nostre high tables cos vengono dette a Oxford le cene pi formali dei college.
  Gi, per lei mi ha tessuto le lodi del segreto, se non ho capito male. Il segreto come forma suprema di intervento nel mondo. E una delle cose ritenute certe  che lei abbia lavorato per i servizi segreti .
 Wheeler esal dellaria fra i denti, con un misto di sarcasmo e fastidio, come se dicesse Santo cielo o Che idiozia. O forse il tempo verbale usato da Toms non gli era parso quello giusto.
  E chi non lha fatto? A quei tempi cera bisogno anche dellultimo uomo, e dellultima donna, ovviamente. Alcune lhanno pagata molto cara. 
 Rimase zitto un istante, come se ricordasse una persona.
 Tom si domand se Valerie, la moglie morta della quale parlava cos poco, fosse stata fra le donne che lavevano pagata cara.
  Non c nulla di particolare in questo. Anzi, per essere precisi, chi non lha fatto, di quelli che potevano essere pi abili in queste cose piuttosto che pilotare aerei o imbarcarsi o combattere al fronte? Io non sarei stato molto utile in quelle circostanze. E invece ci sono persone dotate per le mansioni torbide e segrete. Gran parte della gente non lo , non possiede le conoscenze necessarie o non sa le lingue, o  trasparente e priva della capacit di fingere, o si fa troppi scrupoli e manca di sangue freddo e di pazienza, e in tempo di guerra non si possono sprecare gli uomini mandandoli a occuparsi di cose per cui non sono adatti. E lerrore che avete sempre fatto voi spagnoli .
 Di colpo lo consider spagnolo, in genere lo giudicava britannico.
  A cominciare dallaffidare il comando a dei perfetti incapaci, uninveterata abitudine che persiste tuttora: quel vostro dittatore  un inetto, solo che lo dissimula con la ferocia, come tutti. Se non fosse stato per noi, ai tempi della vostra Guerra peninsulare intendo, sareste ancora sotto i francesi...  cos  nota in Inghilterra la Guerra dindipendenza spagnola contro Napoleone . 
 Tom non si offese, in fin dei conti si sentiva di entrambi i paesi.
  Ah, certo, il talento strategico di Wellington e via dicendo,  disse, per evitare unaltra digressione. E la evit, perch Wheeler riprese il filo del discorso:  Anche oggi ce n bisogno, non credere, di gente dotata. Anche in tempo di pace apparente. La pace, purtroppo,  sempre solo apparente, e transitoria, una messinscena. Lo stato naturale del mondo  la guerra. Spesso aperta, e se no, latente, o indiretta, o semplicemente rinviata. Ci sono sempre vaste porzioni dellumanit che cercano di danneggiarne altre, o di strappare loro qualcosa, regnano sempre il rancore e la discordia, e quando non regnano si preparano e stanno in agguato. Quando non c guerra c la sua minaccia, e quello che potete fare voi, gli elementi pi dotati,  lavorare affinch rimanga in questa fase, quella del rinvio, della semplice minaccia.
 In embrione, senza mai scatenarsi. Voi siete in grado di evitarle, o almeno di deviarle e risparmiarle ai viventi di oggi, fare in modo che scoppino pi tardi, quando ci saranno altri a farne le spese, e forse anche nuovi soggetti capaci in grado di tornare a sviarle. E questo  intervenire nel mondo, Toms. Lievemente. E come frenarlo e contenerlo... provvisoriamente, ti pare poco?
 Toms era un ragazzo intelligente e simpatico, sveglio, facile allo scherzo e persino affabile, ma non sagace a quellet, quando ancora non aveva preso decisioni importanti n si era preoccupato di capire a che tipo di individuo apparteneva. La leggerezza con cui guardava al mondo e alla sua stessa interiorit glielo impedivano, cos come lopacit e il riserbo che dietro di essa si celavano. Come ho gi detto, nessuno vedeva chiaramente dentro di lui, neppure lui stesso, tanto pi che nessuno ci provava. Lui era di quelle persone che possiedono grandi capacit e qualit, ma che non sanno che cosa farne a meno che non vengano opportunamente istruite e che qualcuno dica loro a che cosa possono servire. Guidato negli studi, era un ottimo studente, e forse sentiva il bisogno che qualcuno esercitasse su di lui quella stessa funzione didattica in altri campi della vita, soprattutto in quelli personali e pratici. Cap che Wheeler si avvicinava a un ruolo simile quel pomeriggio  forse cercava di guardargli dentro, o cera gi riuscito e aveva intravisto il suo futuro  e lo lusing che quelluomo potesse fargli da guida; ma non fu capace di capire, n di indovinare, che cosa gli stesse propnendo, quale via gli stesse indicando con quelle digressioni, in quali territori lo invitava ad addentrarsi.
  Non la seguo, Professore. Non so di che cosa mi stia parlando. Lo so che qui a Oxford siete abituati a servirvi di allusioni e di poche parole ambigue, di sottintesi che vengono colti al volo. Ed  vero, io sono qui da anni, vado e vengo, ma tenga conto della mia provenienza. In Spagna bisogna parlare chiaro, altrimenti nessuno capisce. Lei mi include fra i soggetti dotati, come li chiama lei, ma io non so a quali doti lei si riferisca, quali lei immagini che io abbia. Non so proprio come potrei essere tra quelli che riescono a rinviare lo scoppio di una guerra, nientemeno.
 Wheeler fece un sospiro che tradiva una certa esasperazione. Probabilmente credeva di essere stato trasparente ed esplicito, con le sue disquisizioni.
  Cerchiamo di capirci, Toms. A quanto dici, ti ho fatto un elogio del segreto, e tu stesso mi hai ricordato le voci che circolano intorno al mio passato. Tu hai una facilit eccezionale nellimitazione e nelle lingue, ti posso assicurare che non ho mai visto nessuno come te, e dire che non hai ricevuto alcun addestramento specifico, a differenza di altri che ho incrociato sulla mia strada. Durante la guerra e dopo, anche dopo. Che cosa credi che io ti stia suggerendo? Qui saresti molto utile. Ci saresti utilissimo.
 Tom Nevinson scoppi in una risata, in parte dincredulit, in parte di sincero divertimento, in parte perch si sentiva lusingato. La risata non gli donava, gli allargava il naso di per s gi largo e lo involgariva. Quando rideva perdeva la sua espressione serena e in quegli occhi si annunciavano future anomalie. Era come se i suoi lineamenti prendessero vita, una vita estranea, o futura, sfuggendo al suo controllo.
  Devo intendere che lei  tuttora in contatto con i servizi segreti? Che mi sta parlando di entrare a farne parte?
 Wheeler lo guard con freddezza e passeggera disapprovazione, forse per la risata, forse per leccessiva franchezza delle sue domande. Gli occhi sempre strizzati tornarono al loro azzurro originario e non parvero pi leonini. Bevve dal suo bicchiere per calmarsi, o per prendere tempo. Alla fine rispose:  Sono i servizi a tenersi sempre in contatto con te, una volta che ne hai fatto parte. Poco o molto, come serve a loro. Nessuno pu abbandonarli, sarebbe come commettere un tradimento. Noi siamo sempre in piedi e in attesa,  We always stand and ivait fu la frase in inglese, e suon come una citazione o un riferimento a qualcosa.  Non mi chiedono quasi mai nulla, da anni, ma ogni tanto ci sono dei contatti. Nessuno si ritira definitivamente, se pu ancora essere utile. Se pu ancora servire il paese, cos non si trasforma in un reietto. Che  quello che saresti tu se tornassi in Spagna. Se tu ci tornassi del tutto, intendo dire. Nulla ti impedirebbe di viverci, parzialmente. Anzi, sarebbe la cosa migliore, che tu avessi una doppia vita e una delle due si svolgesse allestero. Non dovresti rinunciare a molto. Solo in certi periodi, come qualunque uomo daffari, tutti passano del tempo lontano dalla famiglia, viaggiando, o mettendo su unimpresa in unaltra citt o in un altro paese, a volte sono assenze di mesi. Nessuno rinuncia per questo a sposarsi e ad avere dei figli. Semplicemente vanno e vengono. Come ogni uomo di mondo .
 Toms non rise pi. Il tono di Wheeler era professionale, pi che serio. Gli parlava con molta precisione, come chi espleta delle formalit, come chi espone le condizioni di lavoro o le caratteristiche di un impiego e i suoi vantaggi. Lopera di allettamento era gi stata fatta prima, o di adescamento, forse. La tentazione di intervenire in qualche modo sulluniverso, per quanto in misura minima, e di non doverci passare come un baule o un secchio della spazzatura o un mobile. Questo era quanto toccava a quasi tutti gli uomini e le donne dallinizio dei tempi, secondo Wheeler: tutta quella gente che ogni giorno si affannava senza un attimo di tregua da quando si alzava a quando si coricava, che attendeva a mille incombenze e si spaccava la schiena per portare a casa il pane, o che giocava a influire sui propri simili, o a dominarli, o a stupirli, e finiva per essere insignificante quanto il bottegaio che si limitava ad alzare e abbassare la saracinesca un giorno dopo laltro nelle ore stabilite, per una vita intera, senza mai variare la sua routine. Reietti tutti fin dalla nascita, o dal concepimento, o addirittura da prima: da quando erano ancora nella mente di futuri genitori irresponsabili o incoscienti, o ignari dellennesimo ingranaggio superfluo che avrebbero fabbricato con i loro atti guidati dallistinto.
  Ma che cosa dovrei fare? Che genere di compiti sarebbero?
  Quelli che ti saranno assegnati, una volta raggiunto un accordo. In linea di principio non ti verrebbe richiesto nulla su cui tu non abbia dato preventivamente il tuo consenso. Certo che a volte le situazioni si complicano e occorre improvvisare, sorgono degli imprevisti. In quel caso non si pu fare altro che portare avanti il lavoro e fare cose che non si erano messe in conto. Per uno come te le attivit possibili sarebbero innumerevoli, saresti molto versatile. Ma, con il tuo genio imitativo, con le tue doti eccezionali saresti un magnifico infiltrato. Con il dovuto addestramento, caso per caso, potresti passare per nativo in non pochi paesi del mondo . 
 Tom Nevinson si sent lusingato, in fondo quello era lo scopo dei tanti complimenti disseminati nel discorso; i giovani sono molto sensibili alle lodi. 
  Non sarebbe per periodi troppo lunghi. Il pericolo pi grave in queste missioni non  che lagente venga smascherato (che pu succedere, certo), ma che finisca per entrare eccessivamente nella parte; che perda di vista chi  in realt e chi sta servendo. Non si pu portare avanti troppo a lungo una finzione. E difficile essere due persone per molto tempo. Per un individuo sano di mente, voglio dire. Noi abbiamo la tendenza a essere una persona sola, che esclude tutto il resto, e corriamo il rischio di trasformarci in quella simulata, al punto che questa escluda loriginale e la soppianti. Te lho gi detto: tuttal pi qualche mese, come qualunque uomo daffari con interessi su vari fronti o con diverse succursali da visitare e supervisionare, di cui occuparsi. Niente di fuori del comune, niente di strano agli occhi della famiglia, della cerchia pi stretta. Sarebbe tutto normale, quando sarai in Spagna. E quando invece sarai fuori, no, non ti inganno: vivresti vite fittizie, vite che non sono la tua. Ma solo temporaneamente: prima o poi le lasceresti sempre per tornare quello che sei, il tuo vecchio io .
 E qui parve di nuovo citare qualcosa, perch us un possessivo arcaico in inglese, o che sopravvive solo nelle preghiere: ... to thy former self, disse.  Faresti un gran bene agli altri, e anche a te stesso. Sapresti che il tuo passaggio sulla terra non  stato interamente vano. Voglio dire che avrebbe aggiunto o levato, sommato o sottratto: un filo derba, un granello di polvere, una vita, una guerra, un po di cenere, un vento, dipende. Ma qualcosa.
 Toms non credeva a quello che sentiva, le lodi non erano sufficienti a fargli accettare linverosimiglianza, a trasportarlo in un mondo di spie, di romanzi e di film, per quanto gli venisse presentato nel mezzo della quotidianit, in un placido pomeriggio in riva al Chrwell destinato alla limatura di un articolo. Lui, un infiltrato, in chiss quali gruppi, in quali paesi? Lui, che si fingeva un altro, che viveva esistenze estranee, inventate, ingannevoli, inoculate, fittizie come aveva detto Wheeler?
 Non riusciva a capire come gli fosse venuto in mente, come potesse proporgli una cosa simile, come fossero arrivati a quella conversazione per lui cos irreale e fantasiosa. Gli sembrava di aver sognato, eppure no: il Professore era li con la sua cicatrice sul mento, a dirigerlo, a suggerire, a proporre, a condurre. A indicargli una strada futura, a fargli da guida. Che era quello che desiderava, in parte. Per trovava tutto assurdo, unentelechia, uneventualit impensabile.
 Guard Wheeler e colse in lui unespressione di disinteresse improvviso, di delusione, quasi di sdegno nei suoi confronti, come se ormai sapesse che i suoi argomenti e le sue lusinghe non avevano avuto effetto. Wheeler era un uomo molto perspicace, che sapeva leggere i volti. Quelli degli allievi non hanno misteri per i maestri.
  Non so neppure come le venga in mente, Professore. Lei ha una fiducia in me che io non merito. Si  fatto unidea sbagliata. La ringrazio enormemente, ma io non ho le capacit per fare ci di cui mi sta parlando. Ci vogliono spirito davventura e coraggio, e certamente carattere. Io sono un tipo piuttosto banale, e sedentario, e probabilmente vigliacco, anche se questo, per fortuna, non ho avuto molte occasioni di verificarlo. E mi auguro che non se ne presentino. Sicch lultima cosa che vorrei fare  andare a cercarmele, espormi a dei rischi volontariamente. Grazie, ma lasci stare, la prego. Io non potrei mai entrare in una cosa simile. E mi sembra che nemmeno lo vorrei, se potessi.
 Wheeler lo guard per un attimo negli occhi con intensit, quasi con severit, uno sguardo insolito in Inghilterra, come se cercasse di chiarirsi se Toms si mostrasse falsamente modesto aspettandosi la sua insistenza o la sua confutazione, o ulteriori lusinghe. Probabilmente decise di no, perch agit le dita in un breve gesto di fastidio o di congedo, come un monarca che inviti un consigliere ad andarsene, o come se dicesse: Siamo in totale disaccordo. Non ne parliamo pi. Peggio per te. 
 Decise che la pausa era finita e propose di tornare al suo scritto.
 A Toms spiaceva di essere venuto meno alle aspettative del Professore, di averlo deluso o seccato, ma non vedeva altra via duscita. Non immaginava di vivere tra cospiratori, delinquenti, spie o terroristi, di farsi passare per uno di loro, se non aveva inteso male la parola infiltrato. Cap che quella chiacchierata esplorativa era finita e che nulla di quanto era stato detto sarebbe stato pi menzionato, che era di quei discorsi che si fanno una sola volta e mai pi. Forse trascurava il fatto che ci sono persone che se ti mettono gli occhi addosso e ti scelgono, non cedono e non si ritirano mai del tutto, sono come lavvoltoio: si allontanano e girano in tondo o sorvolano e aspettano e ritentano la fortuna.
 Aveva gi ripreso la lettura del testo ad alta voce quando sent Wheeler mormorare in tono di rimuginio, come se le parole venissero da dentro un elmo:  Pensaci ancora un po. Possibile che io mi stia sbagliando? Sarebbe la seconda volta in molti anni. Non credo. Non  mia abitudine.
 Una settimana dopo quel pomeriggio, non era ancora a met del falso trimestre chiamato Trinity, Tom fece una delle sue incursioni da Waterfields, la libreria dellusato su vari piani dove Janet lavorava dal luned al venerd, probabilmente in perenne attesa del fine settimana per poter raggiungere il suo durevole fidanzato di Londra, del quale non gli aveva mai raccontato nulla, limitandosi a menzionarne lesistenza e il nome di battesimo, Hugh, e, insomma, la durata della relazione. Quelluomo, a differenza di lui, non era certo un passatempo, ma lobiettivo e la ricompensa al termine dei cinque giorni lavorativi, la sola meta e ragione del suo tempo, lasse e la luce del suo scorrere.
 Tom se lo immaginava sposato e pi grande di loro, un uomo adulto con delle responsabilit, bench non ne sapesse nulla. Quei giorni dovevano passare cos lentamente che Janet era costretta a ricorrere a qualunque distrazione, mesi e anni dominati da giornate vuote o messe fra parentesi, giornate nelle quali si aspetta solo che passino per arrivare a quella dopo e cos scivolare dal disperante E appena marted allimpaziente Come sono lunghi i mercoled allo speranzoso Siamo gi a gioved. Per chiunque, o quasi, troppe notti di transizione accumulate. Forse per questo Janet riceveva con piacere le visite di Toms, coronate qualche ora pi tardi da effusioni un po meccaniche e utilitaristiche, tanto che era lui quello che cercava di diradarle, in parte per non trasformarsi inavvertitamente in una ragione minore del suo tempo (del tempo di Janet, cos sovrabbondante), labitudine fa miracoli e riesce a elevare al rango di necessit anche il capriccio e il superfluo. Quando lui si decideva, in genere era di marted o di mercoled, perch aveva limpressione che il luned lei fosse ancora sotto lincantesimo della sua breve trasferta londinese, e che il gioved stesse pregustando quello successivo: sceglieva quindi i giorni di maggiore abbattimento della ragazza, di maggiore noia e dispetto o forse anche rancore nei confronti dellamante, di maggiore propensione a punirlo senza che lui ne fosse a conoscenza e senza dir nulla, ovvero solo per il suo amor proprio. Quel mercoled non fu diverso dagli altri. Fecero due chiacchiere al trzo piano della libreria, quello con meno clienti, e si offrirono, al riparo degli scaffali, un anticipo della serata: ormai Toms si era fatto pi esperto e le infil la mano sotto la gonna per un minuto buono, con i dorsi delle opere di Kipling davanti agli occhi, allimpiedi tutti e due, tutti e due primitivamente eccitati al primo contatto com frequente a quellet, tutti e due intenti a far tesoro di quelle sensazioni per ritrovarle e riviverle nel corso della giornata, finch non si fossero incontrati nel modesto appartamento di lei in St John Street, vicino allAshmolean Museum e allelegante Randolph Hotel. Non sarebbero neppure usciti a cena per ingannarsi sullo scopo della serata, furono daccordo che lui sarebbe passato a casa sua verso le nove, non occorrevano preamboli. Rimasero insieme un po meno di unora, passando in quel breve lasso di tempo dallentusiasmo per ci che si annunciava alla lieve malinconia di ci che, appena avvenuto, gi non lascia un ricordo n certamente nostalgia, e in realt comincia a essere di troppo e a venire dimenticato mentre sta ancora succedendo: sesso igienico e non elaborato, sesso prescritto perch bisogna farlo a intervalli di qualche giorno o al massimo di qualche settimana e chi non lo fa  un paria e perch adesso  cos  pi lidea che la pratica  , sesso svogliato una volta consumato e visto retrospettivamente, dopo il quale predomina un pensiero molesto: Ne sentivo lurgenza, ma in realt me lo sarei potuto risparmiare, adesso che si  concluso senza gioia, anzi, quasi con piet; non ne valeva la pena; se potessi tornare indietro mi asterrei.
 Eppure uno lo sa che non  vero: se potesse tornare indietro sentirebbe di nuovo la stessa urgenza e lo rifarebbe, nel modo pi elementare.
 Toms provava piet per Janet, e non era sicuro che lei non ne provasse per lui. Non si svestirono nemmeno, fu un vero proseguimento di quanto avevano iniziato quella mattina in libreria, come se il ricordo fosse durato troppo a lungo e si fosse imposto sulle nuove e differenti circostanze, come se queste si fossero assoggettate a ci che era tornato loro in mente per tutta la giornata, a ondate volontaristiche e occasionali. Tom le sfil le calze  erano dei collant  e le mutandine, ma si tolse soltanto limpermeabile e la giacca. Si apr la patta dei pantaloni e questo bastava. Quando ebbe finito corse in fretta nel bagno per non macchiare niente, e quando torn in camera Janet era sdraiata su un fianco con la testa sul cuscino e un libro fra le mani, come se gi fosse passata ad altro o avesse fretta di riprendere una lettura interrotta dal suo arrivo. Aveva la gonna sgualcita e sollevata fino a met coscia, lorologio al polso sinistro e un paio di braccialetti al destro. Toms li aveva sentiti tintinnare  un fattore di distrazione  durante le scosse, come aveva visto dondolare i suoi orecchini  erano anelli piuttosto grandi  mentre si affannavano in piedi, lei piegata con i pugni sul copriletto e lui ritto dietro, non si erano preoccupati di togliersi nulla che non costituisse un ostacolo. Adesso poteva sembrare una donna immersa nella lettura in una stanza dalbergo, nellattesa che le venisse sonno, pi che una ragazza che si era prestata in casa sua a una penetrazione giovanile: Janet era pi grande di lui di tre o quattro anni, molto bionda, probabilmente tinta, aveva lineamenti fini ma selvatici e decisi, belle sopracciglia che si incurvavano allins via via che si allontanavano dal centro, pi scure dei capelli. Aveva la bocca molto rossa, gli incisivi separati che le infantilizzavano il sorriso e occhi interrogativi che percorrevano quelle pagine come se nulla al mondo potesse interessarle di pi. Non li alz neppure quando lui torn, ma si accorse della sua presenza e sollev la mano sinistra come per dirgli: Aspetta un momento, che arrivo al punto.
 Non si era liberata neppure dei due anelli che portava a quella mano, una specie di vera allanulare e un anellino discreto con unonice al dito medio. Entrambi potevano essere un regalo del suo amante Hugh, il primo come un simulacro di impegno e il secondo per omaggiarla.
  Come va con il tuo Hugh? Pensate di sposarvi, di andare a vivere insieme?  le chiese. 
 Non era per nulla interessato a queste cose, e tantomeno le aveva mai fatto domande cos dirette, ma lassoluta indifferenza di Janet lo aveva sconcertato e irritato. Certo non si aspettava che dopo quegli sporadici incontri lei si mostrasse affettuosa o gli si raggomitolasse accanto, era lultima cosa che desiderava; ma che si fosse messa a leggere con tutta la tranquillit del mondo gli pareva eccessivo. Era come se volesse fargli capire che ormai aveva svolto la sua funzione strettamente fisica e poteva avviarsi alluscita. Non gli erano venute in mente altre frasi, un altro argomento, per attirare la sua attenzione.
 Lei chiuse il libro, non completamente, lasci un dito fra le pagine per tenere il segno, e Toms pot vedere bene la copertina: The Secret Agent di Joseph Conrad, unedizione Penguin con la sua costola grigia. La cosa lo stup ingiustificatamente: mai prima di allora laveva vista leggere, ma considerato che lavorava in mezzo ai libri, sarebbe stato anormale piuttosto che non ne aprisse n vi si addentrasse mai.
  Con lui non ci sono mai progetti, solo abitudini e ripetizioni,  rispose.  E troppo occupato, perfino per pensare che il futuro va pi in l del giorno dopo, della settimana dopo. E di quelli che vivono alla giornata. Le cose gli vanno bene cos come sono. Preferisce che non cambi niente.
  E per te? Vanno bene?
  No, per me no. Sono anni che aspetto dei cambiamenti. So che non ci saranno.
  E allora?  
 Toms prov unimprovvisa curiosit, e si rimprover di non averle mai fatto domande prima di allora.
 Janet tolse il dito dal libro, ne pieg una pagina e lo pos sul cuscino. Si tir un po su, appoggi il gomito sul letto per sorreggersi la nuca, e con laltra mano si accarezz i capelli, unghie lunghe e smaltate, forse meditava se rispondergli oppure no. Doveva essere bionda naturale, ma di un biondo pi spento di quello che portava. La sua chioma era sfolgorante, di un bagliore scandinavo, talmente intenso da riuscire inconfondibile quando la si vedeva in strada da lontano; a volte sembrava un casco doro illuminato da un sole nascosto, un sole che raggiungesse soltanto lei fra le nuvole fuggevoli di Oxford.
  Be, vedi, gli ho dato un ultimatum,  disse con freddezza, e le si affilarono i lineamenti come succede alle persone molto anziane, in un preavviso di morte; come se di colpo il naso, gli occhi e la bocca le fossero diventati di ghiaccio tagliente, anche le graziose sopracciglia ricurve e il mento.  Gli ho dato tempo fino al prossimo fine settimana per cambiare la situazione.
  E se no, che cosa farai? Lo lascerai? Immagino tu sappia che gli ultimatum si ritorcono quasi sempre contro chi li d, falliscono.
  Certo che lo so, tanto pi in questo caso. Non mi aspetto una sua reazione. Non quella che vorrei.
  No? E perch aspettare una settimana, allora?
 Lei rimase un po interdetta. Prese una grossa caramella da un barattolo di vetro che aveva sul comodino e se la cacci in bocca. Tom vide che le si gonfiava una guancia e poi laltra, la cambiava di posto come se non ci stesse da nessuna parte. Pensava.
  Sai, in realt ti aspetti sempre qualcosa, anche se sei convinto del contrario. Speri di fare paura, speri che laltro immagini quanto gli mancherai, quanto sar difficile vivere senza di te. Per nessuno immagina mai niente, nessuno prende sul serio quello che gli si prospetta. E poi lui  abituato a non vedermi per cinque giorni alla settimana, lo ha voluto lui fin dal principio. No, non avr sorprese. Semplicemente penso di doverglielo, di doverlo almeno avvisare, non mi pareva giusto prendere provvedimenti senza avvertirlo e fargli sapere quali sarebbero stati. Perch non mi limiterei a lasciarlo, questo  scontato. Gli rovinerei la vita. Andarmene sarebbe troppo poco, dopo anni di promesse non mantenute, se non di falsit fin dal primo giorno. Rischio di fargli addirittura un favore. Io questi anni li ho buttati, ho investito molto tempo, mi sono sciroppata notti e notti di solitudine. Le ho perse e nessuno me le restituir mai pi. Allontanarmi non basterebbe a risarcirmi. Se per me  stato tutto uno spreco, se per me c stato un danno,  giusto che il danno ci sia anche per lui.
  E sposato,  puntualizz Toms. 
 Janet cambi posizione e agit i braccialetti, facendoseli salire fino allavambraccio, poi lo guard improvvisamente stupita, come se si domandasse come mai dopo tutti quegli incontri stesse parlando di quelle cose con lui, per la prima volta. Morse un pezzo della caramella perch il suo volume non le fosse cos scomodo e ingestibile dentro la bocca. Aveva socchiuso le cosce e non si era rimessa le mutandine, quelle erano ancora sul pavimento (forse non si era nemmeno pulita mentre lui era andato in bagno, poteva essere un segno di disperazione, senzaltro di negligenza). E Tom, bench avesse appena visitato quella zona, prov limpulso di tornarvi, sent di nuovo uninaspettata urgenza alla quale non sapeva resistere, bench probabilmente fosse solo visiva. Nella sua visita non aveva guardato, lei era rimasta in piedi di spalle a lui. E pens fugacemente: Com possibile? Un attimo fa pensavo che avrei fatto meglio a risparmiarmi quello che ora voglio unaltra volta.
  Oggi fai troppe domande,  gli rispose Janet con diffidenza; e aggiunse, non per soddisfare la sua curiosit ma perch non seppe trattenersi:  Se leggi i giornali, lo saprai. Comunque non importa. Quello che importa  che  Qualcuno . 
 Suon proprio cos, come se lo avesse detto con la maiuscola, come se volesse significare un uomo importante.
  E io posso farlo diventare un Nessuno, una figura del passato. Lui lo sa ma non ci crede. Crede che non ne avr il coraggio, che ancora una volta mi adatter e mi ammansir, e che tutto continuer come prima. Che mi passer. Che il prossimo fine settimana andr da lui e lui mi far quattro carezze e mi dir quattro stupidaggini e io mi dimenticher dellultimatum. Questo  uno dei motivi del suo fascino, che  un incorreggibile ottimista. E convinto che tutto gli andr sempre bene. Tutto. Magari fossi anchio cos.
  Hugh  qualcuno?  non pot trattenersi dal chiederle.  E chi ? Lo conosco?
  Questo si che  voler sapere troppo. Di, sono stanca. E meglio che tu adesso vada . 
 Lo disse senza muoversi, senza accennare minimamente ad accompagnarlo alla porta, nemmeno a sollevarsi per salutarlo con un bacio. Toms vedeva quello che vedeva, il sesso ancora umido e un po turgido, gli pareva che pulsasse e ne senti pi forte il richiamo. Desider entrarvi di nuovo o vederlo meglio, e in fin dei conti, che cosa glielo impediva? Niente. Si chin per osservarlo sfacciatamente da vicino e dallaltezza giusta, e allung due dita in quella direzione, limpressione visiva come preludio di quella tattile, spesso, non sempre, ci sono persone che vorrebbero solo guardare e detestano ogni contatto. 
  Cosa fai?  Janet lo blocc con un tono incredulo, quasi offeso, serrando le cosce come davanti a un coltello, privandolo della visuale.
  Che coshai stasera? Ti ho appena detto che sono stanchissima. Come ti viene in mente? Oggi non hai fretta di andartene? Bene, io invece ho fretta di andare a dormire.
 Toms ferm le dita a mezzaria e si vergogn.
 Si, che cosa sto facendo?, si chiese. Improvvis, senza convinzione, una debole scusa, di quelle che non ci si aspetta che vengano credute, ma solo che vengano ascoltate e ignorate:  Hai frainteso, scusa. Credevo di aver lasciato le sigarette sul letto, li, sotto di te. Le avr nelle tasche .
 Si alz, and a prendere la giacca, se la mise, tir fuori la scatoletta metallica, Marcovitch era la marca di sigarette che fumava, ne port una alle labbra, non la accese. E visto che ormai era in piedi, si mise anche limpermeabile, si prepar ad andarsene, li non aveva altro da fare e in realt non voleva fare altro. 
  Mi racconterai com andata. Con lultimatum. Ti auguro buona fortuna.
  Non ne avr...  Rimase zitta qualche secondo e poi aggiunse, pi per s che per lui:  Non ho nessuna voglia di far partire tutto, la vendetta richiede lavoro e mette una grande tensione addosso. Ma lo far. Lo far...
 Disse queste ultime parole con lo sguardo perso nel vuoto e come per inerzia. Di colpo parve veramente esausta. Prese The Secret Agent, lo apr e lo guard con stupore. Fece finta di leggere, come se con quellatteggiamento volesse dirgli: Per me te ne sei gi andato.
 Ma di sicuro ora non capiva una sola riga. Tom si avvicin, le fece una carezza sulla guancia a mo di saluto, lei alz meccanicamente una mano per ricambiare il gesto, senza alzare gli occhi dalla pagina, calcol male il movimento, lo graffi leggermente con le sue unghie lunghe, e gli fece cadere la sigaretta che aveva tra le labbra. 
 Tom si scost ma non si lament e non and a guardarsi la faccia in uno specchio, doveva essere un graffietto minuscolo. Non raccolse neanche la sigaretta, doveva essere rotolata sotto il letto. Lei non si accorse neppure del piccolo incidente, gli occhi fissi sempre sulla stessa pagina del libro come se studiasse una mappa che doveva imparare a memoria.
 Toms usc, la notte era fresca. Si allontan dal portone di qualche passo, arriv allangolo di Beaumont Street, tir fuori unaltra Marcovitch e la accese, decise di fumarla li, guardando le finestre illuminate dellappartamento di Janet, la seconda e intempestiva urgenza non gli era passata del tutto malgrado i rimproveri, ma sapeva che la serata era finita e che in nessun caso avrebbe assecondato i suoi impulsi. Si aspettava che le luci si spegnessero da un momento allaltro, quando lei avrebbe ceduto a quella stanchezza improvvisa, allora sarebbe finita ogni tentazione. In quel tratto di St John Street non cerano lampioni, per ce nera uno proprio davanti al portone. Per questo vide e non fu visto. Stava per gettare la cicca quando comparve un uomo di media statura piuttosto robusto. Spunt allimprovviso, non lo vide scendere da unautomobile e non ud il rumore dei suoi passi prima che entrasse nel cono di luce. Aveva i capelli ondulati e scuri, indossava un soprabito a met polpaccio, nero o blu, come se volesse apparire pi alto e longilineo, il collo avvolto da una sciarpa grigio chiaro accuratamente rincalzata, e portava guanti dello stesso colore, come quelli dei corridori automobilistici, due accessori intenzionalmente coordinati. Ne intravide il volto per un attimo, una ventata, unistantanea mossa: naso con le alette larghe, occhi piccoli e accesi, mento diviso da una fossetta, linsieme appariva attraente a una prima occhiata, lunica per lui. Doveva avere una quarantina danni e si muoveva risoluto. Fece i gradini con agilit, tutti e tre in un balzo. Lo vide premere un pulsante, lo vide dire qualcosa molto rapidamente (qualcosa come Sono io, apri, non di pi) e subito gli venne aperto. Rialz il bavero del cappotto e spar oltre la porta, che allistante si richiuse.
 Toms continu a guardare in su per il tempo di unaltra sigaretta.
 Le finestre rimasero accese, per non vide nessuna figura. Quelluomo doveva essere andato da unaltra parte, e adesso si che li lui non aveva pi niente da fare.
 Il giorno dopo, al termine di uno dei suoi tutorials, o lezioni individuali, nelle stanze dellancor giovane professore di fresca nomina Mr Southworth, al St Peters College, Toms trov fuori dalla porta, rispettoso e paziente, un poliziotto in borghese che era rimasto ad aspettare la fine della lezione. Disse che voleva parlare con lui e chiese a Southworth il superfluo permesso di entrare. Questi domand se potesse rimanere o dovesse uscire, al che il poliziotto rispose che poteva fare come lui e Mr Nevinson ritenevano opportuno, per il momento voleva solo verificare alcuni dati e fare degli accertamenti.
 Quel per il momento non suon molto bene. Si present come ispettore o sergente o quello che era, fece precedere il suo nome da una o due sigle  Ds o Di o Cid o Dc  con le quali Toms non aveva familiarit e che non riusc a ritenere, e perci non gli fu chiaro il grado, solo che apparteneva alla Oxford City Plice e che si chiamava Morse.
 I tre sedettero  Southworth fu vinto dalla curiosit, o forse da un certo istinto protettivo nei confronti del brillante allievo  e il poliziotto, un uomo serio sulla trentina, occhi di un celeste acquoso, naso lievemente aquilino, bocca ondulata come in un disegno e imperiosit trattenuta, disse, pi che domandare:  Mr Nevinson, ieri notte lei  stato in compagnia di Janet fefferys nel suo appartamento di St John Street, non  vero?
  S, suppongo di s. Perch?
  Suppone?  rispose Morse spalancando gli occhi con sprezzante sorpresa.  E sicuro di esserci stato o no?
  Quello che voglio dire, ora che me ne rendo conto,  che non ho mai saputo il suo cognome, o se me lha detto  stato molto tempo fa e lho dimenticato. Per me  solo Janet, lavora alla libreria Waterfields. Credo sia lei, se abita in St John Street. Ci sono stato diverse volte, certo, e anche ieri sera, perch? Cos successo? E lei come lo sa?
 A questo Morse non rispose.
  Non le pare un po strano che io, che lho vista una sola volta, e non da viva, conosca il suo cognome e lei invece no? Era cos superficiale la vostra relazione?
  Non da viva? Che cosa vuol dire, non da viva?  chiese Toms, senza capire, pi che con allarme.
  Naturalmente, deduco che fosse viva quando lei se ne  andato. Quanto tempo  rimasto da lei? E a che ora  andato via?
 Toms cominci ad afferrare lidea, o ad assimilare le parole come vere, perch le aveva sentite nitidamente ed erano vere. Impallid, avvert un capogiro e un principio di conato di vomito, ma si trattenne.
  E morta? Cos successo? Come pu essere? Io sono rimasto con lei fino alle dieci, pi o meno, e stava benissimo. Sono rimasto unora con lei, dalle nove alle dieci, e non ha mai dato segni di sentirsi male.
 Il poliziotto tacque per qualche secondo e lo osserv con sguardo interrogativo, come aspettando che aggiungesse altro o di leggere qualcosa nella sua espressione. Quei secondi bastarono per mettere a disagio Toms e in guardia Mr Southworth, che alz una mano e apr la bocca come per intervenire. Poi non lo fece, forse non aveva formulato mentalmente la frase, ed era uomo di grande precisione. Quindi si limit a tendere il palmo di quella mano verso Morse, come cedendogli la parola o pregandolo di continuare. Come un regista teatrale che esorti un attore smemorato o distratto a dire la sua battuta. E ci riusc:  Non occorreva che si sentisse male,  rispose Morse con uno strano misto di durezza e soavit.  Causa della morte sono state le calze con le quali  stata strangolata. Nella misura in cui ci  dato saperlo, intorno allora in cui lei se ne  andato. O poco prima o poco dopo.
 La percezione del pericolo scatta rapidamente quanto listinto di sopravvivenza, e Tom Nevinson non pens pi a quello che era successo a Janet, al fatto che ormai non era pi al mondo e ne era stata espulsa nella peggior maniera possibile, senza preavviso e senza la possibilit di prepararsi, resistendo alla decisione di qualcuno e alla propria soppressione, lottando invano, senza poter credere a quello che stava succedendo, cercando di chiedere aiuto senza riuscire a emettere un suono. E neppure pens a quanto devessere strano cessare di esistere, allincredulit che deve destare in chi  ancora cosciente, finch la coscienza si spegne, per cos dire. Quello che pens, invece, fu questo: Le calze gliele avevo tolte io senza pensarci e chiss se non le ho smagliate o lacerate senza volerlo; erano rimaste sul pavimento come le sue mutandine, nessuno le ha raccolte, io certo non mi sono preso la briga di farlo, non era compito mio. Chi poteva immaginare che ne sarebbe stato fatto quelluso, qualcuno le ha viste e gli  venuto in mente di servirsene, un individuo tetro, un assassino, com possibile? Un assassino. Su quei collant ci saranno le mie impronte, non quelle delluomo robusto che  venuto dopo, lui senza dubbio non si  tolto quei suoi guanti grigi da automobilista, non se li sar tolti n prima n dopo, non ci sar nemmeno limpronta del suo dito sul pulsante del citofono, io ero troppo lontano per vedere se fosse quello di Janet e invece probabilmente lo era, anche se dopo non ho visto la sua ombra n quella di lei alle finestre, la porta e il letto sono lontani, lei si sar alzata per andare ad aprire magari credendo che io fossi tornato per insistere, avr interrotto di nuovo la lettura o lassorta contemplazione delle righe di The Secret Agent, il romanzo che ormai non finir...  Perch lattenzione si sposta subito verso se stessi e la propria salvezza non appena si percepisce una minaccia, e allora passano in secondo piano perfino i morti ancora caldi, in fondo non c pi nulla che si possa fare per loro, nulla per la povera Janet con il suo tempo sprecato e reciso, e invece adesso c da occuparsi di Tom.
  Devessere stato dopo,  si affrett a rispondere con ingenuit.  Le assicuro che era viva quando me ne sono andato. Devessere stato il signore che  arrivato dopo.
  Quale signore?  chiese Morse.
 Tom raccont quello che aveva visto dallangolo in ombra con Beaumont Street. Descrisse lindividuo e rimpianse di non aver avuto modo di imprimersi meglio il suo volto nella mente, ne aveva colto solo un lampo che ora gli appariva sempre pi impreciso quanto pi si sforzava di fissarlo. Southworth, prudente, cerc di frenarlo e disse a Morse:  Non so se il mio allievo faccia bene a parlare senza un avvocato. Capisco che a questo punto possono ricadere dei sospetti su di lui, date le circostanze, non  cos?  
 Ma il poliziotto non gli bad granch. Il suo compito era indagare e fare domande, quindi gli rispose sommariamente:  Finch non c un arresto, possono ricadere sospetti sul mondo intero. Anche su di lei, Mr Southworth, a meno che non abbia un alibi verificabile. Non si sa mai chi conosce chi . 
 Southworth lo fulmin con lo sguardo; strinse le labbra come se stesse prendendo la rincorsa per riaprirle, ma si trattenne o forse giudic che non ce ne fosse bisogno: la sua espressione diceva chiaramente: Questa impertinenza se la poteva risparmiare.
  Prosegua, per favore, Mr Nevinson. Tutto questo  di grande utilit.
 Linnocente non vede lora che il sospetto si allontani da lui, per dissipare qualunque dubbio collabora con entusiasmo, esageratamente, avidamente, e dice tutto quello che secondo lui pu servire per togliergli il riflettore di dosso, senza rendersi conto che questo  mobile come la luce di un faro, va e viene.
 Quindi Tom continu e parl anche di Hugh, del poco che sapeva di lui e di quello che gli aveva confidato Janet la sera prima. Era Qualcuno, aveva detto. Lei gli aveva dato un ultimatum. Poteva rovinargli la vita, cos si era espressa. E aveva pronunciato la parola vendetta: la vendetta richiede lavoro e mette una grande tensione addosso, non aveva nessuna voglia di farla partire. Per lo avrebbe fatto per danneggiarlo. Per una questione di equit. 
 Toms si stup di aver usato quel vocabolo, che per di pi era farina del suo sacco, anche se non contraddiceva le intenzioni della ragazza, gli pareva inverosimile che non fosse pi viva, che non respirasse e non parlasse come lui. 
 E morta,  pens,  e non dovrei pi permettermi di desiderarla, eppure il mio ultimo ricordo, la mia ultima visione,  quella delle sue cosce socchiuse e del suo sesso in cui avrei voluto introdurmi di nuovo. Forse con il passare del tempo svilupper il rispetto che si deve ai morti e soprattutto a quelli che hanno subito violenza ed erano giovani, e canceller questa immagine che ieri non era sconveniente e oggi comincia a esserlo. Non so perch, ma sento che lo , come se conservare il desiderio fosse una specie di profanazione, come se il desiderio fosse in contrasto con la piet che si deve professare ai morti. Alla fine, nel pensiero non c tanta differenza fra i vivi e i morti, e Janet sar solo questo dra in poi, povera Janet, rievocazione e pensiero e niente di pi.
 Morse sorrise con ironia e affabilit:  Queste sono tutte congetture. Lasci decidere a me che cosa fare. Probabilmente bisogner cercarlo, si. Mi dica tre cose, per. Lei fuma?
  Si.
  Mi permette di vedere il suo pacchetto di sigarette? Se ne ha uno con s, naturalmente.
 Toms tir fuori la sua scatoletta metallica delle Marcovitch, rettangolare, da una parte una fascia a righe verticali bianche e nere, dallaltra la vignetta di un uomo in cappello a cilindro che si accende una sigaretta, con le mani inguantate a proteggere la fiamma, guanti grigi e al collo un foulard bianco avvolto con cura, losso del naso ricurvo come la lama di un tomahawk, le labbra sottili e gli occhi torbidi come truccati, una maschera pi che un volto, abbastanza sinistro in realt. Dietro si intravedevano alte fiamme, chiss se infernali. La porse al poliziotto.
  Perch vuole vederlo?
 Il poliziotto guard un secondo la scatola e gliela restitu.
  Peccato,  rispose.  Se lei non fumasse sigarette di questa marca converrebbe cercare qualcuno che lo fa. Ma vedo che invece  lei che le fuma. E mi dica, come si  fatto quel graffio al mento? 
 E nel dirlo indic il proprio mento nel punto esatto (pi o meno dove Wheeler aveva quella vecchia cicatrice), per mostrargli la zona a cui si riferiva.
 Morse era molto osservatore. Toms si era completamente dimenticato di quel graffio finch non se lo era visto al mattino nello specchio, ormai si era formata una crosticina, lo aveva solo pulito tuttintorno.
  Questo?  Si tocc. 
  E stata Janet senza volerlo. Era distesa sul letto, ha alzato una mano per farmi una carezza, ma ha calcolato male la distanza e mi ha graffiato. Aveva le unghie lunghe, non so se lha notato. Non penser unaltra cosa?
  Io penso uninfinit di cose,  rispose Morse.  Anche se qualche volta non sembra, siamo pagati anche per questo, io e i miei colleghi. Quindi le penso tutte, nei limiti delle mie capacit. Ultima domanda: qual era esattamente la natura del rapporto fra Janet Jefferys e lei?
 Tom guard Southworth interrogativamente. Malgrado la sua giovent, era pur sempre un tutor. Southworth assent con le labbra  le strinse  pi che con il mento, come se gli desse il suo benestare o gli confermasse che la domanda riguardava il grado di intimit fisica.
  Andavamo a letto di tanto in tanto, se  quello che vuole sapere. Piuttosto raramente. Lei aveva il suo Hugh a Londra e io ho la mia fidanzata a Madrid. Le settimane sono lunghe, e i trimestri ancora di pi.
  E ieri sera?
  Anche ieri sera, si.
  Ogni volta che vi vedevate?
  Si, pi o meno, con qualche eccezione. Ma molto raramente, come le ho detto. Io non ero la persona a cui teneva, n lei quella a cui tenevo io. Lei viveva per quello Hugh. Il nostro era solo un passatempo reciproco, un rapporto molto superficiale. Lei dovrebbe cercare altrove.
 Morse ignor il consiglio.
  Da quanto durava quello che lei chiama un passatempo reciproco?
  Be, durante il mio primo anno qui... era gi successo qualche volta.
 Morse alz le sopracciglia con sincera sorpresa.
  Una cosa che si ripete,  disse,  una cosa che dura per degli anni, curiosa forma di superficialit.
 Allora fu Southworth a venire in soccorso al suo allievo, cap che in quel mommento cera di pi di quello che forse cera, diffidenza, scetticismo, insinuazione, anche se le parole del poliziotto denotavano solo mancanza di dimestichezza con gli usi dei giovani che allora avevano fra i dieci e i quindici anni meno di lui; o tuttal pi unastratta disapprovazione di quei costumi sessuali che dovevano sembrargli privi daffetto, di delicatezza e di conseguenze.
  Si pu passare la vita andando a letto con una persona senza mai andare oltre la superficialit, non le pare? Devono esserci non poche coppie sposate che si limitano letteralmente a questo, direi . 
 Mr Southworth era un uomo cos giusto che gli riusciva impossibile tacere e non puntualizzare, in qualunque circostanza. Era temuto ai seminari eruditi della sub-faculty di spagnolo.
 Morse si strinse nelle spalle.
  Non lo so, non sono sposato,  rispose.  Ma trovo difficile immaginarlo nel mio caso .
 E nel dirlo suon lievemente nostalgico, come se stesse pensando a qualcuno che non aveva potuto sposare. 
  Io non...
 Stava per aggiungere qualcosa, ma non continu. Apr la mano e si guard il palmo, lo fece due o tre volte, forse sentiva la mancanza della fede che non portava; fu un gesto come se dicesse: Ma a voi che ve ne importa? O che cosa conta la mia opinione? Lasciamo perdere.
 Ringrazi, preg Tom di non lasciare la citt senza avvertirlo e di non lasciare assolutamente il paese finch non gliene fosse data autorizzazione, lo inform che probabilmente nei giorni successivi gli sarebbe stata chiesta una dichiarazione firmata, in commissariato, niente di diverso da quello che aveva raccontato a lui. E forse sarebbe stata necessaria la sua collaborazione per disegnare un identikit delluomo entrato nel portone di Miss Jefferys dopo che lui se ne era andato.
  Sembra una brava persona, quel Morse,  disse Toms al suo tutor appena sent i passi del poliziotto gi per le scale.
 Ma Southworth non sembr sollevato per questo, anzi. Lo invit a sedersi di nuovo e gli parl con molta seriet:  Non so fino a che punto tu ne sia consapevole, ma le cose si mettono molto male per te. Sono sicuro che non troveranno il minimo motivo per attribuirti luccisione di quella ragazza, ma non sempre ne occorre uno e per ora sarai il principale indiziato, a meno che non trovino quellindividuo e si riesca a dimostrare che  andato da Janet e non in un altro appartamento, del resto non lo sai nemmeno tu. Non sar stata incinta di te, vero? Faranno lautopsia e lo vedranno .
 Southworth inanellava frasi a gran velocit, anche se il tono era sereno: da questo si notava il suo allarme.
  Prendeva la pillola. E se qualcosa non avesse funzionato, avrebbe avuto molte pi probabilit di rimanere incinta con quello Hugh. Ma non mi chieda di preoccuparmi di questo, adesso, di preoccuparmi per me. Limportante  che hanno ammazzato Janet, non riesco a riprendermi dallorrore. Ieri sera sono stato con lei, si rende conto, Mr Southworth? Sono andato a letto con lei e forse  stata uccisa per questo . 
 Toms si mise le mani nei capelli, disperato. Non gli era venuto in mente fino a quel momento, fino a quando non lo aveva detto.
  Si, me ne rendo conto, Tom. Ho sentito quello che dicevi,  rispose Southworth, protettivo.  Per ti sbagli. E di te che devi preoccuparti, invece. Capisco il tuo orrore, la tua pena, e la tua stupefazione, ma lei ormai ha smesso di contare per te. Per i vivi, voglio dire. Adesso chi  in pericolo sei tu. Parla con un avvocato. Che ti consigli, che ti informi, che ti difenda. Che ti difenda da quello che potr presentarsi. E talmente urgente che sar comunque tardi. Non avresti dovuto parlare cos tanto con quel poliziotto. cos apertamente e senza riserve. Lui  stato abile con le sue buone maniere e ha approfittato della tua inesperienza. Ho cercato di prevenirti.
  Io non ho niente da nascondere.
  Non essere ingenuo, Tom. Uno non pu mai sapere quanto deve nascondere. Quello che uno crede  irrilevante, quello che  successo anche, se non lo conferma nessuno, limportante  quello che capiscono gli altri di quello che uno racconta e dice, o quello che decidono di capire. E luso che possono farne, soprattutto se vogliono distorcerlo a loro favore. Come avranno saputo della tua visita di ieri a quella ragazza? Qualcuno ti ha visto entrare o uscire?
  Si, ho incrociato una vicina quando sono arrivato, e non era la prima volta. Credo che molto tempo fa Janet ci avesse presentati, si erano fermate sulle scale a chiacchierare. Pu darsi che lei si ricordasse il mio nome, io di certo il suo no. Anche se dubito che quella volta fosse stato fatto il mio cognome.
  Non importa, avranno chiesto da Waterfields, o fra le amiche della ragazza. Tu non puoi sapere se lei parlava di te, in quali termini e con chi. E nemmeno se ti dava pi importanza di quanta tu immagini. Se per lei eri qualcosa di pi di un passatempo. Se non si aspettava che un giorno tu ti facessi avanti salvandola da quello Hugh. 
 Tacque un momento e aggiunse, in francese, come se citasse da un libro:  Elle avait eu, comme une autre, son histoire damour... Non sempre riconosciamo le storie damore degli altri, nemmeno quando ne siamo noi loggetto, la meta, il fine. Cercati in fretta un avvocato. In realt non sai niente di niente.
  E come faccio, Mr Southworth? Costano un mucchio, e non vorrei ricorrere ai miei genitori. Non vorrei spaventarli n imporre loro delle spese senza unassoluta necessit. Pu darsi che alla fine non succeda niente, no? Intendo dire a me. Che trovino presto quelluomo e ci siano delle prove contro di lui.
 Mr Southworth vestiva sempre la sua toga nera per i tutorals nelle sue stanze e le lezioni alla Taylor Institution. Le falde gli cadevano a cascata e sapeva sistemarsele con eleganza, distribuendole come onde, sembrava un personaggio del pittore Singer Sargent. Un le punte delle dita delle due mani, gesto che accentu la sua aria clericale, come se si disponesse a elevare una preghiera proprio li e in quellistante, fra le pareti ricoperte di libri niente affatto devoti. Bench non avesse ancora trentanni, qualche capello bianco sparso qua e l gli conferiva una dignit e una rispettabilit superiori a quelle corrispondenti alla sua giovent. Sembrava volesse lasciarsela alle spalle, la giovent, senza indugio.
  Ehm. Ehm,  mormor pensieroso, forse con un che di teatrale. Accavall e sciolse le gambe un paio di volte, con notevole dominio artistico della stoffa nera che lo avvolgeva.
  Ehm. Parlane con Peter .
 Malgrado la distanza gerarchica e det che li divideva, Southworth si riferiva a Wheeler con il nome di battesimo. 
  Parla con il Professor Wheeler,  rettific; in fin dei conti si rivolgeva a uno studente, per quanto eccezionalmente brillante e apprezzato da tutti i professori.
  Lui avr delle conoscenze, lui sapr. Lui ti orienter meglio di me. Meglio dei tuoi genitori e del tuo padrino Starkie, meglio di chiunque altro. Ha uninfinit di contatti, non c ambiente dove non ne abbia. Raccontagli quello che ti  successo, anche se  probabile che gliene sia gi giunta voce. Che a questora,  e guard lorologio senza vedere che ora segnasse,  lui sappia gi tutto, e abbia perfino informazioni che tu non hai.
  Che significa?  disse Toms sorpreso.  Come pu saperlo? E avere informazioni che io non ho, se io cero?
  Be, non su quello che hai fatto ieri sera con quella ragazza, credo che non gli interesserebbe. A meno che tu non labbia uccisa, ovviamente; cosa che non credo, e che non credo possa credere lui. Ma  probabile, per esempio, che sappia chi era il suo amante da anni, che sia gi a conoscenza dellidentit di quello Hugh. E di questa visita di Morse; forse sapeva fin dal mattino presto che si sarebbe presentato qui. E che tipo , se ha un carattere conciliante oppure no .
 Si abbass gli occhiali a met del naso, per guardarlo da sopra le lenti, con quello che a Tom parve uno strano misto di sarcasmo e di gravit. 
  A Peter non sfugge nulla di quello che succede in questa citt. Un assassinio, no di certo.
 Wheeler era cos ben informato che non giudic neppure necessario vedere Tom, incontrarlo. 
  Aspettavo la tua chiamata,  gli disse per telefono, senza dare segni di allarme.
  In che pasticcio ti sei andato a cacciare,  aggiunse, e non in forma di domanda, anche se Toms prese la frase in questo senso e cominci a raccontare in modo assai prolisso, com tipico della giovent. Ma Wheeler lo blocc:  Tutto questo lo so gi e non dispongo di molto
 tempo .
 Toms pens che fosse ancora offeso o deluso, che quella distanza si dovesse al suo rifiuto di qualche giorno prima. Da allora era andato solo una volta a lezione da lui e si erano incrociati per i corridoi della Taylorian; si erano salutati normalmente, ma senza fermarsi a parlare, in realt niente di strano. Tuttavia il Professore era di quegli uomini che considerano talmente buone tutte le idee e le cose che propongono che non capiscono come qualcuno possa respingerle e non essere perfettamente daccordo con loro. Probabilmente era pi sconcertato che dispiaciuto. 
  Ascoltami bene, fai molta attenzione. Temo tu sia in un guaio peggiore di quanto immagini. Ci sono elementi che ignori e che ti renderanno difficile uscirne, non sei in una bella situazione. Ti dar una mano un mio conoscente di Londra, Mr Tupra, vediamo che cosa potr fare,  e gli scand le lettere del cognome, che non sembrava affatto inglese.
  Sar a Oxford domattina. Ti aspetter da Blackwells alle dieci e mezza, allultimo piano, nel reparto dei libri usati. Parla con lui, senti cosha da dirti, qualcosa ti suggerir. Vedrai tu che cosa ti conviene fare, ma quello che ti raccomando  di dargli retta il pi possibile. E un uomo pieno di risorse. Si asterr da ottimismi infondati, non ti dar false speranze. Ti consiglier nel modo migliore.
  E come ci riconosceremo?  chiese Toms.
  Ah, certo. Sfoglierai un libro di Eliot. Ne sfoglier uno anche lui. 
  T. S. Eliot o George Eliot?
  Il poeta, Toms, il poeta tuo omonimo,  rispose Wheeler con un accenno di esasperazione. 
  Quattro quartetti, La terra desolata, Prufrock, quello che ti pare.
  E non sarebbe meglio se ci presentasse lei, Professore? Che sentisse anche lei quello che ha da dire? 
  Io non centro e non voglio entrarci. Sar una cosa fra te e lui,  insistette.  E quello che ti dir sar sensato, anche se non ti piacer. Certo che nella tua situazione non so che cosa possa piacerti. 
 Wheeler fece una pausa. Aveva parlato molto in fretta, come chi vuole chiudere al pi presto una conversazione, unincombenza. Ora per si prese qualche secondo per fare la sua piccola disquisizione:  Sarebbe molto peggio se ti arrestassero con unaccusa di omicidio in piena regola, vero. Un processo non si sa mai come pu finire, per quanto uno sia innocente e creda di avere tutto a suo favore. La verit non conta, dal momento che chi deve decidere, chi  tenuto a stabilirla,  sempre qualcuno che non la conosce: mi riferisco al giudice. Lultima cosa da fare  mettersi in mano a qualcuno che pu solo colpire alla cieca, che pu giocarsi la verit a testa o croce, o tuttal pi indovinarla o intuirla. A ben vedere,  assurdo che si processi chicchessia. Il prestigio e la longevit di questa usanza, e il fatto che sia diffusa in tutto il mondo con maggiori o minori garanzie, o addirittura senza la minima garanzia di imparzialit... il fatto che esista, insomma, sia pure in forma di farsa... 
 Si interruppe e ricominci da capo:  Che nessuno si renda conto dellimpraticabilit di questo rito antichissimo e universale, della sua insensatezza,  qualcosa che sfugge alla mia comprensione. Io non riconoscerei lautorit di nessun tribunale. Potendo farne a meno, non mi sottoporrei mai a un processo. Qualunque cosa, pur di evitarlo. Tienine conto, Toms. Pensaci bene. Chiunque pu finire in carcere per un capriccio. Semplicemente perch non  simpatico. 
 In un altro frangente Tom gli avrebbe chiesto che cosa proponeva in alternativa; se nessuno aveva la facolt di decidere della verit e della menzogna, salvo le parti interessate, che proprio in quanto tali non potevano essere credute n prese in considerazione, il paradosso era evidente: gli unici a conoscere laccaduto, gli accusati, sono quelli di cui meno ci si pu fidare, e per di pi sono autorizzati a mentire e a inventare. E avrebbe anche voluto chiedergli se lo ritenesse innocente delluccisione di Janet Jefferys per strangolamento. Dalle sue parole supponeva di si, e dalla sua disponibilit ad aiutarlo, ma gli sarebbe piaciuto sentirglielo dire, per sua personale tranquillit. Nulla di ci fu possibile, perch Wheeler mise gi il telefono subito dopo, senza augurargli buona fortuna n salutarlo.
 Toms arriv alla libreria Blackwells alle dieci e un quarto, sal all'ultimo piano e si dispose ad aspettare. Non cera molta gente, la maggior parte degli studenti e dei dons erano impegnati con le lezioni. Individu la sezione dedicata alla poesia e vide che cerano molti titoli di Eliot, ma decise di aspettare le dieci e mezzo in punto per fermarsi li davanti, prendere un libro e sfogliarlo. Vag per lampio reparto, curios fra gli scaffali e si guard intorno. Non aveva idea dellaspetto che poteva avere Mr Tupra, n della sua et. Vide un grassone alla sezione di storia, tirava fuori dei volumi, ne allontanava il dorso dagli occhi come se soffrisse di presbiopia e li rimetteva al loro posto senza aprirli, con enorme rapidit, come se verificasse chiss quale ordine, cronologico o alfabetico. Vide una docente del Somerville College che conosceva di vista, come tutti in citt, una donna tanto distinta quanto curvilinea, molto attraente nei suoi quarantanni, con una grande bocca sensuale che solleticava limmaginazione e forme vistose insolite nel suo ambiente di lavoro, faceva impazzire tutti i colleghi eterosessuali, che non necessariamente erano la maggioranza in quelluniversit; guardava opere di botanica, che forse era la sua disciplina. Vide un ragazzo poco pi che adolescente, magro e con un lungo naso, vestito con un impermeabile logoro troppo lungo, lo aveva gi incontrato in altre librerie dellusato  Thorntons, Titles, Sanders, Swifts, la stessa Waterfields dove lavorava Janet  , intento a perlustrare i pochi scaffali dedicati al fantastico e al soprannaturale, evidentemente appassionato di quei generi e del suo cane, che lo accompagnava immancabilmente, silenzioso e mansueto. Vide un tizio ancora nella ventina, che comparve alle dieci e mezzo precise, in doppiopetto gessato, con una cravatta rossa sulla camicia celeste con il colletto bianco, e un impermeabile nuovissimo al braccio, aveva laria del funzionario ministeriale o dambasciata, di grado non elevato; di qualcuno che sia stato recentemente promosso e voglia mostrarsi elegante, riuscendo invece ad apparire cafone, proprio per la visibile ansia di dare a vedere qualcosa di cui gli mancano labitudine e la compostezza, e anche let e lesperienza necessarie per acquisirle, nel migliore dei casi dovr aspettare degli anni. La riga del gessato era troppo larga, vistosa come pu esserlo solo in Inghilterra, e gridava ai quattro venti limpazienza delle sue aspirazioni sociali. Nessuno dei presenti  una volta scartata la docente del Somerville, e anche ladolescente con il cane  gli dava limpressione di poter venire da parte di Wheeler o di potergli dare una mano a risolvere le sue difficolt: il grassone era troppo grasso e assorto, il funzionario troppo giovane e carnevalesco, per essere uomini pieni di risorse. Comunque, passati due minuti dallora stabilita, Tom si avvicin agli scaffali dedicati alla poesia, prese il libricino intitolato Little Gidding e si mise a sfogliarlo, e poi a leggerne un verso qua e uno l mentre aspettava, senzanimo di concentrarsi, uno o due o tre o quattro: E quello per cui i morti non trovavano parole, da vivi, te lo possono dire da morti, lesse, e non capendoci molto, salt pi avanti: Cenere sulla manica di un vecchio... Polvere sospesa nellaria indica il punto in cui fin una storia.
 E gir un paio di pagine: Perch le parole dellanno passato sono il linguaggio dellanno passato, e quelle dellanno venturo attendono unaltra voce.
 Guard con la coda dellocchio a destra e a sinistra e vide che nessuno si avvicinava, pur notando la comparsa di due nuovi clienti a quel piano, ma non volle alzare gli occhi e guardarli apertamente.
 E la lacerazione delle risa per quel che non diverte pi.
 No, nessuno. Non  ancora tardi.
 Lindifferenza che assomiglia a quelle come la morte assomiglia alla vita, trovandosi tra due vite...
 E li si ferm per domandarsi: La morte assomiglia alla vita? Si, Janet morta assomiglier a Janet viva e sar riconoscibile, ma per quante ore? Il tempo passa sui cadaveri e li guasta pi velocemente, e questi non raccontano niente, mentre laltra sera Janet mi raccontava quello che oggi pu salvarmi. Chi lavr identificata? A me non hanno chiesto di andare a vederla.
 Ci che chiamiamo il principio  spesso la fine, diceva un altro verso, non volle lasciarsi coinvolgere, lo trov facile senza accorgersi che forse non lo era nel 1942, quando era stato pubblicato per la prima volta, in piena guerra.
 E ogni azione  un passo verso il blocco, verso il fuoco, nella gola del mare o verso una pietra illeggibile. 
 Si ferm di nuovo per rettificare unimperfezione del suo bilinguismo e un brutto presentimento: l block doveva essere quello che in spagnolo si chiama tajo, ossia il ceppo su cui il condannato posava la testa perch il boia gliela tagliasse; e forse era proprio questo  il patibolo, il fuoco, la gola del mare che inghiotte e tira a fondo, lepitaffio che non si riesce pi a leggere e ci  indecifrabile  ci che lo attendeva se quel Mr Tupra non si fosse fatto vivo e non lo avesse tolto dai guai.
 Le cose si mettono molto male per te,  lo aveva avvertito Mr Southworth,  chi  in pericolo adesso sei tu.
 E continuavano i cattivi auspici di quel lungo poema di cui leggeva le ceneri sparse: Noi moriamo con quelli che muoiono: ecco, se ne vanno, e noi andiamo con loro. Noi nasciamo con i morti: ecco, essi tornano, e ci portano con loro.
 E Toms confusamente pens, contagiato da quelle parole del 1942 o forse ancora precedenti: E vero che andiamo con loro, nel primo istante, almeno. Vorremmo accompagnarli, seguirli nella loro dimensione e sul loro sentiero, che  gi nel passato; sentiamo che ci abbandonano, che hanno intrapreso unaltra avventura e che siamo noi a rimanere soli, ad avanzare sulloscuro cammino che a loro ormai non interessa pi, che hanno disertato; e dato che non possiamo andare con loro o non ne abbiamo il coraggio, rinasciamo e torniamo a muovere i primi passi incerti, nasciamo ogni volta che sopravviviamo a qualcuno che ci era vicino, ogni volta che qualcuno cade e ci tira gi con s ma non riesce a trascinarci nella gola del mare che lo ha inghiottito. E quale pi grande vicinanza di quella dellaltra sera, quando sono stato dentro una donna viva che oggi  morta, ormai fantasma irreversibile e ricordo destinato a impallidire per il resto dei miei giorni, corti o lunghi che siano, e avrei voluto tornarvi di nuovo. Chiss se cos facendo non avrei sventato il suo assassinio, impedendo a quelluomo di salire e di trovarla sola. Imporre la mia volont e il mio istinto.
 La storia  una trama di momenti senza tempo, vide tre righe pi in basso. Gli mancavano pochi versi alla fine, aveva fatto uno scimmiottamento di lettura, una carrellata, saltando molto pi di quello che leggeva. Questo  sfogliare, in fin dei conti.
 Su, presto, qui, ora, sempre...
 Questo diceva uno degli ultimi versi, e allora emerse dai suoi pensieri e alz gli occhi e scopr che cerano, non uno, ma due uomini intenti a sfogliare libri di Eliot. To Criticize th Critic, era quello che aveva tra le mani il tipo in abito gessato; Ash Wednesday, leggeva un altro uomo di cui non si era accorto, appena arrivato. Non volle girarsi a guardare, si scost leggermente per osservarlo con discrezione, in modo parziale: era un individuo corpulento, alto e robusto, molto pi alto di lui e di quellaltro in abito gessato, portava un cappotto di quelli detti montgomery, in testa aveva un basco identico a quello del celebre maresciallo Montgomery, che a quei tempi era ancora vivo, inclinato da una parte esattamente come lo portava lui, ma senza insegne militari. Doveva essere un imitatore o un ammiratore entusiasta, per copiare lintero suo abbigliamento. E aveva anche un paio di baffi biondastri simili a quelli delleroe della Seconda guerra mondiale, ma qui finiva obbligatoriamente la somiglianza: Montgomery di lamein, questo il nome che ricevette quando fu insignito del titolo di visconte, era asciutto, ossuto e dal volto rugoso, mentre quelluomo era un torrione, per altezza, solidit e robustezza, con gote abbondanti, rubiconde e lisce. Non aveva avuto la delicatezza di scoprirsi pur trovandosi al chiuso, ; sembrava inverosimilmente immerso in quellaltro poema. Mercoled delle ceneri (Cenere sulla manica di un vecchio, Tom non aveva dimenticato questo verso, insieme a molti altri). 
 Lui era alla sua destra, mentre il presunto funzionario era alla sua sinistra (poteva anche essere un giovane manager della City che cercava di adeguarsi ai pi anziani nellabbigliamento), non davano limpressione di essere insieme, e Toms si chiese quale dei due potesse essere Mr Tupra, era una vera sfortuna che a un terzo bibliofilo fosse venuto in mente di sfogliare proprio Eliot e proprio li, in quel momento. Decise di aspettare che uno dei due gli rivolgesse la parola, laltro non avrebbe avuto motivo di farlo, e lui era lunico con inequivocabile aria da studente. Ma pass mezzo minuto senza che nessuno dei due gli parlasse n gli facesse un cenno. Sempre pi suggestionato dallidea che non conta laccaduto, conta solo quello che si decide o si inferisce che sia accaduto, sempre pi consapevole dellabisso verso cui era avviato (E ogni azione  un passo verso il ceppo, verso il fuoco) e che quel Mr Tupra era ormai lunico appiglio possibile, perse la pazienza e decise di rivolgersi al tizio dal portamento militare, in fin dei conti le sigle dei pi famosi servizi segreti, MI5 e MI6, significavano Military Intelligence. Chiuse il libro e chiese timidamente al massiccio Montgomery, in un bisbiglio:  Mr Tupra, suppongo?
 Il torrione, con la mano sinistra, indic laltro individuo, leterno aspirante alleleganza che non avrebbe mai raggiunto, e gli rispose senza amabilit:  Ce lha di fianco, Nevinson. Da un pezzo.
 Bench Toms fosse molto giovane, non gli piacque che quelluomo non anteponesse Mr al suo cognome, era la prima volta che si parlavano e non sarebbe stato superfluo un minimo di rispetto. E ancora meno gli piacque che Mr Tupra, quando lui fece per salutarlo tendendo la mano, gli facesse con la sua segno di aspettare, come se lo redarguisse: Adesso no, ragazzo, non vedi che sono occupato. Non si volt nemmeno, e quel comportamento dei due sconosciuti accrebbe la sua sensazione di dipendere da loro: lo trattavano come un importuno, come uno che va a chiedere un impiego o implorare un favore; cos ci si rivolge ai subalterni, agli allievi e agli apprendisti, con il cognome e basta. Quel Tupra che non si degnava di guardarlo e lo aveva lasciato con la destra a mezzaria si dondolava lentamente sui talloni, con le mani dietro la schiena, mentre osservava la professoressa del Somerville che frugava ancora fra i libri, non pi di botanica ma di arte: si accovacciava per ispezionare gli scaffali pi bassi, e dato che a quei tempi le gonne si erano accorciate di molto, anche quelle delle quarantenni, mostrava buona parte di due cosce alquanto voluttuose avvolte in un paio di calze luccicanti, ed era questo che Tupra rimirava senza il minimo pudore, in un atteggiamento pi da straniero  uno spagnolo per esempio  che da inglese. 
 Tom osserv la scena trovandosi cos a osservare meglio la donna e a lasciarsi contagiare dalla visione lasciva di Tupra, e gli parve che la docente non solo fosse consapevole, ma si prestasse a quel gioco estraendo grandissimi e ingombranti volumi con i quali finiva accidentalmente per alzarsi ancora di pi la gonna appoggiandoli sulle cosce robuste; e lanciasse rapidissimi sguardi con la coda dellocchio a quelluomo senza ritegno. Era piuttosto sorprendente: a quanto ne sapeva Toms, quella professoressa dalle disusate curve si comportava altezzosamente con la sua legione di corteggiatori, aveva fama di inaccessibile; eppure eccola li, cedere di buon grado alla licenziosit di un cafone pi basso di lei (sia pure a distanza o, per cos dire, in via ipotetica).
 Toms lo guard mentre guardava. Aveva un cranio prominente, dissimulato da capelli voluminosi e ricciuti, tanto che alle tempie gli si formavano quasi dei boccoli. Gli occhi erano azzurri o grigi, ornati da ciglia eccessivamente lunghe e folte, femminili al punto da sembrare finte o truccate. Il suo sguardo pallido aveva laria di essere scherzoso, forse senza lintenzione di esserlo, e abbastanza accogliente o lusinghiero, occhi ai quali nulla di quanto hanno davanti  indifferente, occhi capaci di far sentire degne di curiosit le persone su cui si posano: come se ciascuna avesse una storia meritevole di essere portata alla luce.
 Toms pens che chi sa guardare a quel modo ha gi in gran parte vinto, chi mette a fuoco con nitidezza e allaltezza adeguata, che  quella duomo; chi afferra o cattura, o meglio, assorbe limmagine che ha davanti, finisce probabilmente per rendersi irresistibile a molte donne, qualunque sia la sua classe sociale, professione, esperienza, bellezza o grado di presunzione. Sebbene quel conoscente di Wheeler non fosse propriamente un belluomo e contasse forse sulla sfacciataggine come principale elemento di fascino, bisognava riconoscere che nel complesso risultava attraente, e quellinsieme si imponeva su alcuni particolari poco grati o addirittura oggettivamente repellenti del suo aspetto: un naso rozzo e probabilmente fratturato da un antico cazzotto o da molti altri successivi, come quello di un soggetto che si si trovato a menar le mani fin dallinfanzia e che forse ha praticato la boxe o si  occupato di dare delle sonore lezioni, a volte prendendosi la sua parte; una pelle lustra in modo inquietante e di un colore ambrato infrequente in Inghilterra, con un sospetto di meridionalit; sopracciglia come sbaffi di fuliggine tendenti a congiungersi, di certo ripuliva con le pinzette lo spazio nel mezzo; e soprattutto una bocca troppo carnosa e soffice, o priva di consistenza, ed eccessiva nelle dimensioni, labbra slave che baciando dovevano cedere e allargarsi come plastilina ciancicata e molle o dare quella sensazione, produrre un effetto a ventosa e di sempre rinnovata e inesauribile umidit. Ma loggettivit dura poco, e quando si  dissolta non c pi nulla che faccia ribrezzo, si tende a ignorare ci che  stato sgradevole a prima vista. E non dovevano essere mancate le donne cui quella bocca piaceva, che ne erano eccitate, ci sono uomini che risvegliano impulsi primitivi e seducono senza la minima difficolt, senza alcuno sforzo n dedizione, come se bastasse loro emanare una sessualit malsana, diretta ed elementare.
 Mr Tupra era giovane, ma il suo atteggiamento insolente e navigato rivelava che era un uomo senza et o fermo da secoli in una stessa invariabile et, una di quelle persone che sono diventate adulte prematuramente o lo sono dalla nascita, che capiscono subito come va
il mondo, o quel tenebroso frammento di mondo che  toccato loro in sorte, e decidono di saltare a pi pari linfanzia, ritenendola una perdita di tempo e una scuola di debolezza. Di pochi anni pi grande di Toms, sembrava pi avanti di lui di una vita o due.
 Quindi  un tipo cos,  pens Tom,  di quelli che sono capaci di rinviare o lasciar perdere quello che stanno facendo per tirare il rocco a qualcuno che ha fatto alzare loro le antenne, o solo per goderne la visione. 
 Attese con pazienza  forse era una specie di sottomissione  che Tupra ritenesse concluso il suo flirt virtuale, e ci avvenne solo quando la spettacolare docente del Somerville (ogni minuto che passava Tom ne era sempre pi convinto, ci sono voglie altrui che sanno essere contagiose come una malattia) finalmente si raddrizz, si lisci e risistem con garbo la gonna (da in piedi le arrivava appena sopra il ginocchio, quindi le era salita di parecchio mentre stava accovacciata, troppo perch fosse stato un caso) e cominci a scendere le scale con il libro che aveva scelto, le casse erano al pianterreno, vicino alluscita. Con agilit Tupra prese dalla sezione di poesia lo stesso piccolo volume che Toms aveva sfogliato, Little Gidding, e senza salutarlo n stringergli la mano, quasi senza guardarlo, fece cenno a lui e a Montgomery di seguirlo, come se facessero parte del suo seguito.
 Non pu essere,  pens Tom,  questo tizio continuer a farsi gli affari suoi chiss per quanto, senza che la mia presenza e le mie ansie lo condizionino n gli importino nel modo pi assoluto; adesso si compra il volumetto per ritrovarla alle casse, e magari proporle qualcosa, si spera che almeno le dia appuntamento per la serata e non mi pianti qui proprio adesso, altrimenti il mio problema rimarr un altro giorno senza soluzione, e a ogni ora che passa le cose si metteranno peggio, verr quel Morse, con il suo sguardo tanto comprensivo e per bene, e mi arrester. 
 Lemulo del generale Montgomery gli pos una ferrea mano sulla spalla e
lo spinse dolcemente verso le scale:  Andiamo, Nevinson. In marcia.
 Di nuovo il cognome e basta. Lordine per interposta persona. Di nuovo si sent sminuito e obbed, che altro poteva fare, non aveva nessuno al momento, nessuno a cui rivolgersi. Una volta nella coda per pagare, vide che Tupra si collocava proprio alle spalle della docente senza tenere la debita distanza. Le stava cos incollato che lei doveva sentire il suo respiro nella nuca, se non addirittura il contatto della sua giacca con la parte posteriore della gonna, anche lei portava il soprabito al braccio, come lui. Invece di fare mezzo passo in avanti per evitare leccessiva vicinanza, la docente del Somerville rimase ferma dovera, in attesa che finissero di pagare i clienti che la precedevano.
 Tom si meravigli dellabilit di quelluomo: non solo non suscitava il rifiuto n la diffidenza nelle sue prede, a quanto poteva vedere, ma erano loro stesse discretamente a incoraggiarlo senza dire una parola, quegli occhi grigi o azzurri dovevano emettere segnali caldi e avvolgenti che non offendevano n intimorivano, ma invitavano piuttosto ad abbassare
lo scudo e a togliere lelmo, per meglio offrirsi alla sua attenzione. Allora Tupra butt li unosservazione sul libro che lei stava acquistando (Tomb Sculpture, di Erwin Panofsky, lesse Toms sulla sovraccoperta, un volume pesante di grande formato, e si domand che cosa diavolo avesse da dire al riguardo quellindividuo formatosi probabilmente in sale da biliardo, seminterrati fumosi, bische, piste da bowling, cinodromi e nei peggiori antri di inimmaginabili periferie; nientemeno che Its Changing Aspects from Ancient Egypt to Bernini, recitava il sottotitolo). 
 Subito dopo disse qualcosa di divertente perch lei rise con meno contegno di quanto ci si sarebbe aspettati da una persona illuminata (era davvero sensuale, oppure il contagio cresceva, dagli occhi che assorbivano a quelli che osservavano quellassorbire, niente affatto velato). Tom sentiva poco, Tupra parlava in tono confidenziale, ma lo raggiunsero i nomi che si scambiarono nel presentarsi:  Ted Reresby, per servirla,  disse lui. 
  Carolyn Beckwith,  rispose lei.
 Reresby? Toms ebbe un trasalimento, finch non ricord che il torrione gli aveva confermato che quello era effettivamente Mr Tupra.
 Di conseguenza ne dedusse che questi preferiva non usare sempre il proprio nome, se poi quello che gli aveva dato Wheeler era il nome vero. Forse non voleva mettere in fuga una possibile conquista prestigiosa con un cognome cos scandalosamente straniero, in Inghilterra questo suscitava ancora delle diffidenze, o veniva accolto con degnazione in certi ambienti classisti. Il suo accento e la sua dizione, tuttavia, gli parvero impeccabili, con un lieve accento oxoniense, il che lo port a sospettare una di queste alternative: o Tupra era passato per quelluniversit malgrado quel suo abito pretenzioso, oppure era, come lui, unartista dellimitazione, un superdotato, capace di adottare in un istante la parlata che voleva. Lui e il voluminoso generale Montgomery aspettavano come due guardaspalle o come se fossero in coda anche loro, e Toms non resistette alla tentazione di dissipare il suo dubbio, in fin dei conti quelluomo gli aveva gi rivolto qualche severa parola e aveva riconosciuto la sua esistenza, a differenza di quello che sembrava essere il suo capo.
  Ha detto Reresby?  gli chiese sottovoce.  Non si chiama Mr Tupra?
 Il robusto visconte aveva sempre il suo basco nero calcato sulla testa e il suo Montgomery con gli alamari allacciati, mancava solo che si tirasse su il cappuccio. I baffi erano un riuscitissimo calco di quelli del suo modello, peccato che la sua costituzione fosse lopposto di quella del famoso Generale Spartano, come veniva soprannominato.
 Gett a Tom uno sguardo con la coda dellocchio, cos di traverso che risult sprezzante.
  Mr Tupra si chiama come ritiene meglio in ogni occasione, come ci conviene,  gli rispose tagliente.  Non  ancora il momento di fare domande, Nevinson . 
 Non scendeva dalla sua alterigia, il subordinato, era strano che fosse agli ordini di un uomo evidentemente pi giovane di lui, lemulo del vincitore di El Alamein doveva avere gi compiuto trentacinque anni, almeno. Trattava Toms come un collegiale o come un inferiore gerarchico, era senza dubbio un militare, solo parzialmente in borghese. Tom aveva sempre pi la sensazione che gli stessero dispensando una grazia, anche solo per avergli dato quellappuntamento, per essersi mostrati ai suoi occhi.
 Linarrivabile professoressa Beckwith pag e Tupra lo fece dopo di lei, che si attard per poter uscire con lui nella luce e nella vastit di Broad Street. Tupra o Reresby persisteva nel suo atteggiamento di superiorit: non lo guardava e non gli parlava, era ancora occupato nella sfera della galanteria. Lui e Montgomery lo seguirono come antichi domestici, tenendosi a rispettosa distanza mentre i due si scambiavano numeri di telefono o biglietti da visita, fra brevi battute e risate e si salutavano, dopo aver convenuto di rivedersi di li a poche ore, immagin Tom. Allora Tupra si gett limpermeabile sulle spalle con un gesto disinvolto, quasi spaccone, e sincammin di buon passo verso la strada chiamata St Giles senza nemmeno voltare la testa per invitarli a seguirlo, un mantello che svolazzava al vento.
 Arrivato al pub The Eagle & Child, dove ancora capitava di tanto in tanto Tolkien nellultimo periodo della sua vita, entr con decisione, e i due seguaci si affrettarono a imitarlo, lo studente guidato dal maresciallo, sempre condotto di qua e di l dalla sua grossa mano sulla spalla, una mano salda che tuttavia non arrivava a spingerlo.
 Quando furono seduti a un tavolo accanto alla finestra con tre birre, Tupra si rivolse finalmente a Tom, ma senza giudicare necessario fare le presentazioni. Evidentemente riteneva che ciascuno sapesse chi era laltro, e aveva tutta laria di non sopportare le superfluit. Ormai Toms i sentiva intimidito e sminuito ed era un fascio di nervi o forse, piuttosto, di paure: dal suo risveglio quella mattina aveva passato in rassegna con immaginazione ostinata tutte le cose peggiori che potevano capitargli, da un arresto imminente a una condanna senza appello fino a una vita nelle prigioni inglesi (leggendaria la durezza di quegli istituti di pena), la sua intera esistenza rovinata ancor prima di cominciare. Il comportamento sdegnoso di Tupra e linaspettata presenza del suo ruvido accompagnatore avevano contribuito semmai a innervosirlo e impaurirlo. Quel poco di serenit che gli aveva infuso Wheeler per telefono si era dissolto. Si ripeteva superstiziosamente, afferrandovisi, le sue frasi pi promettenti (ti dar una mano, qualcosa ti suggerir, ti consiglier nel modo migliore,  un uomo pieno di risorse), e cos meno si sentiva accolto da quei due sconosciuti, pi si convinceva che la sua sorte dipendeva da loro, pi si sentiva propenso, nel suo tormento interiore, ad ascoltare e accettare le loro istruzioni. Avevano finito per minare la sua forza danimo con i loro rinvii e la loro assoluta indifferenza, e ora lui si aggrappava a loro come se non ci fosse nessun altro sulla terra.
 Con enorme ritardo, Tupra alz finalmente gli occhi, li tenne fissi su di lui mentre sorseggiava lentamente la sua birra. E dopo aver posato il boccale sul tavolo, intensific lesame e gli rivolse lattenzione lusinghiera che prestava a tutto quanto cadeva sotto i suoi occhi; allistante Toms si sent accolto e di conseguenza ben disposto verso di lui, che fino ad allora non aveva concesso alla sua figura neppure di occupare spazio, neppure la dignit di ostacolo. Con i versi di Little Gidding ancora in mente, Tom riusc a dirsi: Per questo individuo ero come un morto che se ne  andato, un reietto delluniverso. Adesso forse sono un morto che torna, e lo porta con s.
  Il panorama  cupo, Nevinson,  gli disse Tupra senza preamboli; aveva una voce decisamente pi profonda che nello scambio di convenevoli con la professoressa, forse laveva impostata per parlare con lei, oppure lo stava facendo adesso. 
  Lei  stato sfortunato. Il Professor Wheeler mi ha detto. Ho visto il verbale di quel bravo poliziotto, Morse. Lei non gli ha fatto una brutta impressione, ma questo serve a poco. In questo caso non basta. Perci conosco la sua versione, non c bisogno che me la ripeta. Le mostrer un paio di ritratti, vediamo se le dicono qualcosa. Blakeston .
 Allung una mano verso il generale, che anche nel pub teneva in testa il suo basco eroico, forse non se lo toglieva mai, forse non si lavava i capelli, o forse non aveva un solo capello, impossibile saperlo. Si chiamava Blakeston, quindi, a meno che anche lui non si chiamasse come gli pareva opportuno in ogni situazione o contesto. Apr una cartella senza manici che portava sotto il braccio, un accessorio da studentessa; consegn a Tupra una busta da cui questi estrasse otto fotografie di grande formato. Con movimenti da'giocatore Tupra le dispose sul tavolo in due file, come le carte di un poker scoperto.  Guardi bene, non abbia fretta. Chiss che fra questi uomini non ci sia quello che ha suonato alla porta di Janet Jefferys dopo che lei  uscito. A quanto sostiene lei. Chiss che invece non sia venuto nessuno.
 A Toms non piacque quella diffidenza, tuttavia, perch qualcuno avrebbe dovuto credergli, a ben vedere? Perch avrebbero dovuto credergli un giudice o una giuria che non avrebbero avuto la minima idea di niente, come gli aveva fatto notare Wheeler? Tacque e osserv quei volti. Avevano tutti un aspetto abbastanza distinto, chi pi chi meno, rispettabile, chi pi chi meno, benestante. In ogni caso non sembravano delinquenti, gente torva o rozza, facce patibolari, erano ben vestiti e ben pettinati. E le fotografie non erano come quelle segnaletiche, scattate in un commissariato. La parola giusta era quella che aveva usato Tupra: erano ritratti. Non di studio, ma forse fatti per la stampa. Alcuni portavano limmancabile gessato, una mania fra i potenti in Inghilterra. Non tard a focalizzare la sua attenzione su due in particolare, gli altri sei non gli dicevano niente.
  Potrebbe essere uno di questi due,  disse indicando i due volti i cui lineamenti potevano coincidere con quelli che aveva intravisto da lontano: naso con le alette larghe, uno con gli occhi piccoli ma sonnolenti e laltro con gli occhi intensi ma grandi, o abbagliati da un flash; entrambi avevano il mento lievemente diviso, anche se uno ce laveva pi lungo (come quello dellattore Christopher Lee, che in quegli anni impersonava Sherlock Holmes e Dracula), per nellimmagine la fossetta poteva essere unombra, un inganno ottico; i capelli scuri, ma meno ondulati di quelli che ricordava alla luce del lampione, limmagine che non era riuscito a fermare gli sfuggiva. E disperante che quanto pi ci sforziamo di ritrovare nella memoria dei lineamenti e di raffigurarceli, pi questi sfumano e si confondono e ci sfuggono. Succede anche con quelli dei morti cari, quelli che abbiamo visto ogni giorno per molti anni; succede con quelli degli assenti, che tendono a congelarsi in ununica espressione o in un solo sguardo; succedeva a Toms con quelli di Berta appena si separavano, li rivedeva sempre immobili nelle sue rievocazioni, come se fossero appartenuti a un quadro e non a una persona dotata di respiro e movimento. 
  Si, io direi che  questo,  aggiunse scegliendone uno, quello con gli occhi intensi e il mento pi corto.
  Chi ? Come si chiama? 
 E sper il suo nome fosse Hugh, chiunque egli fosse.
 Tupra raccolse i sei ritratti scartati e li tolse subito di mezzo, li rimise nella busta.
  E sicuro, Nevinson? Lo guardi bene. Lei ha visto arrivare questo tizio?  Questo fu il termine che us, bloke, non molto rispettoso.
  Perch se lo ha visto, per lei si mette male, glielo dico subito. Sar meglio che faccia mente locale.
  Per me? Che colpa ne ho? Del tutto sicuro non posso esserlo.
 Tenga conto che lho visto di notte, per un secondo. Questa  solo una fotografia, non so neppure se recente. Forse se lo vedessi di persona lo riconoscerei meglio, o saprei che non  lui: per la statura, la costituzione, il modo di camminare. Se questo signore fosse alto uno e novanta non sarebbe lui, tanto per dire.
  Non credo sia alto pi di uno e settantacinque.
  E allora probabilmente si, propendo a pensare che sia lui. Perch la vede dura?
 Il maresciallo Blakeston si lisci il baffo come se avesse bisogno di qualche genere di preparazione meccanica, manuale, nervosa, prima di intervenire in presenza del suo capo e senza un esplicito invito a parlare, e intervenne picchiando con lindice sulla fotografia di quelluomo. Poi ci sarebbe stato da pulirla per bene, dalle impronte e forse dal sudore e da qualche goccia di birra.
  Non lo aveva mai visto prima, Nevinson? Voglio dire in televisione o sui giornali? Non che compaia molto spesso, ma a volte capita. Questuomo  Qualcuno . E suon cos, come lo aveva detto Janet nella sua ultima sera, con la maiuscola. Aveva usato esattamente la stessa espressione. 
  Potrebbe esserle familiare per questo motivo, e non perch lha visto sul portone della sua amante? Ci pensi. 
 A Toms suon strana la parola amante, era antiquata gi allora, e mai avrebbe pensato alla commessa di Waterfields in quei termini pomposi. Era semplicemente una ragazza con cui andava a letto ogni tanto, senza intenzioni di continuit e senza pensarci troppo. Succedeva di continuo tra i ragazzi della sua et, studenti e non. Se cera qualcuno di cui Janet era l'amante, era quello Hughes di Londra: stavano insieme da anni, lei era scontenta, stanca che non ci fossero cambiamenti, e gli aveva dato un ultimatum.
  No, guardo pochissimo la televisione e i giornali li scorro soltanto. Non ho idea di chi possa essere. So solo che lho visto laltro ieri sera in St John Street, mentre suonava a un citofono che non so neppure se fosse quello di Janet, questa  la verit. E nemmeno potrei giurare che fosse lui. Mi sembra che gli assomigli molto, ma cosa vuole che le dica, certezze non ne ho. Chi ? Come si chiama? 
 Torn a chiedere, e adesso non sapeva pi se sperare che si chiamasse Hugh o meno, dopo essere stato avvertito con quel: Si mette male.
 Tupra prese di nuovo la parola, scostando con mano imperiosa il dito di Blakeston senza toccarlo, come chi scaccia un insetto. Questi lo aveva lasciato piantato sulla foto in un eccesso di enfasi.
  E un Mp,  disse. 
 Toms, che non viveva da molto in Inghilterra, ci mise qualche attimo a ricordare che quelle iniziali, di uso frequente, corrispondono a Member of Parliament.
  Si chiama Hugh Saumarez-Hill, e il fatto che lei lo abbia visto sarebbe verosimile, in quanto sappiamo che da tempo aveva una relazione con Janet Jefferys. Avrebbe senso che fosse andato a farle visita, quindi.
  Lo sapevate? Chi? Voi due? E ovvio che si tratta di lui, allora.
  Noi due siamo pi di due, e pi di cento, non lo so quanti siamo.
  Forse pi di mille, Bertram,  puntualizz il visconte Blakeston con orgoglio, dopo essersi toccato rapidamente il baffo. 
 Ma Tupra continu a non dargli retta:  E fra tutti ne sappiamo abbastanza. Non tutto, ma abbastanza. Alcuni sanno delle cose e altri altre, ma fra tutti quanti sappiamo quasi tutto, almeno sugli Mp e su chiunque ricopra incarichi di responsabilit. In base a questi dati sarebbe verosimile che i due uomini fossero la stessa persona, ma non possono esserlo, perch Mr Saumarez-Hill  al di sopra di ogni sospetto. Il nostro diligente Morse ha gi parlato con lui e con alcune persone del suo ambiente,  stato a Londra ieri.
 Mr Saumarez-Hill non ha negato la sua relazione con Janet Jefferys, sarebbe stato sciocco da parte sua. Lha vista lultima volta lo scorso fine settimana, come al solito, e non ha idea di chi potesse volere del male a quella signorina, alla quale non veniva mai a far visita qui, era lei ad andare da lui, si incontravano in un piccolo appartamento di propriet della sua famiglia, di cui si serve occasionalmente come ufficio e per riunioni informali di lavoro. 
 Mr Saumarez-Hill riconosce di fare vita separata da sua moglie, con la quale non ha molte attivit in comune, neppure il sabato e la domenica. La politica lo assorbe completamente, un pretesto abusato ma pi o meno credibile o al quale si pu far finta di credere.
  Se io fossi sua moglie, non ci crederei,  puntualizz Blakeston, e di nuovo Tupra continu come se non avesse sentito.
  Il tizio, quindi, ignora che vita facesse la Jefferys nei giorni lavorativi, chi fossero i suoi amici. Di lei, Nevinson, non aveva sentito neppure il nome; questo  spiegabile, ovviamente .
 Era strano che nei confronti di quelluomo passasse dal nominarlo rispettosamente al riferirsi a lui in quel modo, quasi con spregio; sembrava deliberato, non una disattenzione.
  Certo, non una grande curiosit per quello che faceva la sua amica, sembrerebbe, ma cosa vogliamo farci, c gente che si interessa di quello che le interessa e il resto  superfluo. Comunque la serata di mercoled lha passata interamente a Londra e ha dei testimoni. Non pu essere venuto a Oxford, a meno che i suoi testimoni si sbaglino o mentano. La prima ipotesi  improbabile, non  passato molto tempo; della seconda non ci sarebbe da stupirsi, capita spesso, in tutti gli ambienti. Ma siccome non  possibile provarlo, le testimonianze sono valide. Perci le dicevo che se  questo il tizio che ha visto si mette male, perch  escluso e il principale indiziato rimane lei, lunico, in pratica. Tutto sar contro di lei perch non c nessun altro, capisce? Dare la colpa a un ladro o a un maniaco, be, lo si fa solo in casi di estrema incertezza, oppure quando  passato molto tempo e si brancola ancora nel buio. Oggi  prematuro.
  Oggi sarebbe inammissibile, essendoci un soggetto che ha avuto un rapporto sessuale con la vittima intorno allora in cui  stata uccisa,  conferm Blakeston, questa volta dopo essersi sistemato il basco che non aveva bisogno di essere sistemato.
  Come ha detto Blakeston in modo semplice ed efficace, Mr Saumarez-Hill  Qualcuno. E influente ed  importante ed  sostenuto dal suo partito. Un whig con un futuro, capisce? La polizia non cercher di incastrarlo senza sufficienti motivi n indizi. Anzi, perfino se ce ne fossero tenderebbe a soprassedere, a indagare in altre direzioni, a frenarsi, perch lui  lui. Lei, invece  Tupra fece una pausa e guard Toms dallalto in basso con i suoi occhi penetranti, come se in realt quello che stava guardando fossero la paura e labbattimento, e limminente resa che viene dopo. 
  Lei, invece, non  nessuno.
 Un reietto delluniverso,  pens subito Tom Nevinson, ricordando le parole di Wheeler, ricopiandosele mentalmente,  ma detto in modo pi crudo e senza nulla di letterario. Come se non fosse il destino di tutti noi, come se non fosse quello che tocca a quasi tutti fin dalla nascita, passare sulla terra senza che la nostra presenza la alteri minimamente, come se fossimo qui solo per fare scena, comparse di un dramma o figure immobili per leternit sullo sfondo di un dipinto, massa indistinguibile e prescindibile e superflua, tutti sostituibili e invisibili, tutti dei perfetti nessuno. Le eccezioni sono talmente poche che si pu dire che non contano, e perfino di questo non rimane traccia nel giro di poco tempo, di un secolo o di dieci anni: per lo pi finiscono per subire la stessa sorte di quelli che non hanno mai contato niente ed  come se nessuno fosse mai esistito, o fosse esistito alla stessa stregua di un filo derba, un granello di polvere, una vita, una guerra, un pugno di cenere, un vento, che per Wheeler  gi qualcosa ma che nessuno per ricorda. Nemmeno le guerre si ricordano, una volta sgombrato il campo. Non volle addentrarsi in quei pensieri, doveva occuparsi della sua situazione, di se stesso, e con urgenza. Gli venne unultima folgorazione, come un puerile risarcimento: Anche quel Saumarez-Hill lo , malgrado quello che credono loro; anche lui  un nessuno, se divideva la sua amante con me e si metteva al mio stesso livello attraverso di lei, che lo sapesse o non lo sapesse.
  Tenderebbe a frenarsi?  domand con sincera sorpresa e una punta di desolazione intempestiva. 
 Sarebbe stato normale in Spagna, un paese soggetto a un regime dittatoriale, con una polizia insieme arbitraria e servile, corrotta allorigine. Ma non se lo sarebbe aspettato in Inghilterra. Forse cerano ambiti, sfere, in cui tutti i paesi si assomigliano, comunque siano governati.
  Anche quel Morse? Non mi  sembrato di quelli, di quelli che chiudono un occhio e incrociano le braccia.
  Forse lui no,  rispose Tupra, e torn a bere la sua birra senza perderlo di vista un attimo  , ma lui ha poco peso,  una pedina e non cambia niente. Non far molta carriera se non si adegua. Dipende dai suoi superiori e sta ai loro ordini, e loro pi sono in alto pi sono sensibili. Sensibili ai favori, voglio dire. Non tanto a riceverli, quanto a farli. Fare favori  quello che piace di pi alla gente, Nevinson. Lo avr osservato anche lei malgrado la sua giovent, lo sa anche un bambino, gli basta avere a che fare con gli adulti per riceverne. Ricevere favori sminuisce, farne ingigantisce.
  Ci si sente benissimo a farne,  puntualizz Blakeston, che non dissentiva dal suo giovane capo, evidentemente. 
  Anche se non verranno ricambiati. Ci sono quelli che non ringraziano e nemmeno se ne ricordano. Sono quelli che non si sentono sminuiti. Ingrati e superbi, pensano che a loro sia tutto dovuto. Ce ne sono parecchi. Ma ci si sente benissimo, anche quando i favori si fanno a vuoto .
 Doveva parlare per esperienza, probabilmente era di quegli uomini privi di iniziativa che bisogna mettere in moto e dirigere come giocattoli a molla, che servono per servire e non si aspettano mai nulla in cambio, se non nuove istruzioni e nuovi compiti che li tengano in funzione. Senza uno stimolo esterno andrebbero in letargo, dalla culla alla tomba senza tregua.
  Gi,  disse Toms.  E allora? Che cosa mi consigliate? Volete farmi un favore, deduco, malgrado io non sia nessuno, e in effetti ne ho un gran bisogno. Senza, sono gi sminuito, che mi importa di sminuirmi un po di pi se mi tiro fuori da questo guaio? Il Professor Wheeler mi ha detto che lei poteva darmi dei consigli. Mr Tupra, mi ha raccomandato di ascoltare i suoi suggerimenti, ma lei non me ne ha ancora dati, vero? Mi presentate un panorama nerissimo, pi di quanto non fosse prima di incontrare voi. Speravo che quello Hugh mi salvasse, che lattenzione si concentrasse su di lui, e adesso mi dite che proprio perch  lui luomo che ho visto quella sera, o cos credo, la mia incriminazione  pi vicina e la mia condanna pi probabile, non  cos?
 E si ricord che anche Wheeler lo aveva avvertito:  Sei in un guaio peggiore di quanto immagini. Ci sono elementi che ignori e che ti renderanno difficile uscirne.
 Si riferiva al fatto che il fidanzato di Janet sedeva in parlamento, quindi lo sapeva gi, doveva essere fluida e costante la comunicazione fra lui e Tupra, chiss qual era il rapporto fra loro due.
 I suoi interlocutori tacquero entrambi, fu una forma di assenso; quando una cosa  evidente non occorre sprecare nemmeno una parola. Tupra lo guardava con un brillio di burla negli occhi, come se la situazione lo intrattenesse, pi che divertirlo apertamente. Doveva essere abituato a destare sconcerto o disperazione, a far credere alla gente che non aveva via duscita o che questa dipendeva da lui (forse era il suo lavoro, mettere alle corde i suoi interlocutori e obbligarli a chiedere una soluzione, un accordo, un compromesso, una via di fuga; obbligarli senza essere brusco, come se non stesse imponendo nulla, il disprezzo fa gi il suo lavoro, scoraggia e mina lamor proprio). 
 Blakeston cercava di imitare il suo superiore, ma non ci riusciva: il suo sguardo fisso su Tom era neutro o, peggio ancora, indecifrabile. Non aveva neppure toccato la sua birra, si era limitato a soffiare via la schiuma pi volte, anche quando questa era sparita. Tom si strofin gli occhi con i polpastrelli del pollice e dellindice, non reggeva lo sguardo inquisitivo cui i due lo sottoponevano, come se toccasse a lui proporre qualcosa, e non a loro. Tir fuori una sigaretta, la bruma che lo avvolgeva gli fece commettere la scortesia di non offrirne, Tupra ne prese una delle sue, da un pacchetto con figure egizie multicolori di faraoni, la marca era Rameses II; ciascuno accese la sua, Toms una Marcovitch, come quella che Janet gli aveva fatto cadere mentre lo graffiava. Che strano che quelle dita non possano pi accarezzare n graffiare n prendere niente,  pens,  laltra sera potevano fare quello che volevano e adesso pi nulla, questo non ha senso e la morte non assomiglia alla vita, non ha il minimo senso che luna segua allaltra, e ancor meno che la sostituisca.
 Anche il graffio e la sigaretta trovata da Morse sarebbero stati elementi contro di lui, si tocc la piccolissima crosticina. Lo irrit vedere tutto cos stupidamente nero, il suo futuro spento, o cos rannuvolato. 
  E concludendo, voi chi siete? Chi rappresentate?  
 Si rese conto che non lo sapeva. Lo supponeva, ma n Tupra n Blakeston n Reresby n Montgomery si erano in realt presentati, n lo avevano informato di quali erano le loro mansioni, n a quale corpo appartenevano, ammesso che vi appartenessero (magari lavoravano per conto loro, erano criminali con una certa capacit di transazione, di ricatto, Wheeler aveva contatti in tutti gli ambienti, secondo Southworth), e neppure gli avevano mostrato un tesserino o un distintivo, non sapeva quanta influenza avessero n al di sopra di chi stavano, se il loro potere fosse di vasta portata, se pi vasta di quello della polizia, di quello della giustizia, di quello del gabinetto addirittura. Si fece lillusione che fossero onnipotenti, tanto da cancellare lepisodio intero, perfino la morte per strangolamento, riportando indietro Janet; ma questo pensiero gli dur solo un attimo. Non si erano nemmeno offerti di aiutarlo, non ancora. Pi che altro gli avevano evidenziato delle difficolt, per il momento questo era tutto. In verit lui non aveva idea di con chi stesse parlando. Eppure si era messo nelle loro mani, si era consegnato.
 Allora Tupra si fece una breve risata, con simpatia. Nel complesso era un uomo simpatico, nonostante il suo atteggiamento di superiorit: malgrado il suo lavoro fosse mettere alle corde e dissuadere, offuscare le prospettive e far perdere ogni speranza, lo faceva con garbo e delicatezza. Di sicuro poteva diventare freddamente e metodicamente violento (quel naso rozzo e fratturato, quel cranio prominente, per quanto i ricci cercassero di attenuarlo), ma finch ci non avveniva prevaleva in lui una certa affabilit (quelle ciglia folte, la bocca perennemente umida). Anche Blakeston scoppi a ridere, in ritardo.
 Ne aveva ricevuto il permesso o lesempio.
  Chi rappresentiamo, chiede il ragazzo, ti rendi conto, Bertram? Ci chiede chi rappresentiamo, la domanda pi assurda di tutte,  esclam giocosamente, e questo lo fece ridere ancora di pi, cominci a ridere in modo irrefrenabile : stridulo, una risata infinitamente pi acuta della sua voce, unilarit che continuava a crescere, una crisi in piena regola, ahahah, ahahahah, ogni risata pi squillante e prolungata di quella prima, al punto che gli avventori del The Eagle & Child girarono gli occhi verso il loro tavolo, irrigidendo il collo turbati, fino a quel momento la conversazione si era svolta in tono sommesso, non era il caso di attirare lattenzione e adesso Blakeston la invocava a nitriti, e siccome non era neppure troppo normale andare in giro vestiti da eroi di guerra, baffi compresi, tutti da quellistante in poi si sarebbero ricordati di lui, un visconte isterico.
  Nessuno, Nevinson, nessuno. Appunto questo  il bello, noi non rappresentiamo mai nessuno,  furono le parole che riusc a inserire fra i suoi scoppi di ilarit esagerata. Quella risata era contagiosa e imbarazzante insieme, una risata cos Tom laveva sentita solo a certi omosessuali candidi e gioviali, il vero maresciallo Montgomery lavrebbe disapprovata, si sarebbe indignato nel vedersi associato a uno sfogo di quel genere, sia pure per linterposta persona di un imitatore. Gli alamari allacciati impedivano a Blakeston il completo espandersi della risata. Toms pens che sarebbero saltati, ma quello che sopravvenne fu un accesso di tosse mentre lui non la finiva di ridere, tutte e due le cose mescolate.
  Basta, Blakeston,  gli disse Tupra.  Smettila di ridere e bevi qualcosa. Soffocherai se non la smetti .
 Ma, contagiato anche lui dal riso, non suon autoritario. Pure Tom rise, malgrado la sua angoscia.
 Montgomery si tir su il cappuccio, sopra il basco, si copr la bocca con due o tre tovaglioli di carta, e a poco a poco riusc a calmarsi. Poi finalmente bevve la sua birra, ne mand gi met in un solo sorso.
  Pardon, pardon,  disse in francese.  Mi  sembrata una gran bella domanda, fatta a noi . 
 E fu sul punto di ricominciare a ridere in condizioni pi difficili (stretto dal cappuccio che lo irrigidiva), per fortuna si trattenne.
  Blakeston non ha torto,  disse Tupra rivolto a Toms,  anche se non fa poi cos ridere. A volte lamico si lascia andare, per fortuna gli capita molto di rado. Quello che lo diverte tanto  che noi non risultiamo da nessuna parte, n in forma ufficiale n ufficiosa. Siamo qualcuno e non siamo nessuno. Ci siamo ma non esistiamo, o esistiamo per non ci siamo. Facciamo per non facciamo, Nevinson. O non facciamo quello che facciamo, o quello che facciamo noi non lo fa nessuno. Accade, semplicemente . 
 Erano frasi che a Toms suonarono come se le avesse scritte Beckett, autore che in quegli anni andava di moda tra gli intellettuali e le cui opere erano accolte nei teatri di Londra con venerazione elitaria; in fondo non da molto gli avevano dato il premio Nobel, Tom capiva ma non capiva, per rimanere in tema.
  Possiamo cambiare le cose ma di noi non c traccia, e di quei cambiamenti non siamo responsabili. Nessuno pu chiederci conto di quello che facciamo e che tuttavia non abbiamo fatto. E nemmeno prendiamo ordini da nessuno, non ci manda nessuno, dal momento che non esistiamo.
  Non sono sicuro di capire, Mr Tupra.
 Blakeston si era calmato completamente, ormai, quindi tir gi il cappuccio, e in quel movimento trascin anche il Basco, lasciando la testa allo scoperto per un istante, e mostrando uninaspettata chioma fino alle spalle, sul rosso, che si era raccolto scrupolosamente dentro il copricapo e che di colpo lo trasform in una specie di Hells Angels ancora pi ntimidatorio. Assunse un aspetto selvaggio, perse ogni marzialit per qualche secondo, solo qualche secondo, perch con grande perizia torn a tirarsi su i capelli con una mano e con laltra si rimise subito dopo il basco (privo di insegne militari) del generale che avrebbe aborrito quella capigliatura ancora pi delle risate acute. Il risultato delloperazione fu che i tovaglioli con cui Blakeston aveva soffocato la sua tosse gli finirono dentro il cappuccio senza che lui se ne accorgesse, Tom non riusciva a staccare gli occhi di li, erano appallottolati e sporgevano come grumoli di cavolfiore in una sporta.
  Noi siamo come il narratore in terza persona di un romanzo, qualcosa di simile, Nevinson, lei ha letto dei romanzi,  prosegu Tupra in tono didattico.
  E lui che decide e racconta, ma nessuno pu interpellarlo n mettere in dubbio quello che dice. Non ha nome e non  un personaggio, a differenza del narratore in prima persona; viene creduto e ci si fida di lui, quindi si ignora perch sa quello che sa e perch omette quello che omette e perch tace quello che tace ; come mai ha il potere di determinare il destino di tutte le sue creature, ma nonostante questo non lo si mette mai in discussione. E evidente che c, ma al tempo stesso non esiste, o viceversa,  evidente che esiste, ma al tempo stesso  introvabile. E addirittura indiscernibile. Parlo del narratore, attenzione, non dellautore, che se ne sta in casa sua e non risponde di quello che il suo narratore riferisce; neppure lui pu spiegare come mai il narratore sa quello che sa. Detto in altre parole, il narratore in terza persona, onnisciente,  una convenzione che si accetta, e chi apre un romanzo non si chiede perch e a che scopo prende la parola, e non la molla pi per centinaia di pagine, quella voce di uomo invisibile, quella voce autonoma ed esterna che non viene da nessuna parte . 
 Fece una pausa, si arrotol un ricciolo sopra la tempia, bevve un sorso della sua birra ormai sgasata.
  Be, noi siamo qualcosa di analogo, una convenzione che si accetta, come si accetta senza obiezioni lintervento del caso, come si accettano e non si discutono i fatti e gli accidenti, le malattie, le catastrofi, le fortune e le disgrazie. Noi possiamo sventare una disgrazia, come un colpo di vento che cambia direzione e salva una nave, o come una bruma che cala e nasconde gli inseguiti ai loro inseguitori, o come una nevicata che cancella le tracce dei primi, disorientando i secondi e i loro cani, o come la notte che impedisce di andare avanti e di vedere. O perfino come il mare che si apre lasciando passare gli ebrei e poi si richiude sullesercito del faraone che segue le loro tracce per annientarli. Noi siamo cos, e infatti non rappresentiamo nessuno.
 Ci risiamo,  pens Toms:  loro sono un filo derba, un granello di polvere, una vita senza origini e una guerra senza motivo, un pugno di cenere, una colonna di fumo, un insetto, insieme qualcosa e nulla. 
 Ma il messaggio che trattenne fu questo: Noi possiamo sventare una disgrazia. Forse era vero, forse potevano sventare quella che incombeva su di lui, ma continuavano a non dirgli come, di che cosa avevano bisogno per trasformarsi in colpo di vento, in neve, in bruma, in notte o in mare che si apre. Non pot trattenersi dal fare unosservazione, per:  Lei ha studiato letteratura, vero, Mr Tupra? Se ha riflettuto su questo.
 Tupra rise di nuovo, con una specie di degnazione che sembrava dire: Per chi mi hai preso? Per un uomo dazione e basta, uno che non pensa? Si, sono capace di entrare in azione lasciando da parte ogni scrupolo, ma lo faccio consapevolmente, lo faccio pensando.
 Era come se avesse venticinque anni pi di lui, invece che quattro o cinque.
  Io ho studiato molte cose,  rispose,  qui a Oxford e anche da altre parti. E tutta la vita che imparo. La mia materia era la storia medievale, ma abbiamo avuto dei maestri in comune, e forse saranno loro a salvarla, indirettamente, Nevinson. 
 Questo spiegava il lieve accento oxoniense che Toms aveva colto. Si domand come fosse stato ammesso in quelluniversit classista un uomo che, per il resto, poteva benissimo provenire da un sobborgo depresso di Londra come Bethnal Green, o da posti ancora peggiori come Streatham, Clapham o Brixton. Doveva essere pieno di virt, di astuzia e di risorse, come aveva detto Wheeler. Doveva avere il potere di convincere la gente, o la gente doveva aver paura di lui.
  Indirettamente?
  Si, attraverso di noi,  disse Tupra sorridendo.  Attraverso la bruma che cala. Lei sa chi  intervenuto.
 Allora Toms trov il coraggio di chiederlo senza girarci intorno:  Voi potete sventare la mia disgrazia?  Si, questa era la frase a cui si era aggrappato.
  Forse. Dipende. Forse possiamo fare in modo che, da quel nessuno che , anche lei diventi Qualcuno, vero, Blakeston? 
 Blakeston annu a met, dubbioso. 
  In questo caso sarebbe blindato, come Hugh Saumarez-Hill. Non nello stesso modo n per gli stessi motivi, ma in grado analogo. Certo, sarebbe un problema sottrarre alla giustizia entrambi i soggetti che si sono trovati a casa di Janet Jefferys nella notte peggiore per farle visita, non dico per andarci a letto. Lei di sicuro si, Mr Saumarez-Hill forse, o forse no. Comunque sia, tutti e due fuori dalla scena, di colpo. Si, sarebbe un piccolo problema, ma risolvibile. Insomma, adesso dipende da lei, Mr Thomas Nevinson. Che ci convenga nevicare, o cambiare la direzione del vento .
 E per la prima volta non lo chiam solo per cognome ma anteponendo il Mr e il nome, come se in questo modo volesse attirarlo, come se gli preannunciasse la considerevole differenza fra non essere nessuno ed essere Qualcuno.
  E quando venissimo sottratti entrambi, cosa succederebbe? Non sarebbe uno scandalo? Che cosa direbbe quel Morse? Quale spiegazione ci sarebbe?
  Si, lui potrebbe prendersela e protestare, e forse anche
il suo immediato superiore, se fossero della stessa pasta. Ma le loro proteste non andrebbero molto lontano. Verrebbero subito messe a tacere, come in tutti i corpi dove vige una gerarchia. Lomicidio di Janet Jefferys rimarrebbe un caso irrisolto, per ora: mancanza di prove, mancanza di elementi su cui fondare unaccusa solida; nessuno ha voglia di istruire un processo che non vincer. Sono molti i delitti che rimangono cos. A volte passano anni prima che si trovi un colpevole, a volte non lo si trova mai. Guardi gli archivi di mezzo secolo fa, di venti, di dieci anni fa. In questo paese la gente  molto attenta ai casi di cronaca nera, ci si appassiona. Ma poi se ne dimentica se non ci sono sviluppi e non c un finale, a parte qualche fuori di testa che continua a scrivere lettere alla polizia finch non si stanca. Se la gente conoscesse il numero degli omicidi che rimangono insoluti, griderebbe allo scandalo e vivrebbe perennemente spaventata. Ma si distrae con quelli che invece vengono risolti, ci sono abbastanza processi e condanne per dare unimpressione di efficienza. Se lo si domandasse alla popolazione, la maggioranza si dichiarerebbe convinta che la nostra polizia e il nostro sistema giudiziario funzionano meglio che in qualunque altro paese, e che qui un assassino difficilmente rimane impunito. Ma la gente non tiene conto di ci che si diluisce nelloblio. O di quello che fluttua in un limbo che nessuno vede pi.
 Questultima frase dovette piacere molto a Tupra, perch la disse dopo una pausa, come una coda. 
  Entro sei mesi nessuno si ricorderebbe pi di Janet, tranne i parenti e gli amici pi intimi. Non se ne ricorderebbero nemmeno gli abitanti di Oxford che oggi sono in subbuglio e in attesa di notizie, e che rimarranno cos per diverse settimane. Poi un po meno. Non si resiste a lungo sulle spine se non ci sono novit.
  Ma girer voce che sono stato con lei. La vicina che mi ha visto lavr gi detto a qualcuno. Verr guardato male, si sospetter di me, la gente si chieder perch non mi arrestano e mi faranno il vuoto intorno. O, peggio, mi saranno ostili.
  Pu darsi, per quelle settimane,  disse Tupra con tranquillit.  Poi penseranno che probabilmente lei non centrava, che  innocente, proprio perch non sar stato arrestato n incriminato. Potrebbero anche arrivare a pensare: Povero ragazzo, hanno ammazzato la sua amica proprio la sera che era stato con lei, come devesserci rimasto. Lui lha accarezzata, poi lhanno strangolata. Del resto non le manca pi molto per finire questo anno di corso, ed  lultimo, no? Non rimarr qui ancora a lungo. Torner in Spagna o verr destinato temporaneamente altrove, per perfezionarsi. E quando le capiter di venire in visita a Oxford, nessuno si ricorder di lei n la collegher pi con niente.
  Tutto questo, ovviamente, se sventiamo la sua disgrazia, se viene sventata, intendo,  puntualizz Blakeston.
 Se non si sventa  probabile che rimarr qui per molti anni, invece,  pens Toms in un lampo.  Dietro le sbarre : dietro un muro, circondato da assassini. 
 Osserv che Blakeston aveva lasciato fuori dal basco una ciocca dei suoi lunghi capelli rossi, e che questa gli scendeva giu dal lato sinistro della nuca dandogli unaria bizzarra da mongolo o da tartaro, e per di pi quel lungo pendaglio faceva impressione. Con un cenno lo avvert e il visconte si affrett a nasconderlo. Allora ne approfitt per infilargli una mano nel cappuccio e tirarne fuori i tovaglioli, che pos sul tavolo con ribrezzo, lasciando stupefatti i due uomini.
  Dite che dipende da me. Come, esattamente? Che cosa dovrei fare? 
 Ormai lo sapeva, ma aveva bisogno di sentirselo dire. Era una decisione troppo importante perch potesse prenderla sulla base di congetture, anche se in realt queste non erano pi tali, erano certezze.
  Non molto tempo fa,  disse Tupra,  uno dei nostri comuni maestri le ha fatto una proposta interessante che lei ha rifiutato, mi pare. Di essere utile al paese e servirlo grazie alle sue eccezionali capacit. Il nostro  un paese riconoscente e affidabile, a differenza del suo, a quanto mi  dato sapere, bench io vi abbia trascorso solo dei brevi periodi. Lei non si fiderebbe di quanto le venisse promesso da uno spagnolo, vero Nevinson? O molto poco. Meno ancora se si trattasse di uno spagnolo dotato di potere, mi riferisco a qualcuno in grado di far calare il buio, di aprire le acque per farla passare... Non avrebbe mai la certezza che poi non le richiudesse prima del tempo, o che non dissipasse la bruma quando ormai lei crede di essere in salvo e invece  ancora visibile ai suoi inseguitori. Qui manteniamo la parola data, invece. Se lei accettasse di collaborare con noi diventerebbe Qualcuno, e la povera Janet Jefferys dovrebbe aspettare molto tempo perch le si renda giustizia. Viviamo nella superstizione che i morti tengano alla punizione dei loro assassini. E certo, forse  stata la cosa a cui hanno tenuto di pi subito prima del loro ultimo respiro, quando ancora cercavano di vivere e lottavano e si dibattevano o resistevano al loro assassino; ma quel momento immediatamente  gi lontano, diventa passato remoto non appena smettono di respirare. Noi subiamo la superstizione che attribuisce ai morti i desideri e le reazioni dei vivi, la nostra immaginazione non pu farne a meno, ma labisso  troppo grande e a loro non importa pi nulla delle cose che volevano quando erano in vita, neppure di quelle che hanno voluto per ultime. Loro possono aspettare fino alla fine dei tempi, se necessario, perch non sanno di aspettare, non intendono pi questo concetto, dellattesa. In realt non anno pi niente. Non possono essere impazienti e nemmeno avere desideri.
 Non  questo quello che pensa il poeta, si disse Tom rapidamente.
 E quello per cui i morti non trovavano parole, da vivi,  ricord,  te lo possono dire da morti.
 In effetti [quei versi gli erano suonati incomprensibili, e poi aveva fretta di definire una cosa:  Janet dovrebbe aspettare comunque di avere giustizia, anche se io venissi arrestato e incriminato, se ho ben capito quello che mi si prospetta. Perch io non lho uccisa, penso questo vi fosse chiaro. Per il nostro comune maestro lo  senzaltro, almeno. Ve lo avr detto.
 Tupra alz le spalle e sorrise, di nuovo con simpatia, quasi con tracotanza. Era un uomo soddisfatto di s, della propria personalit e del proprio aspetto, come spesso accade a coloro che hanno successo con le donne. Era sicuramente convinto che quel suo abito gessato fosse il massimo del buon gusto.
  Non importa quello che pensa lei. Non importa quello che pensiamo noi. Non importa quello che lei dice. Nessuno pu avere la certezza di nulla tranne la morta, ammesso che abbia visto il suo assassino, e potrebbe non averlo visto se lha presa alle spalle; ma adesso  morta e non  in grado di articolare parola. Lei pu averla uccisa, nessuno di noi pu saperlo e non  escluso, sar sempre una possibilit, un giudice o una giuria potrebbe ritenerlo probabile o perfino provato. Questa  lunica cosa che conta, quello che rimane scritto e che la giustizia stabilisce. Li dove la giustizia si pronuncia e ci sono documenti scritti, certo, di molte cose non resta nulla di scritto, noi lo sappiamo bene. Parte del nostro lavoro consiste nel fare in modo che non restino prove del nostro lavoro. Ma se lei continua a essere un nessuno, Nevinson, rischia di esporsi alle decisioni di un giudice o di una giuria, di mettersi nelle loro mani e di finire molto male . 
 Era qualcosa di simile a quanto gli aveva detto il protettivo Mr Southworth, e aveva a che fare anche con il disprezzo di Wheeler per la giustizia. In quella citt nessuno la considerava indispensabile, e nemmeno ne aveva grande stima. O questo avveniva nellambito in cui si muovevano Tupra, Blakeston e Wheeler (e lascendente di questultimo su Southworth era forte); forse loro la eludevano, o la scavalcavano, come se fossero davvero vento, notte, neve o bruma, e non dovessero rendere conto a nessuno, e quello che facevano non fosse soggetto alla legge e non ne rimanesse alcuna traccia scritta. 
  Lei  giovane, sarebbe un peccato,  aggiunse Tupra in tono di circostanza.  Ha appena cominciato la sua vita,  ancora uno studente.
  E chi mantiene la parola data?  chiese Toms.  Chi, se non rappresentate nessuno? Se ci siete ma non esistete, o esistete ma non ci siete, cosa cambia? Non so come ha detto lei. Se fate per non fate, se siete qualcuno e non siete nessuno? Questo paese sar anche riconoscente e affidabile, come voi sostenete, ma io non so con quale entit di questo paese sto parlando, chi mi sta facendo la promessa di cancellarmi dal quadro. Come vuole che le risponda, se nessuno le chieder mai conto, se nessuno la manda o le d ordini? Con chi parlo, quindi, con un fantasma?
  Perch tante storie, Nevinson?  intervenne Blakeston spazientito.
  Lei sta parlando con Mr Bertram Tupra, ed  venuto allappuntamento per questo, per essere aiutato . 
 Pronunci il nome del suo capo in un tono che sfiorava lidolatria, come se per lui Tupra fosse una specie di istituzione, un totem. Colpiva tanta ammirazione per un uomo chiaramente pi giovane.
  Ah, si?  rispose Toms lievemente irritato.  Magari viene fuori che sto parlando con Mr Ted Reresby, come ha creduto di fare la Beckwith poco fa. Neppure il suo nome sembra molto certo.
 Tupra parve divertito, o compiaciuto, dalla capacit di attenzione di Toms Nevinson. Forse trov buffo che avesse drizzato lorecchio quando si era presentato allesplosiva professoressa del Somerville. Ma ignor il suo commento.
  Ancora non lo sa, Nevinson? Davvero non sa con chi sta parlando? Andiamo, il nostro comune maestro  stato esplicito, cos mi ha detto. Come lo  stato lei nel suo rifiuto, che delusione gli ha dato. Ma per continuare con gli esempi: se la nebbia la toglie dai guai, lei mica le chieder garanzie di durata preventive. Ne approfitter e basta, non  vero? Sperando che non se ne vada e la nasconda abbastanza a lungo da permetterle di mettersi in salvo. Anzi, vi si immerger, vi si fonder e vi si mescoler, da quel momento in poi diventer nebbia anche lei. Nebbia inglese, famosa da secoli per la sua impenetrabilit. E si fider ciecamente, altroch se si fider, erch adesso anche lei ne far parte, e la nebbia la accompagner ovunque andr. Lei far parte degli accidenti, del caso, delle malattie, delle fortune e delle disgrazie. E col tempo diventer come noi: lei accadr, semplicemente. Ci che  indistinguibile da lei non potr mai tradirla n abbandonarla. Perch lei non abbandoner se stesso, non so se mi segue.
 Lo seguiva e non lo seguiva. Lo seguiva nel senso generale del discorso, ma non in quelle digressioni metaforiche in cui coglieva le tracce del maestro comune, il Professor Wheeler, con ogni probabilit anche Tupra era stato fra i suoi allievi prediletti, e lo stesso Wheeler poteva averlo reclutato a suo tempo per le imprecisate e fantasmatiche attivit cui ora si dedicava. Se cos fosse avvenuto, non doveva essere stato difficile per il Professore persuadere Tupra o Reresby, perch la sua vita prima di Oxford doveva essere stata una vita non solo dazione e di improvvisazione e di alti e bassi, ma di delinquenza. Pi gli parlava, pi coglieva nel suo volto  rozzo d'origine, progressivamente ingentilito  e nella sua dizione forse da bassifondi al principio, ora artificiosamente curata  un passato senza scrupoli, di soluzioni drastiche quanto non violente, cui non doveva aver rinunciato malgrado il nuovo processo di educazione e volenteroso raffinamento, non del tutto perfezionato. Forse era un uomo che si era dato da fare per migliorare non per convinzione, ma per spirito utilitaristico, per rendersi pi presentabile nel mondo e facilitarsi la scalata; doveva aver capito che gli conveniva imparare a camminare su moquette e tappeti se voleva raggiungere i suoi scopi, ma non aveva rinunciato al suo disprezzo di fondo per uffici e salotti. Si era formato sulla strada e senzaltro sapeva che la legge della strada  quella che vince e che conta, quella a cui alla fine ci si deve attenere quando si tratta di andare avanti, di risolvere i problemi e superare le avversit, soprattutto quando le cose si mettono male. Tupra non doveva aver avuto una vita comoda in precedenza, una vita avviata che avesse dovuto abbandonare o mettere da parte. Accettare quello che aveva accettato, fondersi con la nebbia, come diceva lui, doveva aver rappresentato per lui una specie di salvezza, o di rimessa in carreggiata, un ripartire da zero o la legittimazione dei suoi impulsi perversi.
 Io invece ho una vita gi impostata,  pens Toms,  e adesso in ogni caso lho perduta, mi  scivolata dalle mani allimprovviso ed  irrecuperabile, appartiene gi a quello che  stato. Che stupidi sono i giorni, che stupido pu essere un giorno qualunque, tu non sai quale sar e ti inoltri festosamente proprio nel giorno che avresti dovuto evitare, non c modo di indovinare il giorno della maledizione, del patibolo e del fuoco, della gola del mare, il giorno che manda allaria ogni cosa.
 E come sono stupidi, come sono futili i tuoi passi nel giorno in cui non avresti dovuto farne nemmeno uno, in cui non avresti dovuto nemmeno uscire di casa. Ti alzi come se niente fosse, entri in una libreria, ti ecciti con unamante intermittente senza importanza e decidi di rivederla la sera stessa, per noia o per controllabile e triviale desiderio o per non sentirti un solitario e un paria, non ci sarebbe nulla di grave nel non uscire quella sera e risparmiarsi quel seccante pensiero a posteriori: Non ne valeva la pena, adesso che si  concluso senza gioia, anzi quasi con piet, se potessi tornare indietro mi asterrei.
 E quello stupido appuntamento e quella scopata superflua ti allontanano dalla traiettoria prevista, gi decisa. Tutto quanto avevo in mente non vale pi, il mio futuro  sparito o  stato sostituito, forse dovr rinunciare a Berta o a una vita normale con lei, pi o meno armoniosa e senza grandi segreti; oppure il segreto, invece che leccezione obbligata in ogni esistenza, sar il fondamento e la regola e ci dominer. Ho due possibilit davanti, e nessuna delle due  quella che vorrei, ma sono finiti i tempi in cui potevo scegliere quello che volevo. Un arresto e un processo dallesito incerto, con una probabile condanna e anni di carcere se va male, oppure un compito inimmaginabile e torbido, di durata indefinita e per il quale non mi sento tagliato: farmi passare per quello che non sono e avere a che fare con individui sconosciuti e orrendi, di fatto con nemici dei quali dovrei farmi amico per poi tradirli, qualcosa di simile mi suggeriva Wheeler con la parola infiltrato, proprio cos, non lho sognato. 
 Saresti un magnifico infiltrato; Potresti passare per nativo in non pochi paesi del mondo, ha detto, e poi ha cercato di ammorbidire: Non sarebbe per periodi troppo lunghi, Niente di fuori del comune, niente di strano agli occhi della famiglia, della cerchia pi stretta. Sarebbe tutto normale, quando sarai in Spagna. E quando invece sarai fuori, no, non ti inganno: vivresti vite fittizie, vite che non sono la tua. Ma solo temporaneamente: prima o poi le lasceresti sempre per tornare quello che sei, il tuo vecchio io. Si, era stato chiaro ed esplicito, e io ho cercato di dimenticarmene,  ben diversa una proposta fatta quando tutto va bene, una proposta che si pu rifiutare, da una proposta che  quasi unimposizione, fatta da questi due, Blakeston e Tupra o Montgomery e Reresby o come si chiamano... Ma il carcere sarebbe ancora peggio, peggio di ogni altra cosa, e come se non bastasse la mia vita sarebbe rovinata anche una volta libero, a che et, poi, con quali prospettive, con quale voglia di vivere: chi mi vorrebbe ancora? Chi darebbe del lavoro a un condannato per omicidio, a un appestato? Berta si allontanerebbe da me e sposerebbe un altro e avrebbe dei figli da lui, non da me, potrebbe addirittura non volermi pi rivedere, non volerne pi sapere di me, non voler pi nemmeno sentire il mio nome, forse desidererebbe solo cancellarmi come ci si scrolla di dosso un incubo che ci opprime o un errore che ci riempie di vergogna. Se invece accetto per ora non la perderei, anche se questo significherebbe una convivenza confusa e oscura, di mezze verit nella migliore delle ipotesi, e di vastissime zone dombra; se rifiuto potrei uscirne assolto e libero da colpe, o perfino non arrivare al processo e continuare sulla mia strada come se quello stupido giorno non fosse mai esistito, in fin dei conti io non ho ammazzato Janet, io non ho ammazzato nessuno. Ma il rischio  troppo alto e chi lo sa, chi pu saperlo, ho paura e la paura annebbia la vista e la ragione, la paura non  sopportabile e io voglio solo togliermela di dosso...  
  Ci sto pensando,  riusc a dire, sentiva nellaria la crescente impazienza dei due uomini.  Ci devo pensare.
  E allora si sbrighi,  rispose Tupra, tamburellando sul tavolo per sottolineare il concetto e sbattendo quelle sue ciglia femminili.  Non abbiamo tutta la giornata a disposizione. Noi le stiamo offrendo una via duscita, Nevinson, le conviene approfittarne. Decida lei, ma faccia presto, su.
 Su, presto, qui, ora, sempre..., pens Toms, ricordando quel verso incalzante dellultima strofa di Little Gidding. Ci che ora sar, sar sempre, ed  curioso: qualunque decisione io prenda, lesito pi probabile  che io diventi un reietto delluniverso; ci che Wheeler mi esortava a non fare  precisamente ci che mi attende. Sar chi non sono, sar fittizio, sar uno spettro che va e viene, che si allontana e ritorna. E accadr, come dice Tupra, sar mare e neve e vento.
 Si rese conto che aveva gi deciso, ma preferiva non ammetterlo ad alta voce, preferiva tenerlo per s ancora qualche secondo, solo nel suo pensiero, ci si pu sempre tirare indietro finch si tace.
 Polvere sospesa nellaria indica il punto in cui fin una storia, lo assalirono di nuovo quei versi. Qui  finita la mia. Chiss che cosa mi attende, perch sono ancora qui, e ora  sempre. Questa  la morte dellaria. Aveva letto al volo anche questo verso. Per si sopravvive. Che fortuna e che disgrazia.
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FINE Parte 1.